CRONACA

I Maya ingegneri idraulici

Il funzionamento dell'acquedotto Maya di Pietras Bolas (Reid Fellenbaum)

Già nel 300 d.C., molto prima che sbarcassero gli spagnoli, i Maya sapevano costruire marchingegni che sfruttavano la pressione dell’acqua: è la recente scoperta fatta nelle rovine vicino a Palenque in Messico.

Si tratta del canale sotterraneo Pietras Bolas, un vero e proprio acquedotto, nel famoso insediamento Maya vicino a Palenque: è lungo circa 60 metri con una pendenza di 6 metri e finisce contro una barriera dove l’acqua viene costretta a passare in un tubo molto stretto producendo così alta pressione.In questo modo i Maya ottenevano una pressione idraulica con la quale potevano sollevare l’acqua e trasportarla altrove. È quanto riportato nell’articolo pubblicato sulla rivista Journal of Archeological Science (DOI: 10.1016/j.jas.2009.12.003, Volume 37, Issue 5, May 2010, pp. 1027-1032) dagli autori Christopher Duffy e Kirk French della Pennsylvania State University.
La scoperta confuta la convinzione, finora ritenuta vera, che le macchine idrauliche fossero state introdotte in America dagli spagnoli, mentre questo canale, combinato con i dati archeologici, climatici e geomorfici, dimostra chiaramente che i Maya sapevano come produrre pressione idraulica con la costruzione di canali.
Dato che il canale non è in condizioni da poter essere utilizzato, gli archeologi hanno riprodotto un modello e hanno verificato che era in grado di produrre una fontana o incanalare l’acqua in canali paralleli per poter trasportare acqua da un luogo a un altro.

1 Commento

  1. In passato avevo letto cose simili circa l’alimentazione dei giardini pensili di Babilonia, e gli acquedotti sotterranei Etruschi per risalire sulle acropoli. Mi piacerebbe sapere se sono state osservate tecniche simili anche tra Atzechi e Incas, per trovare conferme alla tesi delle comunicazioni oltre Atlantico dei Fenici.

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