mercoledì, Dicembre 19, 2018
AMBIENTECRONACAULISSE

Terremoto e trivelle, molta confusione

CRONACA – Mercoledi 6 giuno la procura di Modena ha deciso di aprire un’indagine per verificare se nelle zone interessate dal recente terremoto siano state eseguite delle trivellazioni non autorizzate. A quanto riportato sugli ogani di informazione la decisione della procura segue la presentazione di alcuni esposti da parte di cittadini che segnalano attività di trivellazione abusiva. Non sappiamo se e quali evidenze abbiamo portato gli autori degli esposti ma dobbiamo dedurre che se la procura ha deciso di andare avanti devono essere sufficientemente “sostanziose”.

Sacrosanto che si voglia far luce se siano state eseguite trivellazioni abusive, ma chiedersi perché questo avvenga ora è doveroso. Visto il dibattito in atto, il collegamento fra quest’indagine e il terremoto è evidente: secondo una voce insistente le trivellazioni potrebbero provocare scosse sismiche e dunque c’è chi crede che il terremoto in Emilia sia stato indotto dall’attività mineraria umana.

Sia chiaro: la confusione regna sovrana. Innanzitutto, a quel che ho visto è letto in giro – internet, televisione, radio, carta stampata – si continuano a confondere pratiche molto diverse: fracking (o fratturazione idarulica), trivellazioni di tipo tradizionale e stoccaggio dei gas in siti sotterranei.

Per chiarezza: Il fracking è la pratica di iniettare acqua nelle profondità per fratturare le rocce al fine di estrarre (per esempio) il gas racchiuso nelle porosità. Questa è una pratica non consentita in molti paesi al mondo, che suscita le proteste degli ambientalisti. Nelle trivellazioni tradizionali, per estrarre greggio o gas si fa un buco profondo con una trivella, il gas o il petrolio (in pressione nel sottosuolo) salgono e vengono raccolti. Lo stoccaggio del gas è un metodo per immagazzinare il gas estratto iniettandolo in una falda senza togliere l’acqua: il liquido acquisterà pressione che servirà a spinger fuori il gas quando servirà estrarlo.

Delle tre metodologie, l’unica per cui esista una letteratura scientifica sul collegamento con attività sismica indotta è la prima, il fracking, per le altre due i dati sono insufficienti a concludere alcunché. La fratturazione idraulica può talvolta provocare scosse di lieve entità, con origine superficiale. Infatti come ci spiega Aldo Vesnaver, esperto di trivellazioni petrolifere per OGS, il fracking “è da sconsigliare se viene fatto vicino a falde acquifere superficiali, mentre  non è un problema se fatto a profondità significative (1-2 km, o più)”.

In ogni caso il fracking praticato dall’uomo attualmente avviene a profondità ben inferiori a quelle degli ipocentri di un terremoto (diversi chilometri solitamente, certamente sopra i 5) e comunque ben lontani dalle profondità di origine del sisma emiliano (intorno ai 10 km). E se non bastasse, come ci testimoniano amici sismologi (che in questo momento chiedono di restare anonimi, perché visto il caos mediatico gli istituti di apparteneza chiedono loro il “silenzio stampa”) non vi è notizia in letteratura di terremoti di magnitudo 6 indotti dall’attività umana. La sequenza dei terremoti padani recenti poi, sempre a detta degli stessi, mostra chiaramente che si tratta di un terremoto di origine tettonica, anche vista l’estensione sia spaziale, un fronte di oltre 80 km, che temporale.

E per sciolgliere ogni dubbio, il fracking non può avere provocato la sequenza di scosse emiliane, perché in Pianura Padana non si è mai fatta fratturazione idraulica (aggiornamento! l’abbiamo trovato: un sito in cui si è fatta un’ispezione per il fracking in Italia c’è, il bacino di Ribolla sul fiume Bruna, indagheremo). Giorgio Zampetti, geologo di Legambiente ce lo conferma: “dai dati in nostro possesso l’unico paese in cui si è praticato fracking in tutta Europa è la Polonia, in Italia questa attività è del tutto assente”. “Ne siamo sicuri,” aggiunge, “questo terremoto è di origine tettonica”.

