POLITICA

Wikipedia Italia chiuso per protesta

POLITICA – Si lo sappiamo questo è un giornale di scienza, e c’è chi si lamenta che ogni tanto ci occupiamo di cose che travalicano la pura divulgazione scientifica. Ci tengo a far notare che OggiScienza è un giornale che dalla sua nascita ha subito mostrato una forte vocazione per quanto riguarda i temi che si trovano all’intersezione di “Scienza&Società”, vocazione di cui siamo pienamente coscienti e speriamo che anche i nostri lettori lo abbiano ben chiaro (insomma se cercate divulgazione “pura” questo non è il posto giusto). Detto questo segnalo con un certo sconcerto la chiusura di uno dei siti al quale attingiamo di più quando si tratta di offrire approfondimenti scientifici ai nostri articoli (i link a questo servizio dalle nostre pagine sono innumerevoli): Wikipedia. Per la precisione it.Wikipedia.org, e cioè la versione italiana. Se andate oggi sulla home italiana della nota enciclopedia partecipativa troverete un annuncio che in soldoni avverte che per ora i contenuti del servizio sono solo nascosti per una sorta di sciopero, ma che potrebbe darsi che presto vengano cancellati davvero. Il motivo, spiegano ancora i responsabili di Wikipedia.it, è che “purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni”.

Quello che preoccupa Wikipedia (e non solo) è soprattutto “l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine”. La lesività dei contenuti però sarà valutata unicamente dal soggetto che chiede la rettifica, senza l’intervento di un giudice terzo, scrivono ancora.

Wikipedia è un’enciclopedia “partecipativa” non ha una redazione e i contenuti sono “offerti” dai lettori stessi. Per chi non conoscesse le dinamiche del 2.0 potrebbe suonare strano e potenzialmente pericoloso (chi garantisce che quanto scritto si veritiero?) ma di fatto è un metodo che funziona molto bene per le comunità nutrite come quella che si aggrega intorno a Wikipedia. Il processo di revisione dei contenuti è infatti continuo e quando qualcosa di errato (o offensivo) è pubblicato, viene rettificato immediatamente dall’attenta (e spontanea) opera di monitoraggio. Il princiopio su cui si basa il controllo effettuato dai lettori è quello più banale: la verifica delle fonti. In base al comma 29 però non sarà più importante se i fatti riportati siano veri o no, ma solo se chi richiede la verifica si senta leso o meno da quanto detto.

“L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi,” si legge ancora su Wikipedia Italia.

Anche noi della redazione di OggiScienza ci chiediamo cosa potrà succedere se il testo del DDL verrà approvato senza alcuna modifica. Se infatti non verrà introdotta una figura terza che giudichi cosa possa essere considerato lesivo, molti contenuti potrebbero essere giudicati tali da chiunque abbia un’opinione contraria (e crediamo che molti dei nostri lettori non facciano fatica a immaginare una lista di argomenti che possa rientrare in questa categoria), anche perché uno dei nostri intenti è quello di suscitare un sano DIBATTITO sui temi scientifici, soprattutto quelli più vicini alla nostra società. In ogni caso siamo preoccupati per l’eventualità che un servizio così importante come quello offerto da Wikipedia possa venire a mancare. A questo punto rilancio la palla ai nostri lettori. Voi cosa ne pensate?

Intanto raccogliamo un po’ di commenti al fatto:

Luca De Biase: http://blog.debiase.com/2011/10/follia-comma-29—alimenta-i-m.html

Booksblog: http://www.booksblog.it/post/8225/caso-wikipedia-sul-ddl-intercettazioni-e-sui-suoi-possibili-effetti-sul-nostro-lavoro

Wired.it: http://daily.wired.it/news/internet/2011/10/05/intercettazioni-wikipedia-autocensura-14784.html (e nei loro blog Guido Scorza e Alessandro Longo)

AGGIORNAMENTO: Il comma 29 è stato stralciato ieri (5 ottobre 2011) dal DDL intercettazioni

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

68 Commenti

  1. In Italia ormai siamo arrivati a dei livelli di prepotenza politica che oltrepassano l’assurdo per difendere gli interessi di una persona. Wikipedia è una delle migliori espressioni di Internet. Mi vergogno di fronte al resto del mondo di essere italiano.

