IL PARCO DELLE BUFALE

Vaccini: la trappola di CasaPound

Aggredito per strada dopo l'incontro "Vaccini Pro e Contro", Stefano Montanari denuncia negli Stati Uniti il vergognoso silenzio dei media italiani.

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IL PARCO DELLE BUFALE – Disperato dall’assenza di indignazione mediatica in patria Stefano Montanari, vittima “dell’agguato”, ha inviato il 24 giugno scorso una “lettera agli Stati Uniti” intesi come Age of Autism, un sito americano di lotta contro le vaccinazioni. Di rimbalzo è arrivata su Respectful Insolence, il blog dell’oncologo David Gorski e con un assist alla custode del Parco.

All’eccezione di Next, un paio di blog e Radio Studio 54, l’emittente toscana anti-vax e sciachimista che fa da megafono alla vittima, è vero che l’aggressione è stata ignorata. La custode prova a riassumerla, tenuto conto delle divergenze tra le versioni dei protagonisti.

Malgrado le perplessità degli “imbecilli“, Stefano Montanari aveva accettato l’invito, il 9 giugno, all’incontro “Vaccini – Pro e Contro”, organizzato da militanti di CasaPound con i quali aveva ottimi rapporti e dai quali si aspettava una congrua donazione.

Invece l’accoglienza era stata un’offesa deliberata a un grande scienziato. Non solo non era riuscito a estromettere la moderatrice (medico). Quella femmina molesta e ignorante tentava di interrompere il suo monologo durato più di due ore e osava addirittura difendere la propria professione sostenendo che i medici rispondono alle domande sui vaccini.

Spinto da tali “FANDONIE” oltre i limiti della sopportazione, Montanari la zittiva e usciva insieme a una decina di persone senza rispondere alle domande del pubblico. Lo inseguiva per strada

un giovanotto che sta scontando una pena ai servizi sociali

che gli ingiungeva di smettere di urlare e dal “lato della mano con il mignolo” gli assestava sull’orecchio un “gancio” da picchiatore specializzato nel mettere k.o. l’avversario senza lasciare “segni di  contusione”.

(L’organizzatrice della serata parla invece di un diverbio sulle scale, seguito da una sberla sul marciapiede.)

Mentre Montanari perdeva “i sensi per qualche secondo”, “l’energumeno” s’allontanava dicendo ad Antonietta Gatti frasi che l’interessata non ricorda e che lo svenuto ricorda all’incirca come “vada via anche lei o farà una brutta fine”.

Un killer

Comunque sia andata in via Napoleone III quella sera, bulli e botte sono inaccettabili. Per la signora Gatti in Montanari era un tentato omicidio e scriveva subito su FaceBook che l’energumeno aveva eseguito “un ordine”:

l’agguato era stato elaborato a tavolino e l’invito a tenere una conferenza era probabilmente solo una scusa… importava solo attirare il dott. Montanari in una trappola. Perché, allora, non ucciderlo?

Il mandante – Big Pharma, CasaPound, Roberto Burioni? – avrebbe assoldato un killer incapace, insomma. Per seppellire la coppia sotto una risata, è noto infatti che servono domande quali “dott. Montanari, da quando il wolframio e il tungsteno sono diventati elementi distinti?” e “Dott. Gatti, lavora ancora all’inesistente Dipartimento di Nanodiagnostica del CNR?”

Dall‘indomani sul suo blog, il marito forniva in più puntate una versione finanziaria della trappola:

Perché la raccolta fondi mirata all’acquisto del microscopio, ragione per la quale io tengo le conferenze, non è stata prevista e, dunque, zero Euro? Giusto per informazione, le spese di viaggio, cena e pernottamento sono state sostenute da Vita al Microscopio.

La conferenza che lo ha ridotto sul lastrico era un dibattito, stando al titolo dell’incontro, ma uno scienziato di fama mondiale ha certe esigenze.

Vita al Microscopio è l’associazione di Gatti & Montanari che promuove le loro imprese. E stando alla custode – non di CasaPound, precisa – per una raccolta fondi esistono cause più meritevoli di articoli impubblicabili finiti in discariche editoriali abusive.

Giornalisti e politici collusi

Nella “lettera agli Stati Uniti”, Montanari lamenta il silenzio stampa nei suoi confronti mentre appena il Ministro degli interni ha ringraziato lui e la moglie del loro lavoro e del loro coraggio in un’intervista alla solita radio, s’è alzato il coro “dell’intero regime italiano, dai giornali ai partiti, tutti compatti”.

Chiunque ne sia l’autore, l’inglese merita un’ampia citazione:

On Friday 22 June, Mr. Matteo Salvini, the new interior minister for Lega, took part in a broadcast of Radio Studio 54… he thanked my wife and me for our work and for our courage. Within a few minutes the whole Italian regime, from newspapers to parties all compact, arose against him and covered him with insults: those words put the skimming in which all of them are more or less involved at risk.

Su suggerimento dall’intervistatore, il Ministro abbracciava con gratitudine “Stefano”, la radio e i suoi ascoltatori, è vero, ma nessuno quotidiano lo copriva di insulti per avere con queste parole

messo a rischio la scrematura in cui tutti loro sono più o meno coinvolti.

Sempre che il senso dell’insulto sia quello. Però ci capisce che Montanari scriva ai suoi ammiratori americani. Per aiutarlo a uscire dalle grinfie della Procura di Reggio Emilia possono fargli un’offerta altrettanto generosa di quella riservata al falsario Andrew Wakefield.

Nel frattempo, “nessuno tocchi Caino” e gli aspiranti Erode.

Leggi anche: Le scuse di una pseudo-giornalista, Il convegno in occasione del 50° anniversario dell’Ordine dei Biologi

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