CRONACA

Luna arlecchino

La storia geologica del nostro satellite in una mappa

NOTIZIE – I falsi colori della mappa prodotta Scott Mest e colleghi del Planetary Science Institute del Goddard Space Flight Center raccontano una storia antica quanto quella della Luna.  Il cratere, circa 320 chilometri di diametro, è situato nei pressi del Polo sud del satellite in un’area che gli scienziati stanno scandagliando attentamente in previsione di futuri viaggi di esplorazione umana (e possibili insediamenti). Mest ha usato i dati topografici del Lunar Orbiter Laser Altimeter (uno strumento a bordo della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter) e le immagini e i dati spettrali delle missioni Clementine e Lunar Prospector descrivendo così nel dettaglio la geologia del cratere.

Nell’immagine i due anelli marroni, interno ed esterno, sono regioni montane dove la crosta lunare si è innalzata a seguito dell’impatto con un grosso oggetto (che doveva aver misurato 35-40 chilometri di diametro). Queste sono le rocce più antiche presenti nel cratere (il secondo più giovane identificato sull’intero satellite), le uniche che non si sono sciolte a causa dell’enorme calore sviluppato nell’impatto. La roccia fusa invece è stata lanciata in tutte le direzioni ed è andata a formare le parti pianeggianti della formazione geologica. I diversi toni di verde che si osservano nella mappa indicano la composizione diversa delle rocce (probabilmente dovuta al fatto che si sono raffreddate con tempi diversi). Le linee nere rappresentano invece le fratture che si sono formate quando la roccia si è raffreddata.

Il bacino di Schrödinger è l’unico sulla Luna a presentare tracce di attività vulcanica relativamente recente. Le aree beige indicano presenza di flussi di lava  mentre le aree rosse mostrano eventi esplosivi. I colori grigio e verde-pisello mostrano zone ricche di materale vulcanico più antico. Le zone giallastre indicano aree in cui più recentemente oggetti celesti più piccoli hanno colpito la superficie, mentre il verde chiarissimo indica materiale esterno al cratere (proveniente dal terreno attorno al bordo della formazione) che vi sarebbe caduto dentro.

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Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.