Il ministero dell’ambiente confermerebbe l’assenza di fracking nel nostro territorio, almeno stando a quanto letto sui giornali: non sono mai stati concessi permessi per questa pratica in Italia. A dire il vero ho provato per diversi giorni a farmi rilasciare una dichiarazione diretta dal Ministero, ma non mi hanno ancora dato una risposta. Se dovesse arrivare aggiornerò. (E anche da ENI sto aspettando una dichiarazione).

Se il Ministero non ha dato i permessi, eventuali attività di fracking sarebbero dunque abusive, e qui si inserisce l’indagine di Modena. Eppure immaginare che vengano fatte di nascosto appare un po’ surreale. Qualsiasi tipo di operazione che prevede trivellazioni e sondaggi di vario tipo è enormemente costosa e immediatamente riconoscibile anche al più inesperto. Non si può certo montare la sonda la sera, per fare il lavoro di notte e scappare appena sorge il sole. Sono interventi che durano settimane, mesi, con un via vai di mezzi pesanti e che implicano la costruzione di un cantiere e solo per quello servono permessi e  concessioni (anche parlando solo della concessione di utilizzo da parte del proprietario del terreno). Come se non bastasse le operazioni di perforazione nei paesi civilizzati devono sottostare a una serie di regolamentazioni specifiche tanto che per la minima infrazione interviene la polizia mineraria.

Insomma pare estremamente improbabile che nel 2012 in Italia, una qualsiasi compagnia si permetta di trivellare senza permesso, col rischio di conseguenze molto pesanti se scoperti. Certo  possiamo sollevare sospetti su tutto, ma poi si sfocia nel complottismo, e questo giornale tende ad evitare questo tipo di derive.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

18 Commenti

  1. Al solito: in Italia, invece di concentrarci sui problemi reali (costruire case e capannoni realmente antisismici) ci si ostina sulle bufale. Ed è parte del problema: è che fino a quando questo modo di pensare non verrà superato, l’Italia non esce dal pantano…

  2. La spiegazione mi sembra più che esauriente. Grazie!
    Tra fracking e previsione terremoti, ci si allontana sempre piu’ dal problema reale che riporta bene Edoardo. Non credete le bufale. terremoti non si prevedono anche se detto da un nobel! il fracking non fa terremoti di magnitudo 6… non c’e’ bisogno di essere un geologo o sismologo per capire, ma l’energia rilasciata da un sisma di magnitudo 6 richiederebbe dei carichi titanici… che solo la madre terra e’ capace di dare. saluti a tutti.

  3. Che poi in realtà il fracking provoca frane e smottamenti, non veri e propri terremoti. L’effetto superficiale può essere lo stesso, ma geologicamente è cosa diversa.
    Saluti,
    Mauro.

  4. DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA TERRA (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) Crisi sismica: risposta alle domande frequenti. In occasione di questi terremoti, come nel caso di altri eventi simili, si sono diffuse una quantità impressionante di notizie del tutto prive di fondamento, che contribuiscono a creare disinformazione:
    nessuna attività dell’uomo (sondaggi, perforazioni, prelievi di idrocarburi, prelievi di acqua ecc) può creare o indurre terremoti di intensità pari a quelli avvenuti. La profondità degli ipocentri dei terremoti registrati è generalmente superiore a 5-6 km, spesso oltre 10 km, e l’energia in gioco è tale da escludere qualunque possibile legame con attività umane.
    Nella nostra pianura terremoti di intensità simile ci sono stati
    anche in passato (vedi il terremoto interminabile e distruttivo di Ferrara e del ferrarese del 1570), anche quando le perforazioni per idrocarburi non esistevano. Fra l’altro le zone dove c’è attualmente un enorme prelievo di gas e petrolio (Arabia Saudita, Mare del Nord al largo della Norvegia) sono praticamente asismiche.
    il fenomeno di “FRACKING” di cui si parla in molti commenti è una tecnica utilizzata in USA, Canada e solo marginalmente in nord Europa per lo sfruttamento di gas (metano) in sedimenti argillosi superficiali. Si tratta di gas disperso in modeste quantità nel sedimento, che in passato non veniva preso in considerazione, ma che ora può rappresentare una risorsa anche se modesta. Per aumentare il prelievo, si utilizzano tecniche di microfratturazione idraulica del sedimento. In alcuni casi questa tecnica crea una MICRO-sismicità che può essere problematica proprio perchè riguarda sedimenti piuttosto superficiali. In Francia infatti hanno sospeso le prime ricerche.
    In Italia non esistono sedimenti che contengano metano sfruttabile in modo significativo (shale-gas) e quindi non ci sono al momento investimenti in questo tipo di ricerche. Inoltre nessuna di queste ricerche o sfruttamento può essere fatta “di nascosto” perchè richiedono impianti complessi e visibilissimi. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=451850691511574&set=a.414387658591211.110407.414214385275205&type=1&theater

