martedì, Agosto 20, 2019

ricerca

Una finestra sul futuro. Diamo uno sguardo alle nuove frontiere della ricerca e ai protagonisti che rendono possibile il progresso della scienza.

AMBIENTE

Le orche e il mistero della menopausa

AMBIENTE - Nonostante le differenze nella struttura sociale tra gli esseri umani e questi cetacei, la ricerca inglese ha dimostrato che in entrambe le specie le femmine, con l’avanzare della età, diventano sempre più legate geneticamente alle altre femmine del gruppo familiare in cui vivono. Noi questo gruppo lo chiamiamo famiglia, per le orche l’unità familiare è il pod. A causa di questa vicinanza genetica e sociale le femmine più anziane si impegnerebbero per la sopravvivenza delle femmine più giovani aiutandole a crescere la prole. Questa situazione crea un ruolo (quello che noi abbiamo imparato a chiamare nonna) dove il successo genetico del gruppo può dipendere da femmine che mettono a disposizione delle altre la loro esperienza e smettono di riprodursi per aiutare quelle più giovani ed inesperte. Questa, secondo gli autori dello studio, sarebbe una spiegazione plausibile del perché solo alcune specie di mammiferi hanno evoluto il meccanismo della menopausa, in cui le femmine smettono di riprodursi nonostante abbiano ancora davanti molti anni da vivere.
AMBIENTE

Parla forte non ti sento

Ridurre l’impronta ecologica acustica: è questo il messaggio che emerge dalla seconda conferenza internazionale sull’effetto del rumore sugli organismi marini, iniziata oggi a Cork (Irlanda). L’inquinamento acustico è uno dei problemi emergenti a livello internazionale, passato alla ribalta dopo l’evidenza che il rumore di fondo degli oceani mondiali è cresciuto di più di 10 dB negli ultimi quarant’anni anni. L’aumento del traffico marittimo così come molte altre attività umane (survey sismiche, sonar, costruzioni sottomarine, etc) sono i maggiori responsabili in questo processo.
AMBIENTE

Mediterraneo alla deriva

AMBIENTE - L’ultimo sequestro risale ai primi giorni di luglio quando la guardia costiera di Otranto ha fermato un peschereccio che aveva a bordo 10 km di “reti da posta derivanti” utilizzate per la cattura del pesce spada, da cui prendono il nome spadare. Secondo Legambiente nell’ultimo anno sono state sequestrate 133 km di spadare, ma per avere un’idea della gravità del fenomeno nel Mediterraneo basta dare uno sguardo a questi dati: 800 km di reti sequestrate dalla guardia costiera nel 2005, 400 nel 2006, 700 nel 2007 e 600 nel 2008. L’anno scorso tre sequestri furono particolarmente significativi: alle isole Eolie vennero confiscati 45 km di reti e 2 tonnellate di tonno rosso, 57 km di rete nel golfo di Taranto e nel canale di Sicilia fu intercettata l’imbarcazione Federica II che nascondeva nella stiva 16 pesci spada e otto esemplari di tonno rosso al di sotto della taglia minima consentita. Tutti pescati con i 10 km di rete che erano a bordo del peschereccio.
SALUTE

Un tubetto di gel contro l’Hiv

SALUTE - Il 10,6% delle ragazze incinte sotto i 16 anni ha contratto l'Hiv; il numero delle donne gravide tra i 23 e i 24 anni sieropositive sale al 51,1%. Questo è il Sudafrica, secondo una ricerca effettuata nelle zone rurali del Paese tra il 2005 e il 2008. Ma questa situazione potrebbe subire un cambio totale di rotta grazie allo studio, che potremmo in tutta coscienza definire epocale, condotto dai coniugi Quarraisha e Salim Abdool Karim per conto del Centre for the AIDS Programme of Research in South Africa-CAPRISA (www.caprisa.org). La risposta all'epidemia di Hiv che colpisce in particolare le donne dei paesi africani potrebbe provenire proprio dal Sudafrica e si nasconde in un “semplicissimo” gel vaginale
ricerca

Chi ha più bisogno di mouse e tastiera?

FUTURO - Un giovane programmatore del Fraunhofer Institute for Applied Information Technology (FIT) ha sviluppato come tesi di specializzazione un prototipo che permette una interazione uomo-macchina del tutto simile a quelle previste dalla fantascienza.
AMBIENTE

Il Prozac che fa impazzire il mare

CRONACA - Un piccolo crostaceo marino cambia comportamento in presenza dell'antidepressivo fluoxetina; il rischio è che tutto l'ecosistema marino venga destabilizzato. Uno studio britannico suggerisce che la flouxetina, il principio attivo del popolarissimo Prozac, giunta in mare attraverso gli scarichi fognari, potrebbe modificare l'ecosistema marino costiero, perché l'antidepressivo va a colpire proprio gli strati più bassi della piramide alimentare, modificando il comportamento di piccoli animali. La ricerca, condotta da Alex T. Ford (University of Portsmouth's Institute of Marine Sciences) e pubblicata su Acquatic Toxicology riguarda in particolare il comportamento del...
AMBIENTE

Marea nera in Mar Rosso

AMBIENTE - Un mese fa l'incidente di una piattaforma petrolifera ha riversato una chiazza di petrolio su 50 chilometri di costa egiziana, vicinoHurghada. Ma la vicenda è stata insabbiata. Inchiesta di Oggi Scienza
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