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Rigassificatore di Trieste: incognita sicurezza

AMBIENTE – È da due anni che a Trieste, appare e scompare, la notizia della costruzione di un rigassificatore onshore nella zona di Zaule, a una manciata di chilometri dal centro cittadino. Dopo una serie di false partenze, smentite e apparenti retro-front, da qualche settimana, l’impianto a mare, proposto dalla multinazionale spagnola Gas Natural Fenosa, attraverso la società Gas Natural Rigassificazione Italia, sembra più vicino alla sua realizzazione. Il rigassificatore di Trieste che rientra tra le scelte energetiche dell’attuale Governo (almeno da quanto si legge dalla bozza della SEN – Strategia Energetica Nazionale), è stato criticato, sia a Trieste che nella vicina Slovenia, specialmente per quel che riguarda l’impatto ambientale sull’ecosistema marino e la convenienza economica, tutta da dimostrare. Ma un altro aspetto che preoccupa è il problema della sicurezza dell’impianto che, in caso di incidente andrebbe a colpire in modo pesante le aree industriali (a rischio d’incidente rilevante) presenti nella zona e i centri abitati della costa, come la cittadina di Muggia. Ne abbiamo parlato con l’ingegnere Marino Valle, esperto a livello europeo in sicurezza e pianificazione energetica.

8 Commenti

  1. Rigassificatori
    http://trieste-rigassificatore.jimdo.com

    In tema di Rigassificatori non contesto la loro utilità “ma i miei dubbi sono sul dove e sul come debbano essere realizzarli” poiché non essendo fabbriche di caramelle penso siano potenzialmente in grado di creare qualche problema sia per l’ambiente che per quello che vorremmo possa essere il futuro sviluppo della Portualità Triestina http://triestesuperporto.jimdo.com e che quindi sarebbe auspicabile un sincero e sereno approfondimento in merito anche con le vicine repubbliche di Slovenia e Croazia per verificare se ci potrebbe essere un interesse comune per realizzare/sfruttare un impianto Offshore.
    Doveroso approfondimento anche alla luce di quanto si sta facendo in giro per il mondo ed uno degli esempi più recenti è Rotterdam dove il nuovo impianto sorge in un’area appositamente riconquistata dal mare “Maasvlakte” posta all’ingresso dei bacini portuali alla foce del fiume Mosa e ben lontano da aree intensamente abitate e con i pontili orientati verso il mare aperto per consentire una rapida via di fuga alle motonavi gasiere in caso d’incidente.

    Brunello Zanitti Giuliano

  2. Grazie per il commento. La questione va affrontata da due direzioni: 1. capire se servono impianti di questo tipo nella strategia energetica nazionale (ancora a livello di bozza…), 2. dove localizzarli (meglio gli impianti in mare aperto o comunque a distanza di sicurezza dai centri abitati).

  3. […] In particolare, il documento indirizzato al Presidente del Consiglio del Ministri, al Ministro per lo Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti e al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, riprende le osservazioni relative alla sicurezza dell’impianto, espresse nel documento redatto già nel 2012 dal referente per la sicurezza del Tavolo Tecnico Rigassificatori Trieste, Ing. Marino Valle. […]

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