ULISSE

Il pompiere che vede oltre fumo e fiamme

CRONACA – Vi ricordate di quegli annunci pubblicitari di certe riviste spazzatura anni Ottanta in cui si vendevano occhiali cartonati con cui sbirciare attraverso i vestiti? Chissà quanti allocchi li hanno acquistati. Erano, ovviamente, delle fregature, ma mi sono venuti subito in mente mentre leggevo lo studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche pubblicato sulla rivista di settore Optic Express. Solo che questa volta non si tratta di fantascienza, né di oggetti da voyeur. Piuttosto di una tecnologia innovativa che, se rielaborata a dovere, consentirebbe ai vigili del fuoco di vedere figure umane attraverso il fuoco e le fiamme.

Anche oggi le squadre di soccorso possono disporre di termocamere a infrarossi per vedere attraverso fitte coltri di fumo, ma non attraverso le fiamme, che accecano i rilevatori e non consentono ai pompieri di localizzare le persone. I ricercatori del Cnr hanno, invece, messo a punto una tecnica ottica informatica che supererebbe anche quell’ostacolo. Si chiama olografia digitale: “A partire dalla registrazione di una singola immagine chiamata ologramma, la tecnica permette, tramite sorgenti laser, di mettere a fuoco l’oggetto e ottenere informazioni quali spessore o densità, in caso di oggetti trasparenti come cellule e cristalli, e misure di deformazioni anche su scala micrometrica”, ha spiegato Massimiliano Locatelli dell’Ino-Cnr. E se in genere i laser lavorano su oggetti microscopici, la novità di questo studio sta invece nell’utilizzo di laser infrarossi di alta potenza che consentono di poter studiare oggetti di dimensione umana e anche in movimento, come sono le persone in pericolo in un potenziale palazzo incendiato.

“Inoltre – ha precisato Locatelli in una nota diffusa dal Cnr – l’elaborazione numerica dell’ologramma consente di rimettere a fuoco l’immagine senza utilizzare lenti in fase di registrazione: la telecamera, così, non viene accecata dalla radiazione emessa dalla fiamma come accade alle comuni termocamere finora impiegate”.
In laboratorio, con la fiamma di un fornello a gas, ha funzionato. Prossimo passo la conferma dei risultati. Successivamente, la realizzazione di sistemi olografici portatili.

Crediti video: Ino-Cnr

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