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E se l’Universo non fosse in espansione?

Un nuovo modello per spiegare i dati di Planck, avrebbe predetto la scomparsa della materia oscura

RICERCA – 14886311949_f53494f32d_z“Il nostro Universo potrebbe diventare grande, vuoto e noioso”. Questo è il destino del cosmo riscritto in seguito alle ricerche di alcuni astronomi provenienti dall’Università di Roma “La Sapienza” e dall’Università di Portsmouth in Inghilterra. Infatti secondo il modello proposto nell’articolo apparso su Physical Review Letters, la materia oscura – che è l’impalcatura su cui si regge il nostro Universo – starebbe scomparendo divorata dall’energia oscura, l’altra forza che bilancia gli elementi del cosmo. Quest’azione dell’energia oscura provocherebbe un rallentamento nella formazione delle strutture dell’Universo come le galassie e gli ammassi, contrariamente a quanto si è sempre ritenuto finora.

La materia oscura è molto abbondante nell’Universo: la sua quantità sarebbe cinque volte superiore rispetto alla materia regolare, quella che forma stelle, pianeti a galassie. Malgrado sia così comune, poco si sa della sua natura e ancora non è possibile misurarla direttamente.
Anche per quanto riguarda l’energia oscura, le uniche misure su cui è possibile fare affidamento sono quelle indirette, basate sull’osservazione delle Supernove di Tipo 1a, poste a differenti distanze dal nostro punto di osservazione. Proprio in questi giorni, la collaborazione tra il Lawrence Berkeley National Laboratory e UC Berkeley, renderà quest’esame molto più facile. Infatti è stato creato un algoritmo che renderà più rapida  e puntuale l’analisi dei dati raccolti dal telescopio Victor M. Blanco, che in una singola notte genera da 1 Gigabite a 1 Terabite di immagini da studiare.

Proprio le indagini sempre più accurate del cosmo e i dati raccolti da varie ricerche – tra le quali anche la Sloan Digital Sky Survey – hanno messo in crisi il modello usato in precedenza dagli astronomi per spiegare le dinamiche del nostro Universo. Secondo il modello Lambda Cold Dark Matter Model infatti, l’Universo sarebbe in espansione grazie all’azione dell’energia oscura, una forza che si pensava costante e che agirebbe opponendosi alla gravità. Alla luce dei dati raccolti in seguito all’osservazione della radiazione cosmica di fondo a microonde grazie al satellite Planck, tale teoria però non regge più.
Se fino ad ora si pensava che l’energia oscura fosse una costante, per spiegare i dati del satellite Planck è stato necessario introdurre un nuovo modello che ammette un trasferimento di energia tra materia e energia oscura, a discapito della prima che andrebbe via via scomparendo.

Malgrado la presenza di questa forza divoratrice all’interno del nostro Universo, possiamo stare tranquilli. A detta di Wands, uno degli autori dello studio,  “la materia mangiata dall’energia oscura non è la sostanza di cui siamo fatti”.

@AnnoviGiulia

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: NASA, Flickr

Giulia Annovi
Mi occupo di scienza e innovazione, con un occhio speciale ai dati, al mondo della ricerca e all'uso dei social media in ambito accademico e sanitario. Sono interessata alla salute, all'ambiente e, nel mondo microscopico, alle proteine.

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