lunedì, 30 Marzo, 2020

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Apocalisse rimandata…

ESTERI - Domenica 28 agosto New York era pronta al peggio. Ma il disastro, fortunatamente, non c’è stato. L’uragano Irene, declassato prima da livello 3 a livello 1 e poi a tempesta tropicale, ha risparmiato la Grande Mela lasciando però un conto pesante che potrebbe attestarsi intorno a 12 miliardi di dollari di danni. Uno scenario completamente diverso da quello di sei anni fa, quando il 29 agosto 2005 Katrina si abbatté sugli Stati della Louisiana e del Mississippi inondando la città di New Orleans e provocando più di 1.300 morti nelle diverse zone colpite. Un duro colpo per l’amministrazione di George W. Bush, che fu contestata per i ritardi e l’inefficienza organizzativa dei soccorsi

Nucleare, i due volti dell’Asia

ESTERI - Come ha reagito il mondo a Fukushima? In Europa ha prevalso la prudenza: a poco meno di cinque mesi dal disastro giapponese, infatti, paesi come Germania e Svizzera hanno annunciato un processo di disimpegno dal nucleare. In Italia il plebiscitario referendum dello scorso giugno ha segnato il tramonto del programma atomico, per altro già messo in discussione dal Governo poche settimane prima della tornata elettorale. La Francia, dal canto suo, non sembra avere in programma nessun dietrofront; tuttavia, non è previsto neppure un rilancio in termini di grandi investimenti in questa fonte energetica. Un solo nuovo reattore infatti è in arrivo in Francia nella prossima decade. Negli Stati Uniti sono stati indetti controlli approfonditi alle centrali per accertare eventuali malfunzionamenti o potenziali situazioni di pericolo. Una reazione emblematica arriva inoltre dai due paesi più popolati dell'Asia e del mondo, Cina e India. Mentre in Europa i dubbi sull'energia atomica sono tanti, in questi due paesi il nucleare è in forte espansione. Fukushima non ha suscitato dubbi ai governi di Cina e India che, al contrario di Germania e Svizzera, non rinunciano alle centrali e, a differenza anche della Francia, hanno anche in programma grandi investimenti sull'energia nucleare. I numeri forniti dalla World Nuclear Association parlano chiaro: Cina (con Taiwan) e India sono i due paesi nel mondo che hanno pianificato la costruzione del maggior numero di reattori, precedendo in questa classifica anche Russia e Stati Uniti. Cina e India puntano tutto sul nucleare per garantire energia a popolazioni che superano abbondantemente il miliardo di abitanti. Reazione più "europea" quella del Giappone, paese in cui il futuro dell'energia nucleare è in forte dubbio.

Corre, corre la Cina

Nuovi centri di ricerca e nuovi parchi tecnologici, puntando soprattutto su energia, salute, information technology e spazio: ecco il nuovo...

Pagella accademica, II puntata

ESTERI - Come l'anno scorso, l'Italia non ha alcuna università nei primi duecento posti, a differenza di Sudafrica, Turchia ed Egitto. Nessuna sorpresa per quanto riguarda le top 20: 1 Harvard University (United States) 96.1 2 California Institute of Technology (United States) 96.0 3 Massachusetts Institute of Technology (United States) 95.6 4 Stanford University (United States) 94.3 5 Princeton University (United States) 94.2 6 University of Cambridge (United Kingdom) 91.2 6 University of Oxford (United Kingdom) 91.2 8 University of California Berkeley (United States) 91.1 9 Imperial College London (United Kingdom) 90.6...

Destinazione Sol II

ESTERI - Nella costellazione del Serpente di mare, attorno alla stella HD 10180 sono stati osservati cinque pianeti e le tracce di altri due. Quasi un doppione del nostro sistema solare.

E l’amore no?

Negli Stati Uniti il Government Accountability Office (GAO) -l'autorità che richiama all'ordine i legislatori - ha pubblicato un rapporto sui kit...

Mondi alla rovescia

Da quando all'osservatorio di Ginevra il dottorando Didier Queloz e il suo supervisore di tesi Michel Mayor, hanno scoperto il...

Conflitto d’interessi

ESTERI - Paolo Innocenti, spettinato e neo-dottorato in biologia evoluzionista all’università di Uppsala, ha pubblicato su PLoS Biology una ricerca che aggiunge un’ulteriore complicazione...
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