POLITICA

Spontanei e arrabbiati

La protesta di studenti e ricercatori divampa  in tutta Italia in maniera virale

POLITICA – La parola d’ordine è spontaneità. La protesta di studenti, ricercatori professori contro il “decreto Gelmini” di riforma universitaria che prevede tagli finanziari pesantissimi dilaga in tutta Italia al tam tam di sms e social network.

Oggi si “vestono” (neve permettendo) i monumneti (dalla torre di Pisa al Colosseo), ieri si sono occupati i tetti di diverse università in tutto il paese. Anche l’assalto a Palazzo Madama di qualche giorno fa non appare come qualcosa di premeditato, ma ha il ritmo di un flash mob, anche se con contenuti molto seri.

“Si naviga a vista,” commenta Luca Tornatore, ricercatore precario dell’Università di Trieste, attivo nella protesta. “Ieri con un rapidogiro di sms, 400 persone si sono incontrate e hanno dato luogo a un’assemblea spontanea (sugli spalti dell’antico teatro romano, nel centro cittadino)”. L’assemblea poi si è trasformata in un altrettanto spontaneo corteo che ha bloccato le vie dalla città.

Manifestazioni simili si moltiplicano in tutta Italia, e continueranno. Il sentimento che prevale è l’angoscia di non sapere cosa ne sarà dell’Università e delle ricerca (ma non solo) nei prossimi anni a venire nel nostro paese. Lo scontro si preannuncia duro (anche se per fortuna l’arresto, qualche giorno fa di due manifestanti pare essersi risolto in nulla).

Intanto la discussione sul DDL Gelmini (definito dal fronte studenti/ricercatori “la pietra tombale” dell’università) slitta ancora una volta (a martedì prossimo). “Si naviga a vista, sì” ripete Tornatore al telefono. “ma siamo duri e determinati come il legno degli alberi.. abbiamo radici profonde.”

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

2 Commenti

  1. E’ la finanziaria che prevede i tagli, non la riforma Gelmini, che mira solo ad eliminare tutti i corsi universitari inutili, le baronie, parentopoli, la ricerca fasulla, la moltiplicazione delle cattedre, i diplomifici, con l’intento di garantire un po’ più di soldi per la ricerca vera e per quelle sedi universitarie che possano competere con quelle straniere. Non date retta ai politici che salgono sui tetti. A loro interessa solo abbattere Berlusconi per sedersi al suo posto e continuare con la politica clientelare che ha imperversato sino ad oggi. Meditate, studenti, meditate, e soprattutto studiate, perchè è il modo migliore per contribuire al progresso.

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