WHAAAT?

Quando essere gamberetti cauti sembra la scelta vincente

Almeno per nutrirsi, essere meno desiderosi di esplorare sembra un punto a favore per i gamberetti di porto, mentre - per chi ignorava l’esistenza di questo piccolo crostaceo - sarà sorprendente scoprire che possono avere addirittura personalità differenti.

WHAAT? Il venerdì casual della scienza – Chi ha un cane o un gatto trova perfettamente sensato pensare che ognuno dei nostri animali da compagnia abbia una propria personalità, magari osservando esemplari diversi della stessa razza: c’è quello più curioso e quello più timido, chi farebbe di tutto per correre sempre all’aperto e chi predilige il divano. Diventa più difficile, però, immaginarlo per animali che sono più distanti da noi, e che magari riteniamo meno intelligenti. Alcuni ricercatori dell’Università di Exeter, per esempio, hanno studiato i gamberetti di porto (Palaemon elegans) e hanno scoperto che alcuni erano sistematicamente schivi, mentre altri erano più audaci. Ma questo coraggio ha un prezzo, e anche piuttosto importante: chi rischiava di più andava male nella battaglia per il cibo, dove primeggiano i più cauti.

“Abbiamo scoperto che i gamberetti più timidi erano migliori nel controllare una fonte di cibo”, ha affermato Daniel Maskrey, primo autore dell’articolo pubblicato su Animal Behaviour e precedentemente dell’Università di Exeter, ora di quella di Liverpool. “Questo significa che quando trovavano il cibo e intorno c’erano dei potenziali rivali, rimanevano lì e si nutrivano più a lungo rispetto a quelli più arditi. Le ragioni di questo comportamento non sono chiare, ma è possibile che i gamberetti più audaci avvertano di più il bisogno di andare avanti e continuare a esplorare.”

Questo esemplare di Palaemon elegans sarà forse uno di quelli coraggiosi che prediligono l’esplorazione? (Cortesia immagine: Enrique Dans, Wikimedia Commons)

Il coraggio di questi crostacei è stato messo alla prova inserendoli più volte in vasche che non conoscevano e vedendo quanto si avventuravano verso il centro. I gruppi venivano creati in modo che gli individui che dovevano competere per l’accesso al cibo – particelle di Artemia, un altro piccolo crostaceo – avessero all’incirca le stesse dimensioni.

Il Dottor Tom Houslay, del Centro per l’Ecologia e la Conservazione al Penryn Campus in Cornovaglia dell’Università di Exeter, sostiene che questo studio potrebbe aiutare gli scienziati a capire perché i membri di una specie – anche i gamberetti di una singola pozza di marea – abbiano diverse personalità. Alcuni individui hanno maggiore successo nel monopolizzare il cibo, mentre altri tendono a lanciarsi in più spericolate esplorazioni: alla fin fine, entrambe le strategie potrebbero portare al successo in differenti situazioni e condizioni, e questo spiegherebbe perché l’evoluzione non ha portato a un unico tipo di personalità.

Le pozze di marea dove vivono questi gamberetti si modificano ogni volta che l’acqua sale, quindi avere delle variazioni tra gli individui potrebbe essere cruciale quando bisogna adattarsi ai cambiamenti. Dai Palaemon elegans a noi, chissà quante altre creature – alle quali abbiamo sempre associato una piattezza ai limiti dell’oggettivazione – hanno invece personalità poliedriche che consentono loro di avere successo o fallire nella vita di ogni giorno…

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Giulia Negri
Comunicatrice della scienza, grande appassionata di animali e mangiatrice di libri. Nata sotto il segno dell'atomo, dopo gli studi in fisica ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA di Trieste. Ama le videointerviste e cura il blog di recensioni di libri e divulgazione scientifica “La rana che russa” dal 2014. Ha lavorato al CERN, in editoria scolastica e nell'organizzazione di eventi scientifici; gioca con la creatività per raccontare la scienza e renderla un piatto per tutti.