  2. Non dobbiamo permettere a questi “signori” di eliminare le fonti di informazione, come Wikipedia, poichè possa infastidire i loro loschi interessi. Combattiamo perchè la democrazia conquistata in molti anni di lotte e sangue non venga di nuovo uccisa.

  3. sono d’accordo su tutto, ma no ce la faranno, la loro cultura (?) è pre-internet. (ps: invece di “mission” non è meglio “finalità, scopi”, ecc., in italiano?!)

  4. Leggi come questa sono la dimostrazione che qualcuno, forse tanti, non ha ancora capito che oggi non si può più sfuggire ai media, alla critica ed al giudizio altrui.
    La vicenda di Vasco è anch’essa una dimostrazione di profonda incomprensione dei “nuovi” meccanismi con cui le informazioni circolano e le opinioni si diffondono, così come casi precedenti in cui qualche vip ha cercato di far cancellare le foto osé della fidanzata: l’effetto è sempre stato contrario.
    Nel caso di Wikipedia e dei blog italiani mi pare che la legge si aggiri banalmente spostando l’hosting all’estero, quindi il legislatore ha fatto un lavoro del tutto inutile al suo scopo…

  5. Penso che l’unica soluzione sia togliere questa classe politica dalle proprie amate poltrone. Ma è possibile che un gruppo di pochi decida per tutti. Si, la maggioranza della popolazione li ha votati, ma non abbiamo detto che potevo fare quello che gli pare senza nessun criterio logico! Basta basta basta, ma voi non siete stufi? Siete ancora rimasti al concetto di destra o sinistra o avete capito che non esiste più?? Ci vuole qualcuno che possa essere degno di guidare una nazione… nessuno di loro lo è. Nessuno.

  6. Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
    Articolo 27
    «Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
    Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

    Non mi pare vero!

  7. Premesso che la limitazione così come è stata riportata mi fa senso, sulla wikipedia italiana ci sono tante fesserie…. basta fare un giro su perle complottiste per farsi un’idea.

  8. @Federica Sgorbissa

    Sbagli: it.wikipedia.org E’ wikipedia.

    Wikipedia.it è un mirror di un privato che nulla centra con Wikimedia Foundation.

    Tutti le wikipedia mondiali sono sotto il dominio: xx.wikipedia.org, dove xx è il codice linguistico.

    Saluti

    1. Convinta. Correggo e grazie della segnalazione. L’ignoranza non è mai troppa. (è confermiamo che il controllo partecipativo FUNZIONA :))

  9. Non è accettabile! E’ un servizio utile, comodo, intelligente!!!!! E quando un servizio ha queste ottime qualità in Italia SI CHIUDEEE!!!!!
    Spero solo momentaneamente…..

  10. assolutamente impensabile…. penoso il fatto ke un personaggio pubblico non lo sia realmente, nel momento in cui diventi un personaggio pubblico firmi un contratto e come tale va rispettato… ma ci rendiamo conto in che società viviamo?
    berlusconi ha paura che venga pubblicizzata qualche altra sua mancanza?ma ke gentaglia c’è al potere?

  11. In ogni caso basta spostare il “dominio” all’estero…”com, org net…” non lasciamo a se stesso anche questo episodio…

  12. Beh, completaente d’accordo con Wikipedia.it e relativo staff. Sarebbe una continua denuncia, insensata e controptoducente. Che il DDL sia sottoposto a rettifica! diamine…

  13. Non so voi ma io mi sono davvero…letteralmente….incredibilmente rotto i C……IONI di tutto questo. Senza che il popolino se ne accorga ci stanno togliendo ogni liberà, siamo sempre più controllati e ignoranti. Ci dobbiamo svegliare tutti….un popolo di ignoranti è facilissimo da governare ma lo stanno facendo comunque male!!!! E tutti…non parlo di destra o sinistra…parlo della classe politica!!!!!! Dobbiamo scendere in piazza, ma non con i sindacati che provengono dalla stessa poltiglia di gente, dobbiamo scendere tutti in piazza e restarci finché non cambia qualcosa!!! Siamo lo zimbello del mondo occidentale e forse anche orientale, da quello che offende la Merkel ad un ministro che si vanta di un tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso, da quello che vuole dividere l’Italia a quelli che oltre dire Berlusconi vattene non hanno la benché minima idea di cosa fare!!!!! IO MI SONO ROTTO!!!!!!!!

