CRONACAULISSE

Il bianco degli odori

crediti immagine: cuatrok77CRONACA – Riusciamo tutti a distinguere un odore piacevole da uno cattivo, un aroma acre da uno pungente. Ma siamo in grado di riconoscere un odore neutro? Un odore, cioè, che non rientri in nessuna delle precedenti classificazioni , e che sia la summa di ogni diversa fragranza? In termini scientifici, esiste un “bianco” olfattivo? È noto che la luce bianca rappresenta la combinazione di tutte le frequenze luminose del visibile, mentre il rumore bianco indica l’insieme di tutte le frequenze sonore. Non eravamo a conoscenza, però, del loro analogo olfattivo. Fino alla scoperta, avvenuta recentemente, del Laurax, un miscuglio variabile di almeno 30 diverse molecole, che originano un profumo dalle proprietà neutre.

Il Laurax non è mai stato trovato in natura, ed è stato ottenuto per via sperimentale dai ricercatori del Weizmann Institute di Rehovot, Israele, guidati dal neuroscienziato Noam Sobel. L’esperimento è descritto nei dettagli in un articolo pubblicato sulle pagine di PNAS.

I ricercatori hanno dapprima selezionato un campionario di 86 molecole che emettono una complessa gamma di odori, che spaziano dagli aromi soavi di rose, timo e frutta fresca, agli olezzi più nauseabondi (come feci, urina di gatto, e carne putrescente).

Successivamente hanno somministrato miscele variabili delle diverse molecole (da 1 a 43 sostanze per volta), al naso di 208 coraggiosi volontari, che hanno guidato con il loro fiuto gli scienziati fino alla creazione di un mix di aromi in grado di annullare ogni sensazione piacevole o sgradevole e di rendere irriconoscibile ogni odore di partenza.

Sobel e colleghi hanno osservato che la capacità dei volontari di riconoscere gli odori cominciava ad entrare in crisi quando i mix erano composti da una ventina di molecole, per poi svanire del tutto di fronte a miscugli di 30 sostanze. Qualunque fossero le molecole presenti nel miscuglio, l’odore descritto era lo stesso: era l’aroma del Laurax, l’odore del bianco.

Questo studio mette in crisi la tradizionale visione di un sistema olfattivo “analitico”, in grado cioè di riconoscere singolarmente ogni molecola odorosa. Al contrario, il nostro naso sembra funzionare in maniera “sintetica”. In altri termini, riconosce un odore come unità unitaria, e dà poco peso ai singoli componenti molecolari.

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