giovedì, Aprile 2, 2020

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Gnocchi alla spirulina

Sulla stazione spaziale si mangia così così, anche se davanti alla webcam gli astronauti fingono di leccarsi i baffi, altrimenti...

Perché Luna

Quarant'anni dopo il primo sbarco gli scienziati discutono se tornare sulla Luna oppure no. Nel 2004, durante l'amministrazione George W. Bush, la Nasa dichiarò di voler riportare l'umanità sul suolo lunare entro il 2020. Ma la comunità scientifica non è tutta dello stesso parere. Tornare richiederebbe grandi finanziamenti e qualcuno pensa che forse sia meglio puntare direttamente alla colonizzazione del Pianeta Rosso, dove l'uomo, e la donna, non hanno ancora messo piede. Convinto sostenitore di un ritorno alla Luna è Roberto Vittori, astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea, il primo cosmonauta italiano, ovvero il primo italiano a salire sulla capsula russa Soyuz, dove ha viaggiato per ben due volte: nel 2002 con la missione Marco Polo, e nel 2005 con la missione Eneide. Attualmente Vittori è a Houston in addestramento per la sua prossima missione sulla Stazione Spaziale Internazionale che, secondo gli accordi tra l'Agenzia Spaziale Italiana e la NASA, avverrà a bordo dello Space Shuttle nel 2010, per poi tornare sulla Soyuz nel 2013

Saturno visto dall’Italia

Il satellite Cassini continua le straordinarie osservazioni del più elegante dei pianeti del nostro Sistema Solare, Saturno. L'ultima della scoperte resa possibile dalla missione che vede partecipare NASA, ESA e ASI (l'Agenzia Spaziale Italiana) è la presenza di sale nell'anello più esterno del Pianeta. Secondo gli scienziati questo sale proverrebbe da una luna di Saturno, Encelado, e sarebbe prova della presenza di acqua salata sul corpo celeste. I bacini di acqua salata sarebbero, a detta degli esperti, una delle condizioni favorevoli per la vita, come la intediamo noi sulla Terra. OggiScienza ha chiesto i particolari di questa scoperta a Enrico Flamini, responsabile per l'Agenzia Spaziale Italiana della parte italiana della missione Cassini

Le emozioni di Planck

Anna Gregorio, del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste, ha seguito in diretta dalla Guiana francese il lancio del satellite Planck nello spazio avvenuta il 14 maggio. Queste sono le sue emozioni.

Un lancio verso il Big bang

Riflettori e computer accesi sulla base di Kourou, nella Gujana francese: il 14 maggio Planck e Herschel, due satelliti spaziali dell'Esa, volano nel cielo. Un evento, definito dal responsabile scientifico del progetto, Jacques Louet, “il più grande lancio della storia della scienza dello spazio”
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