    1. Colgo l’occasione per invitare TUTTI a non usare insulti e parolacce (e questo non per vi adel DDL, ma per regolamento nostro interno: commenti ingiuriosi non verranno pubblicati)

  14. Oramai non mi meraviglio più di niente. Bisogna cercare di capire quale particolare influsso ha interrotto il collegamento tra il cervello e la mente dei nostri politici.

  15. Questa è una dittatura “strisciante” molto peggio di quelle conclamate non sarà facile liberarsene perchè ha lobotomizzato le persone ci vorrà tanta volontà e tanto dolore per liberarsene

  16. Sono forse anni che va avanti questa storia del comma 29: tanti blogger già da diverso tempo hanno lanciato un allarme. Purtroppo questo allarme è sempre rimasto chiuso nella rete, e spesso anche qui ha incontrato difficoltà a viaggiare veloce. Si veda ad esempio il buon blyoblu (www.byoblu.com), che ha trattato e tratta spessissimo l’argomento.
    Bisognava arrivare a un “colpo di mano” di Wikipedia per colpire l’animo dei naviganti. Chissà che ora la gente non capisca davvero quanti danni potrebbe fare questo comma 29 a tutta la rete e alla libera circolazione delle informazioni.
    Questo DDL incarna tutta l’ignoranza che guida le decisioni dei nostri politici. Del resto, potremmo davvero aspettarci qualcosa di buono da chi pretende di imporre delle norme alla rete senza avere la più pallida idea di cosa sia il “web 2.0”, da chi pensa di equiparare un blog a una testata giornalistica o da chi pensa che esista un motore di ricerca chiamato “gogol”?

  17. Guardiamoci “Tutti” negli occhi e domandiamoci: questa è Democrazia o regime? Alziamoci “Tutti” dalle comode sedie e impariamo a camminare…. sono anni che non lo facciamo più!

  18. ragazzi ma porca puttana ma stiamo scherzando?questi bastardi che stanno al di sopra ci vogliono rendere schiavi senza un diritto di opinione?è chiaro che questo di vasco rossi non sia nient’altro che una scusa di merda per proteggere l’immagine dei politici e quant’altro…certo era chiaro,ormai era evidente che internet stava diventando troppo pericolosa per la sua diciamo “libertà di informazione”…porca puttana ragazzi svegliamoci ribelliamoci contro quelli di sopra,piano piano ci stanno togliendo tutto e il bello è che nemmeno ce ne rendiamo conto!!!!!!!!!!!NO AL GOVERNO!!!!

  19. Per caso mi sono imbattuto nel vostro blog. Non pensavo sareste stati capaci di raccogliere tanta merda come commenti in relazione alla sparata di wikipedia. Menomale che vi occupate di scienza (scienza coprofila?)
    Paolo Latini

  20. scusate nn sapevo della regola delle parolacce..adesso lo ricopio togliendole..ragazzi ma stiamo scherzando?queste persone che stanno al di sopra ci vogliono rendere schiavi senza un diritto di opinione?è chiaro che questo di vasco rossi non sia nient’altro che una scusa per proteggere l’immagine dei politici e quant’altro…certo era chiaro,ormai era evidente che internet stava diventando troppo pericolosa per la sua diciamo “libertà di informazione”…ragazzi svegliamoci ribelliamoci contro quelli di sopra,piano piano ci stanno togliendo tutto e il bello è che nemmeno ce ne rendiamo conto!!!!!!!!!!!NO AL GOVERNO!!!!

  21. Direi che continua a spron battuto un processo di “fascistizzazione” dell’Italia che dura dal 2008. Teniamo alto lo spirito del 25 aprile: ora e sempre… RESISTENZA!

