mercoledì, Settembre 18, 2019
STRANIMONDI

La fanciulla e il drago. Scienza e fantasy nella divulgazione di Licia Troisi

Elementi scientifici, suggestioni magiche e toni da supereroi per raccontare l'origine di una stella. È il nuovo fumetto di Licia Troisi, autrice fantasy e astrofisica.

Un drago che protende gli artigli e una supereroina dalla chioma infuocata campeggiano sulla copertina di The Stellar Issue, l’ultimo numero di Comics & Science – il progetto di divulgazione scientifica a fumetti del CNR e dello studio Symmaceo – interamente dedicato ai misteri del cosmo.

The Stellar Issue contiene alcuni articoli divulgativi scritti da scienziati e ricercatori, e una serie di strisce e vignette di fumettisti come Davide La Rosa, Mario Natangelo e Walter Leoni, ma il cuore dell’albo è il fumetto La fanciulla e il drago, scritta da Licia Troisi, autrice fantasy di grande successo nonché astrofisica e divulgatrice, che mescola elementi scientifici, suggestioni magiche e toni supereroistici per raccontare l’origine di una stella. Abbiamo incontrato la scrittrice al Salone del Libro di Torino e ne abbiamo approfittato per chiederle come mai – al di là della sua passione per draghi ed eroi – abbia scelto un approccio mitologico per fare divulgazione scientifica.

“Secondo me il mito è stato il primo strumento che l’uomo ha usato per spiegare il mondo, una sorta di proto-scienza quando la scienza ancora non esisteva. Per questo mi ispirava l’idea di raccontare in maniera mitologica un evento scientifico”, risponde Troisi a OggiScienza. “Il che spiega anche perché la protagonista sia una supereroina, visto che i supereroi sono una forma di mitologia contemporanea”.

L’approccio supereroistico è sottolineato anche da uno stile grafico che deve molto al fumetto americano; sia il disegnatore Alessandro Micelli che l’autore dello storyboard Carmine Di Giandomenico hanno esplicitamente citato Jack Kirby come fonte di ispirazione.

Perché far incontrare scienza e fantasy?

L’accostamento fra scienza e fantasy può sembrare curioso visto che – nonostante molti esempi che dimostrano il contrario – di solito questi due mondi vengono percepiti come incompatibili, anche da membri autorevoli dell’uno e dell’altro. “Il fatto di scrivere fantasy non mi ha mai messo in difficoltà nell’ambito accademico, dove sono sempre stata ben accolta. A parte alcuni personaggi particolarmente rigidi e fissati, ho sempre visto molto interesse per la fantasia e la creatività nella comunità scientifica”, ha commentato Troisi. “Nel mondo del fantasy forse c’è un po’ più resistenza perché scienza e magia sono considerate inconciliabili, quando in realtà anche in un’ambientazione ricca di elementi sovrannaturali c’è bisogno di una logica molto solida, perché tu autore non puoi contravvenire alle regole interne del mondo che hai creato. E questo, in fondo, è un aspetto scientifico”.

La protagonista de La fanciulla e il drago, prima di diventare una supereroina, era una scienziata che osservava le stelle e che aveva intuito l’esistenza di una catastrofe incombente, ma i cui avvertimenti non erano stati ascoltati da nessuno – difficile non cogliere un riferimento al cambiamento climatico. Troisi ha sempre incentrato le sue storie su protagoniste forti ma è anche consapevole dei tanti stereotipi di genere ancora imperanti. “Purtroppo viviamo in un mondo dove spesso alle ragazze viene detto che se sei femmina certe cose non le puoi fare. Ci sono anche scienziati secondo i quali le donne sono più portate per i lavori di cura o per il pensiero astratto. Per questo credo sia importante offrire modelli femminili che infrangono questi schemi mentali, come Capitan Marvel o la Rey di Star Wars”, ha spiegato Troisi, secondo la quale molti degli stereotipi di genere e delle caratteristiche che associamo ai maschi o alle femmine in fondo sono più che altro costruzioni sociali.

Stereotipi e costruzioni sociali

Queste costruzioni sociali sono ancora molto radicate, sia nel mondo della narrativa fantastica che in quello della ricerca scientifica – basti pensare al tentato boicottaggio del Premio Hugo da parte di un gruppo di autori di estrema destra oppure al caso Strumia al CERN e alla bufala delle donne meno portate per le scienze. Su OggiScienza abbiamo una rubrica interamente dedicata alle grandi scienziate, Ipazia. “Io in queste reazioni ci vedo una forma di resistenza e chiusura proprie di chi sa che la battaglia è persa, che il mondo sta andando in una direzione diversa da quella che vorrebbero e che quindi fa tanto rumore, ma credo che siano una minoranza”, ha commentato Troisi. “Forse la mia è una speranza ma in molti ambiti le cose sono migliorate rispetto a vent’anni fa e non bisogna abbassare la guardia di fronte a questi rigurgiti”.

“Nella scienza questa discriminazione è senz’altro un problema, soprattutto per quanto riguarda il soffitto di cristallo e la scarsa presenza femminile in posizioni di leadership”, ha aggiunto la scrittrice. “Io da questo punto di vista sono stata fortunata perché nell’astrofisica ci sono tante donne e infatti non mi sono mai capitate situazioni spiacevoli. Nel mondo della scrittura qualcuno sì, ma non sono mai andate oltre il fastidioso”.

The Stellar Issue è il nono albo del progetto creato da Roberto Natalini e Andrea Plazzi, nato come un ciclo di incontri al Lucca Comics & Games nel 2012 e poi sviluppatosi in una vera e propria collana, che ha coinvolto alcuni dei più importanti fumettisti italiani come Leo Ortolani, Zerocalcare e Silver.


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Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

 

Michele Bellone
Sono un giornalista e mi occupo di comunicazione della scienza in diversi ambiti. I principali sono la dissemination di progetti europei, in collaborazione con Zadig, e il rapporto fra scienza e narrativa, argomento su cui tengo anche un corso al Master di comunicazione della scienza Franco Prattico della SISSA di Trieste. Ho scritto e scrivo per Focus, Micron, OggiScienza, Oxygen, Pagina 99, Pikaia, Le Scienze, Scienzainrete, La Stampa, Il Tascabile, Wired.it.

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