mercoledì, Maggio 27, 2020

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Scoperta un’interferenza cuore-cervello che altera le capacità percettive

Per secoli il cuore, considerato sede dell’anima e delle emozioni, ha avuto un ruolo cruciale nei modelli – attualmente definibili come psicofisiologici – che tentavano di descrivere il rapporto tra informazioni sensoriali provenienti dal mondo esterno, elaborazione cognitiva e risposte comportamentali adeguate: un vero e proprio cardiocentrismo che nasce addirittura nell'Antico Egitto, durante il quale si credeva che il cuore, deposto assieme al defunto, potesse intercedere verso gli dei aiutando così l'anima della persona morta nell'Aldilà. L'idea del cuore come sede dell'anima prosegue, nella cultura occidentale, con Aristotele e si protrae fino a Cartesio (che vedeva in questo organo, origine della forza motrice dei corpi animati, una tappa cruciale del circuito sensorimotorio fulcro della sua psicologia) e Hobbes (secondo cui la...

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