LA VOCE DEL MASTER

Metabolismo da navigare

Creditit immagine: dominio pubblicoLA VOCE DEL MASTER – Da oggi il nostro metabolismo diventa navigabile come una mappa di Google.

Basandosi sul precedente lavoro pionieristico di ricercatori dell’Università della California a San Diego, un consorzio internazionale di ricercatori universitari provenienti da una ventina di università di tutto mondo ha prodotto la più completa ricostruzione virtuale del metabolismo umano realizzata fino ad oggi.

Il modello, noto come Recon 2 e recentemente pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, è paragonabile a Google Maps, per la sua capacità di fondere i dati complessi che costituiscono i processi metabolici umani in un unica mappa interattiva, che permette di studiare la rete metabolica umana con maggiore precisione di quanto sia mai stato possibile in precedenza.

Il metabolismo di ogni persona rappresenta la conversione di fonti di cibo in energia ed è determinato da genetica, ambiente e nutrizione. Gli squilibri metabolici sono spesso all’origine di alcune malattie e da qui la necessità di elaborare un modello che permetta agli scienziati di migliorare la conoscenza delle reti metaboliche dei pazienti, per comprendere in che modo esse si sbilanciano, fino a dare origine ad una malattia.

Per capire meglio come funziona Recon 2, si può paragonare questo sistema al meccanismo alla base di Google Maps. Come le mappe di Google riuniscono una vasta gamma di dati – come immagini, indirizzi, strade e dei flussi di traffico – in uno strumento facilmente navigabile, Recon 2 mette in relazione insiemi di dati pubblicati in letteratura e di modelli esistenti di processi metabolici. Grazie a questa tecnica, i ricercatori sono fiduciosi che a breve sarà possibile ad esempio identificare le espressioni geniche specifiche e i percorsi metabolici del paziente, per la somministrazione di farmaci mirati.

Secondo gli scienziati questa nuova risorsa porterà dunque a numerosi passi in avanti riguardo ad una personalizzazione della diagnosi e ad una cura – anche per malattie come il diabete, il cancro o le malattie neurodegenerative – più mirata alle esigenze dei singoli pazienti.

Il paper originale è consultabile qui.

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

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