Janssen, super Terra bollente: ecco l’esopianeta “bifronte”

Un esopianeta così vicino alla sua stella da mostrarle sempre la stessa faccia, proprio come la Luna con la Terra. Il risultato è un'escursione termica di oltre 1000° C tra la faccia diurna e quella notturna

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Il telescopio spaziale Spitzer ha mappato per la prima volta la temperatura superficiale dell’esopianeta Janssen. Crediti immagine: NASA/JPL-Caltech

SCOPERTE – Di giorno la temperatura superficiale del pianeta Janssen, già conosciuto come 55 Cancri e, raggiunge oltre 2000 gradi Celsius. Di notte invece scende bruscamente ad “appena” 1000 gradi Celsius. L’esopianeta che orbita intorno alla stella 55 Cancri è una super-Terra bollente che si trova a 40 anni luce da noi e che mostra alla sua stella sempre la stessa faccia, come fa la Luna con il nostro pianeta. Il risultato è un esopianeta bifronte, percorso da fiumi di lava nella faccia diurna e composto da roccia lavica su quella notturna. La scoperta è stata possibile grazie ai dati del telescopio spaziale Spitzer della NASA, che per primo ne ha mappato la temperatura superficiale.

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Nuovi dati provenienti dal telescopio spaziale Spitzer mostrano che una faccia dell’esopianeta è molto più calda dell’altra. Crediti immagine: NASA/JPL-Caltech

Brice Olivier Demory, astronomo dell’Università di Cambridge e autore dell’articolo pubblicato sulla rivista Nature lo scorso 30 marzo, spiega che i dati di Spitzer hanno restituito una immagine totalmente nuova del pianeta. Inizialmente Janssen era ritenuto un pianeta gassoso, ma ora svela la sua natura rocciosa e l’alta attività vulcanica. “Le ultime scoperte – commenta il ricorcatore – ci dicono che il pianeta ha notti calde e delle giornate ancora più calde. Questo indica che il trasporto del calore segue meccanismi inefficienti e ci permette di ipotizzare che il pianeta sia dotato di atmosfera solo nella zona in cui è giorno, oppure che fiumi di lava ne attraversino la superficie”.

D’altronde Janssen è il più vicino tra gli esopianeti finora osservati e le sue dimensioni sono pari a 8 volte quelle della Terra. Il pianeta è molto vicino alla sua stella, tanto che per compiere un giro completo dell’orbita impiega appena 18 ore. Il telescopio spaziale della Nasa ha dedicato 80 ore all’osservazione di Janssen, permettendo così di scoprire che tra la faccia diurna e quella notturna c’è una escursione termica di oltre 1000 gradi Celsius. Una escursione che indica, secondo gli astronomi, che non esiste un efficiente sistema di trasporto del calore.

Questa condizione ha permesso ai ricercatori di ipotizzare che il pianeta sia privo di una atmosfera massiccia e che la composizione sia differente tra le due facce: quella più calda è pervasa da fiumi di lava incandescente, mentre la più fredda costituita da roccia lavica solidificata. I dati rivelano inoltre che il punto più caldo si trova proprio in direzione della stella, contrariamente a quanto ritenuto inizialmente, motivo per cui gli scienziati ritengono che il meccanismo di ricircolo del calore sia confinato nel lato diurno.

Per ottenere dati ancora più precisi sull’esopianeta e poterne così svelare la composizione bisognerà attendere il lancio del telescopio spaziale James Webb della NASA, previsto nel 2018.

@oscillazioni

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Informazioni su Veronica Nicosia ()
Aspirante astronauta, astrofisica per vocazione, giornalista di professione. Laureata in Fisica e Astrofisica all'Università La Sapienza, vincitrice del Premio giornalistico Riccardo Tomassetti nel 2012 con una inchiesta sull'Hiv. Lavoro come giornalista per Blitzquotidiano e collaboro con Oggiscienza. Mi occupo di scienza, salute, tecnologia e ambiente.

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