  22. Quà stiamo sfiorando la dittatura, con limitazione di libertà di parola ed espressione ! Poi toccherà ai giornali ed a tutto il resto dei mass media. Guai a chi si “ribella” ai soprusi dei potenti ! Non sono affari solo di wikipedia ma di tutti ! Non state solo a guardare le “sventure” altrui ! Muoviamoci in gruppoooo !!!

  23. Regola numero uno nell’editoria e nel giornalismo: non attingere da Wikipedia, si pigliano tali cantonate. Un po’ dovreste vergognarvi di citare tra le vostre fonti wiki! Cambiate mestiere oppure frequentate qualche corso di giornalismo scientifico dell’IFG. Fate ridere! MI cascano le braccia.
    Il ddl? Non sapete di cosa state parlando: il buon senso, una retta coscienza e la costituzione della repubblica italiana rendono evidente che sia necessario porre un limite ai novelli Torquemada. La verità non viene minimamente impedita. Solo i pregiudizi, le infamie mafiose di cui molti untori nel web sono professionisti.

  24. quoto Mario Rossi, anche io mi vergogno di essere italiano!!! far chiudere it.wikipedia.org che è il terzo sito più frequentato al mondo(dietro facebook e google) è irreale, per quanto alcuni utenti specificano che ci siano state scritte parecchie cazzate, io personalmente l’ho trovato tutto veritiero, specialmente le pagine dei politici. il prossimo obiettivo quale sarà? chiudere Facebook? ah già dimenticavo ci aveva già pensato Emilio Fede(sarebbero capaci di farmi chiudere il commento in corso perchè potrebbe non essere veritiero). Poi che non si lamentino se ricevono minaccie di morte tramite lettere…

  25. Con tutti i problemi che ha questo splendido paese (splendido se non ci fossero i politici), proprio con wikipedia dovevano prendersela.
    Sono una wikipediana da 3 anni e da ieri sera, mi manca quasi l’aria. Non riuscire ad accedere al sito, ai miei osservati speciali per eliminare i vandalismi, mi fa incavolare e mi rende davvero impotente. Se ci fosse da protestare, ci si armerebbe qualcuno dice più su. Ma protestare con chi? Tanto qui, anche se protesti, non vieni ascoltato. Se ne fregano di cose importanti e che riguardano la vita delle persone, figuriamoci se ci considerassero per il solo fatto di voler perpetrare l’enciclopedia libera più famosa del mondo. Che vergogna, con il mondo intero.
    Che vergogna che proprio ieri sera, siamo anche stati declassati come paese e contemporaneamente, oscurati come libertà di espressione. Vergogna, politici italiani. Vergogna perché in Italia è nato il cinema, è nata l’arte, la cultura, la storia. E proprio a noi, questi italiani che tanto hanno da insegnare al resto del globo, viene messo il bavaglio.
    Diffamazione? Ma quando mai? Hanno mai letto una voce che li riguarda questi personaggioni? Piuttosto, mancanze. Piuttosto, dimenticanze. Ma diffamazione… che parolona.
    Mi sento profondamente delusa e non vedo l’ora che questa cosa abbia una fine.

    Comunque, alla faccia di chi crede che wiki non sia importante: alle 9 di questa mattina, la pagina principale di wikipedia.it è stata visitata da quasi 8 milioni di persone.

    Se non è un segnale questo.

    Utente:witchblue

    1. Ciao Claudio, più che altro sarebbe bello sentire qualche opinione articolata sul provvedimento e anche qualcosa sul tema del bilancio fra sicurezza/libertà di opinione (e informazione) nel web

      1. Cara Federica, a meno di mio clamoroso svarione e fraintendimento del testo (che ci sta), il DDL impone la rettifica SENZA COMMENTO, se uno si sente offeso da quanto scrivo.
        Nel mio blog i commenti sono liberi, e non ho mai negato a nessuno il diritto di replica. In alcuni casi ho anche ammesso l’errore.

        Se il DDL prevedesse l’obbligo di rettifica come sulla stampa (dove il giornalista risponde alle critiche mosse), nessun problema, lo faccio da sempre.

