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Tutta colpa della materia oscura

Secondo un nuovo studio è la materia oscura a influenzare la creazione di buchi neri supermassicci, modellando le galassie in formazione

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RICERCA – Secondo un nuovo studio pubblicato di recente su The Astrophysical Journal, la mano invisibile della materia oscura influenzerebbe anche la crescita dei buchi neri supermassicci. Il dato di fatto è che si ritiene che ogni galassia abbia al suo centro un buco nero supermassiccio, con una massa cioè anche miliardi di volte quella del Sole, e più pesante risulta la galassia, più grande è il buco nero. La domanda che da tempo gli scienziati si stanno ponendo è se questo fatto sia correlato e in che modo con la materia oscura, quella grossa fetta di materia che compone il nostro universo e che non riusciamo a osservare poiché non emette radiazione elettromagnetica.

Ebbene, proprio grazie a questa nuova ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) su un folto gruppo di galassie ellittiche, pare si sia riusciti a dimostrare che la materia oscura ricopre un ruolo centrale anche nell’evoluzione di questi buchi neri.
Questa nuova ricerca è stata concepita per risolvere una controversia aperta da studi precedenti. Alcuni di essi avevano individuato una relazione fra la massa del buco nero al centro della galassia e la massa totale delle stelle in essa contenute, mentre ulteriori osservazioni più recenti suggerivano una stretta correlazione fra questa massa stellare complessiva e la materia oscura. Ogni galassia è circondata infatti da un alone di materia oscura che può pesare come un trilione di soli e si estende per centinaia di migliaia di anni luce. Quello che non era chiaro è quale fra queste relazioni fosse quella dominante.

Si trattava dunque di studiare nello specifico il legame fra l’alone di materia oscura che circonda le galassie e i buchi neri supermassicci. Per fare questo, Ákos Bogdán e Andy D. Goulding, quest’ultimo di stanza invece a Princeton, hanno studiato più di 3.000 galassie ellittiche, utilizzando i movimenti delle stelle per “pesare” i buchi neri al centro delle galassie. Ebbene, la riposta è stata chiara: è la relazione tra la massa della materia oscura e la massa del buco nero a essere dominante, a rappresentare un rapporto più forte rispetto a quello fra un buco nero e la massa delle stelle presenti nella galassia.

Tutto questo è inoltre probabilmente correlato, secondo lo studio, a come le galassie ellittiche si evolvono. Queste ultime infatti si formano quando due galassie più piccole si fondono, mescolando insieme le stelle e la materia oscura. Dato che la materia oscura è in quantità molto maggiore, essa modella la galassia in formazione, guidando la crescita del buco nero centrale.

@CristinaDaRold

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Oliver James, Wikimedia Commons

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

5 Commenti

  1. […] Al centro del dibattito, non certo nuovo, ci sono anche i problemi legati alla massa dei neutrini, alla gravità quantistica, all’energia oscura e alla materia oscura. Quest’ultima, in particolare, non è a oggi mai stata rivelata da un esperimento, nemmeno dal Large Hadron Collider del CERN di Ginevra che anche per questo era stato progettato. I teorici non si sono però lasciati intimidire, ma anzi hanno replicato che il fatto che fino a oggi non siano state trovate tracce della materia oscura non implica affatto che non verranno trovate mai, e tanto meno ciò deve indurre a cestinare decenni di studi. […]

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