WHAAAT?

Modi creativi per pilotare un drone

Il joystick è davvero il modo migliore per pilotare un drone? Secondo i ricercatori della École polytechnique fédérale de Lausanne usare il busto è molto più immersivo e permette di essere maggiormente precisi

WHAAAT? Il venerdì casual della scienza – L’essere umano ha sempre provato una profonda fascinazione per il volo, ma tutti i dispositivi tecnologici che utilizziamo non potrebbero restituire una sensazione più diversa, tra controller e telecomandi. Almeno fino a ora… Niente più joystick, i droni si possono pilotare con i movimenti del busto, quasi imitando gli uccelli: alla École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL) i ricercatori hanno dimostrato che questo modo è decisamente più immersivo e preciso per condurre i dispositivi volanti.

Come sarebbe pilotare un drone muovendosi come un uccello, ma senza la fatica di dover sbattere le ali? (Cortesia immagine: Pixabay)

Gli scienziati volevano osservare come le persone adoperassero il loro corpo per pilotare un dispositivo volante, in questo caso un drone, e determinare quali movimenti fossero più intuitivi e naturali. “Il nostro fine era quello di sviluppare un metodo di controllo che fosse semplice da imparare e perciò richiedesse minor concentrazione agli utilizzatori, in modo che possano focalizzarsi su questioni più importanti, come la ricerca e il salvataggio”, ha affermato Jenifer Miehlbradt del Laboratorio di Neuroingegneria traslazionale dell’EPFL, autrice principale dello studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Prima gli scienziati hanno monitorato i movimenti del corpo di 17 persone grazie a 19 marcatori posizionati su tutta la parte superiore del corpo. Ogni partecipante seguiva le azioni di un drone virtuale che doveva muoversi in paesaggi simulati attraverso occhiali per la realtà virtuale. Da questa indagine sono emersi pattern ricorrenti nei movimenti effettuati, dai quali è risultato come fossero necessari solo 4 marcatori sul busto per pilotare nei simulatori di volo e con droni reali attraverso un circuito di ostacoli in maniera efficace. Infine, i ricercatori hanno paragonato la loro nuova strategia con l’utilizzo del joystick in 39 individui. Il risultato è stato che utilizzare i controlli sul busto permetteva di ottenere risultati migliori in precisione e affidabilità e che richiedeva delle sessioni di addestramento minime.

I risultati pubblicati mostrano un approccio completamente innovativo e immersivo al problema del pilotaggio, che permette di lasciare liberi testa, mani, gambe e piedi per compiere altre azioni. Il Laboratorio di Sistemi intelligenti dell’EPFL, con a capo Dario Floreano, coautore dello studio, ha sviluppato un indumento che implementa il controllo del drone tramite la strategia del busto senza bisogno di sensori di moto esterni. “Utilizzare il tuo busto ti dà la sensazione di volare davvero. I joystick, d’altra parte, sono facili da progettare, ma padroneggiare il loro utilizzo in modo da controllare in modo preciso oggetti distanti può essere impegnativo.”, sostiene Miehlbradt. Quanto sarà più semplice questo metodo? Resta la curiosità di provarlo…

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Giulia Negri
Comunicatrice della scienza, grande appassionata di animali e mangiatrice di libri. Nata sotto il segno dell'atomo, dopo gli studi in fisica ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA di Trieste. Ama le videointerviste e cura il blog di recensioni di libri e divulgazione scientifica “La rana che russa” dal 2014. Ha lavorato al CERN, in editoria scolastica e nell'organizzazione di eventi scientifici; gioca con la creatività per raccontare la scienza e renderla un piatto per tutti.

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