        Ma come la cosa è messa io scrivo, per esempio, che pretendere di curare i tumori con il solo bicarbonato è una baggianata, se un simoncini boy si ritiene offeso da questa frase io DEVO pubblicare la sua rettifica di 30 righe SENZA POTER COMMENTARE. Qualcuno dice che poi posso tornare sull’argomento, ma questo, a mio senso, mi esporrebbe ad ulteriore rettifica, quindi a recidiva, e quindi a possibile sanzione….

        Praticamente tutti i miei post, secondo la lettera del DDL come la capisco io, vanno ad ‘offendere’ qualcuno, e quindi sarei sempre a pubblicare ‘rettifiche’ senza poterle commentare. Ed allora che scrivo a fare? Chiudo ed evito di perdere tempo. Oppure dedico il mio tempo a chiedere rettifiche ai tanti siti e blog che sparano cazzate.

      2. Si, più o meno è quello che sembra anche a me di aver capito sul famigerato comma 29. Per questo temo che si creerà un ingorgo pazzesco (sempre che sia approvato, io non ci credo ancora che faranno passare questa follia).
        Per quanto riguarda OS, le occasioni potrebero essere tantissime, virtualmente per tutti gli argomento controversi (omeopatia, dibattito evoluzionismo/creazionismo, scie chimiche, il dibattito sulla CCSVI che abbiamo avuto di recente…)

        è vero che raramente prediamo in causa persone singole ma non riesco a capire dal testo se una persona che si sente offesa anche solamente dal fatto che un argomento venga esposto (e quindi che non si rivolge a lui/lei in particolare) possa sporgere denuncia… tu questo l’hai capito? se così fosse sarebbe un disastro ancora peggiore

  26. siamo in un regime dittatoriale mediatico che mi fa sentire soffocata e arrabbiatissima.
    la protesta a Roma del 15 ottobre…dove esattamente? vorrei esserci!!

  27. Se i giudici applicassero le leggi con l’ausilio de BUON SENSO non
    ci sarebbe bisogno di preoccuparsi se il legislatore è evasivo…

  28. @Federica Sgorbissa
    non riesco a capire dal testo se una persona che si sente offesa anche solamente dal fatto che un argomento venga esposto (e quindi che non si rivolge a lui/lei in particolare) possa sporgere denuncia… tu questo l’hai capito? se così fosse sarebbe un disastro ancora peggiore

    Beh, se ciò fosse vero, si innescherebbe sicuramente una guerra di denunce senza fine, con le ripicche che rimbalzano da una parte all’altra senza soluzione di continuità… Certo il caos entropico totale, ma anche un ottimo strumento per le contromisure, almeno credo.

    In ogni caso, perdiamo pezzi dei nostri diritti fondamentali ogni giorno che passa. Urge un’azione decisa e inequivocabile,

  29. il problema è che il politico medio italiano è celebro-leso…
    quindi potrebbe chiedere una rettifica al proprio cervello…
    purtroppo non succederà mai…uff

  30. Che roba, anche io sto divulgando la cosa sul mio blog vistoingiro, aggiungo un link a questa pagina. Anceh se siamo in tanti piccoli, si aumenta il volume di ridondanza dell’indignazione…una sorta di spam a scopo culturale 🙂

  31. @Raise: leggere Wikipedia non significa scrivere un articolo giornalistico/scientifico citando Wikipedia. Wikipedia è UNA fonte d’informazione, non LA fonte d’informazione. Wikipedia può risultare utile, ma nessuno qui pensa che la conoscenza di un argomento si esaurisca lì.

    Raise, tu dici:
    “una retta coscienza e la costituzione della repubblica italiana rendono evidente che sia necessario porre un limite ai novelli Torquemada”

    Hai ragione: non si possono scrivere tutte le porcate che si vogliono su chichessia, in rete come sulla carta stampata. Ma attenzione: la diffamazione è un reato già perseguito, e non c’è bisogno di alcun comma 29 per mettere un freno a chi usa la lingua per diffamare la gente.
    O, perlomeno, non c’è bisogno di un comma 29 di questo genere! Obbligare un blogger a rettificare entro 48 ore, pena una multa stratosferica, significa mandarlo sul lastrico se questo si trova in vacanza e non ha accesso alla posta elettronica. Non pensi poi che ci sia bisogno di un supervisore giuridico che stabilisca se il caso possa necessitare davvero una rettifica?

