Speciale Oro blu

Il  22 marzo si è celebrata (per la diciassettesima volta) la Giornata mondiale dell’acqua, dedicata alla più preziosa delle risorse e istituita per ricordare le raccomandazioni Onu sull’acqua come risorsa per l’umanità. E non solo: sabato 20 marzo si è tenuto a Roma il corteo contro la privatizzazione dell’acqua in Italia promosso dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua. L’accesso all’acqua potabile è infatti un vero lusso nei paesi in via di sviluppo (le stime del 2005 parlando di almeno mezzo miliardo di persone che non possono permettersela) ma anche nel ricco occidente la situazione sta rapidamente prendendo toni preoccupanti: le nazioni, anche quelle più ricche, non sono più in grado di far fronte agli ingenti investimenti che una gestione corretta della risorsa idrica richiede e la tendenza, anche in Europa, è quella di privatizzare. OggiScienza oggi approfondisce questo tema con un numero speciale interamente dedicato all’acqua: privatizzazioni, stato di salute dei fiumi italiani, tecnologie impiegate per la produzione di acqua potabile e molto altro. Seguite lo “Speciale Oro blu” sulle pagine di OggiScienza!

Perché una Giornata mondiale dell’acqua?

Nel mondo da diciassette anni ogni 22 marzo si celebra l’acqua, un bene essenziale, ma che sta diventando sempre più un lusso

Privatizzazione dell’acqua: una cartolina dall’Italia

L’Europa sceglie di privatizzare la gestione dell’acqua potabile, e il nostro paese va a ruota. Ma è davvero il privato la soluzione? In Italia se ne discute e intanto per sabato 20 marzo il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua promuove un corteo a Roma

La baia dei segreti

The Cove: l’Oscar (e non solo) a un documentario sulla strage dei delfini

Lo stato di salute dei fiumi italiani

Intervista a Katia Le Donne dell’Ufficio scientifico di Legambiente che ci racconta i dati raccolti sull’inquinamento fluviale in italia

Un buon bicchiere d’acqua di mare?

Quanto è sostenibile l’acqua desalinizzata?

La città sull’acqua

L’Olanda, si sa, è una terra strappata all’acqua: il rischio che l’acqua se la riprenda è altissimo. Ma se le case galleggiano, il problema non c’è più

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