Il sesso orale: un gioco da pipistrelli

Il primo studio osservativo in larga scala mai effettuato sul sesso orale praticato da animali non umani ha vinto l’IgNobel Prize 2010 per la biologia.

CRONACA – Nonostante sia una pratica umana riconosciuta, notevolmente praticata e ben documentata, il sesso orale è un comportamento solo raramente osservato in alcuni animali non umani. In quelle rare occasioni è stato spiegato come una pratica di “gioco” tra esemplari giovani di alcune specie, ma grazie alle osservazioni indiscrete di Min Tan, Gareth Jones, Guangjian Zhu, Jianping Ye, Tiyu Hong, Shanyi Zhou, Shuyi Zhang e Libiao Zhang – vincitori dell’IgNobel Prize 2010 –  è stato possibile documentare che la fellatio è un comportamento di routine nei pipistrelli della frutta dal naso corto (Cynopterus sphinx), atto a prolungare la durata della copulazione.

Con una pratica un po’ macchinosa e apparentemente complessa le femmine di Cynopterus sphinx sono solite leccare la base o il corpo del pene del loro compagno durante la penetrazione. La femmina piega la testa per raggiungere l’organo sessuale del maschio mentre è già in atto il rapporto, durante il quale, nonostante la fellatio, il maschio non ritira mai l’organo. Lo studio di quello che sembra un pazzesco gioco di posizioni erotiche indica una correlazione positiva tra il tempo dedicato alla fellatio e la durata del rapporto: quanto più a lungo la femmina lecca la base del pene, tanto più durerà la copulazione.

Gli otto ricercatori hanno documentato una differenza sensibile nella durata dell’accoppiamento tra rapporti con o senza fellatio, studiando i comportamenti di 30 coppie di pipistrelli della frutta dello Yuexiu Park, nel sud della Cina. Durante le ore del giorno hanno catturato un certo numero di pipistrelli, li hanno classificati secondo il sesso, l’età e lo stadio riproduttivo. Hanno quindi scartato gli esemplari troppo giovani, le femmine incinte e quelle che stavano allattando. Ne sono rimasti 60, 30 femmine e 30 maschi, che sono stati appaiati in maniera casuale e riposti in alcune voliere dotate di tutti i comfort: foglie fresche e banane a volontà, acqua e addirittura integratori vitaminici.

Attraverso una serie di telecamere notturne sono state misurate la frequenza e la durata dei rapporti tra i pipistrelli in luna di miele. Si sono ottenuti 20 rapporti sessuali tra queste 30 coppie.

Le coppiette sono state osservate durante tutte le loro notti d’amore, preliminari compresi: lui che ci prova, lei che si scansa; lei che si stringe nelle ali e muove la sua testa delicatamente verso di lui, poi lo annusa e gli lecca muso e collo; lui che si muove verso di lei e da dietro si aggiusta per disporsi in una posizione che faciliti l’accoppiamento. Infine la coppia che adotta una posizione “face-to-back” e si prepara per accoppiarsi.

In 14 dei 20 accoppiamenti la pratica della fellatio si è dimostrata un rituale costante e le coppie passavano più tempo a copulare se la femmina metteva in atto il suo “bizzarro” comportamento sessuale. Questi risultati hanno suggerito ai ricercatori che una tale pratica deve avere un ruolo importante nell’accoppiamento, allungando il tempo dedicato alla penetrazione che avviene contemporaneamente alla fellatio. Pare che ad ogni secondo dedicato a leccare la base del membro corrispondano ben 6 secondi extra di accoppiamento. Considerando che normalmente l’accoppiamento dei pipistrelli della frutta può durare dai 100 ai 300 secondi, i secondi guadagnati tramite la fellatio non sono pochi.  Le restanti 6 coppie che non hanno, invece, mostrato interesse per questo genere di pratica sono quelle nelle quali la femmina non desiderava l’accoppiamento ed è stata forzata dal maschio, a morsi, a concedersi.

Ma quali sono dunque le cause di questo comportamento molto umano e poco animale dei pipistrelli della frutta? Quattro le ipotesi formulate dai ricercatori, tutte potenzialmente coesistenti: attraverso la fellatio le femmine di C. sphinx incrementerebbero la lubrificazione e la stimolazione del pene mantenendo così l’erezione del maschio ed aumentando di conseguenza la durata del rapporto, aiutando quindi il trasporto dello sperma dalla vagina all’ovidotto e migliorando la fertilità di coppia; in secondo luogo prolungare il tempo dell’accoppiamento potrebbe essere un sistema di controllo del compagno, poiché questo normalmente dopo l’accoppiamento si separerebbe per formare gruppi monosessuali che persistono per tutta la stagione non dedicata alla riproduzione; terzo: la fellatio può essere un metodo antibatterico, una prevenzione nella trasmissione di malattie sessuali, sia per le femmine che per i maschi (in molte specie animali si osserva che maschi e femmine leccano i propri genitali dopo il rapporto proprio a questo scopo: la saliva ha proprietà antibatteriche, antimicotiche e antivirali); infine può facilitare l’individuazione di segnali chimici MHC-dipendenti associati alla scelta di accoppiamento.

2 Commenti

  1. Complimenti per l’articolo, piacevolissimo e scritto assai bene.
    Voglio pensare che ci sia una quinta ipotesi: al pipistrello quel lavoretto piace e la pipistrella, quando non è presa a morsi, ama accontentarlo.

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