  5. http://dorsogna.blogspot.it/2011/06/quelli-di-rivara-hanno-gia-fatto.html

    Il tono è decisamente complottista e le conclusioni molto azzardate, rimane però che la fonte (http://www.ir-plc.com/business/business.html#gp) parla di “hydraulic fracture job”….

    Se confermato non cambia molto ma sarà da rivedere l’affermazione:
    “dai dati in nostro possesso l’unico paese in cui si è praticato fracking in tutta Europa è la Polonia, in Italia questa attività è del tutto assente”

    E temo che molti si attaccherebbero a questo.

  6. Purtroppo fintanto che non sarà chiarito tutto e nel modo corretto, ci saranno sempre parole spese o, meglio, buttate, da giornalisti veri, ipotetici o falsi e complottisti. Son cose che ovviamente ora come ora fanno scalpore, scandalo ed attirano l’attenzione di molte persone, visto il “momento”.

    Mi auguro che si arrivi presto a qualcosa di estremamente concreto per sfatare questa “colpa” nel terremoto, anche perchè poi ci son anche boiate peggiori, come il complotto dell’HAARP… bah.

    Buon articolo.

    Saluti da: http://weneanderthal.wordpress.com/

  7. Purtroppo, fatti come questo testimoniano la tendenza tutta italiana, quando accadono catastrofi, di cercare capri espiatori da potere impalare (non solo in senso metaforico, anche fisico, se si potesse). Inoltre, se si pensa al credito che viene dato a personaggi come Giuliani (stranamente, Grillo gli ha dato eco, e questo mi ha stranito, perché lo facevo piu’ serio, e intendo non come comico), si palesa la tendenza tutta italiana a voler cercar colpevoli anche quando non ce n’è. Io non sono uno scienziato, ne’ ho una laurea in qualche materia scientifica (ho fatto economia, figurarsi), eppure questo non significa che non sappia usare il buon senso… Si tratti di piezonucleare, presunta attitvita’ tettonica indotta dall’uomo, certo non devo spremermi le meningi per capire dove stia la verita’… Basta affrontare la realtà “cum grano salis”. Posso capire il dolore, lo shock, lo smarrimento e chi piu’ ne ha piu’ ne metta (per nascita, sono fortemente empatico, quindi mi è facile soffrire “di riflesso”), ma questo non significa che butti il mio senso critico al vento ogni volta che vado in crisi emotivamente. Insomma, speriamo che questa indagine si fermi ancora prima di iniziare… Se c’è qualcosa da fare, è pensare alla prevenzione e, soprattutto, aiutare quei 17mila disgraziati di sfollati, non roteare al vento senza costrutto ne’ fine come delle banderuole impazzite.
    Bye,
    D.

  8. un punto non citato pero’. le zone costruite sul letto del fiume Reno se non sbaglio fanno anche l’effetto secchiello (il fango che risale e la terra che sprofonda)
    forse bisognerebbe pensare a abbandonare quelle terre e lasciarle all’agricoltura. non basta costruire antisismico. sembra un eresia dirlo in questo mondo dove la cosa piu importante e’ essere politically correct ma forse una piano di trasfermenti sarebbe opportuno.

  9. Qui nel modenese grossi terremoti del tutto naturali, almeno così parrebbe. Poi i fluidi in pressione i terremoti li causano, anche se piccoli. E’ storia antica e ben studiata. Le magnitudo 6 sono decisamente fuori portata, gli umani hanno dei limiti.

  10. Non mettiamo in dubbio che l’autrice di questo articolo sia in buona fede, ma l’argomento andrebbe maggiormente approfondito, non limitandosi alle evidenti ricerche effettuate in rete o a dichiarazioni “di comodo” fatte da taluni, tralasciando altre affermazioni di illustri tecnici qualificati a livello internazionale che asseriscono esattamente il contrario circa la sismicità prodotta “non solo” dal fracking.

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