  32. Dopo la legge sull’Editoria per limitare Amazon & co. a vantaggio dei soliti grandi editori che detengono la maggior parte della quota di mercato, decidono la distribuzione e praticamente occupano tutto lo spazio espositivo nel canale retail, era lecito aspettarsi un “provvedimento” anche verso la parte meno tradizionale e quei “cani sciolti” del web. Se poteri istituzionali della repubblica (“r” minuscola), legittimati al controllo da una Costituzione (“C” maiuscola) non riescono a scalfire l’impunità e l’arroganza di questa classe politica, se l’opinione pubblica stringe le spallucce davanti a un’ipotesi (ipotesi!) di reato perchè lo-fan-tutti o, peggio, perchè è normale e acceettato vizio di chi detiene il potere (ma non era del popolo che lo democraticamente eletto?), stento a capire come possa un blogger danneggiare l’immagine di un personaggio in vista…perchè qui non si parla di un’esigenza di salvaguardare una persona “normale” che vive un quotidiano “normale”. Stento a capacitarmi come con il tasso di disoccupazione giovanile tra 15 e 24 anni è al 27,4%, con un picco del 44% per le donne del Mezzogiorno (fonte ISTAT:http://www.istat.it/it/archivio/40719), la classe politica sia tutta concentrata su provvedimenti che non hanno nulla a che vedere con la crisi mondiale…”mondiale” vuole dire che è cosa grave e richiede una certa reattività. Certo è se il popolo ha fame, poco gliene cale della libertà. Ma se gli leviamo la libertà (anche facendogliela passare che “è per il tuo bene di cittadino”, che tocco di classe, touchè), non dovremmo neanche più preoccuparci delle loro proteste per la pagnotta. Si sa che il popolo se non ha il pane, mangia le brioche….e taglia le teste. Ma ciò è accaduto in Francia tanto tempo fa e la lezione è stata imparata. Dai Francesi non dobbiamo imparare a giocare a calcio, ma a essere un popolo che sa lottare per i propri diritti. Ma siamo in Italia, ci declassano il rating per la seconda volta e, di tutta risposta, il MIB schizza ketaminico a +3,49.
    Scusate il lungo commento ma m’è venuto giù a cascata. La misura è colma.

    1. Per quanto mi riguarda, non mi sono mai sentito tirato in causa in quanto blogger; concordo con la redazione “virtuale” di Wikipedia quando, per protesta, blocca e minaccia di chiudere il proprio sito a fronte di quella che, come che la si guardi, è una forma di censura volta a difendere soprattutto i potenti.
      Del resto, basta un po’ di cognizione di causa: se io, sul mio modesto blog, riporto informazioni veritiere circa un dato personaggio pubblico, che, poniamo, ne evidenziano il comportamento valutato come criminoso in sede legale, probabilmente non fregherà a nessuno, se questi, per difendersi, chiedesse _a me_ di rimuovere ogni informazione che lo riguardi, senza che una terza parte – di natura giuridca peraltro – possa metterci becco (anche se sarebbe indegno di un paese civile, intendiamoci)…
      Ma se Wikipedia, nel riportare informazioni su un dato personaggio di caratura pubblica (e, quindi, degno di finirici, tra le sue pagine), dovesse rimuoverle su semplice sua richiesta, a mia opionione non cadremmo solo nella censura, ma in qualcosa di piu’ simile a quello che è possibile perpetrare in un regime anti-democratico, illiberale, e, in definitiva, nemico del vero.
      Il che, permettimi, secondo me è una bella mer#a…
      Bye,
      Davide.
      p.s.: poi, per quanto mi riguarda, il danno culturale sarebbe enorme (e non lo dico da “wikiot”, ma da persona con un certo grado di intelligenza, che, in quanto tale, non puo’ che rilevare che Wikipedia è patrimonio di e del sapere pubblico).

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