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Il peso della nicotina

NOTIZIE - Il fumo provoca la morte del 50% dei fumatori, lentamente, dopo anni di consumo e accumulo di danni all'organismo, provocando l'insorgenza di tumori, malattie croniche e cardiovascolari. Ma mediamente, i fumatori sono più magri dei non fumatori. Una nuova ricerca presentata sulle pagine di Science, rivela come la nicotina, il principio attivo delle sigarette, agisce sul cervello riducendo l'appetito. La scoperta mette in evidenza un bersaglio molecolare per lo sviluppo di nuovi farmaci per aiutare a smettere di fumare e per favorire la perdita di peso.

Un viaggio nei neuroni

Nuove immagini dal mondo nano in una galleria del nostro album su Flickr. Neuroni al microscopio a forza atomica (AFM) e al microscopio elettronico a scansione (SEM) in grado di mostrare i dettagli invisibili ad occhio nudo o con i tradizionali microscopi ottici. CREDITS: Elisa Migliorini, Gianluca Grenci e Marco Lazzarino (IOM-CNR Laboratorio TASC e Centro di Biomedicina Molecolare (CBM) Area Science Park, Basovizza, Trieste).

Se i neuroni hanno troppo sonno

NOTIZIE - Dormire bene è il segreto per svegliarsi in forma la mattina e affrontare la giornata lavorativa. Lo sanno bene le persone che soffrono di insonnia o gli studenti che passano notti in bianco per superare gli esami. Questa non è senz'altro una novità, e se pensate di poter dormire solo un paio di ore a notte, la ricerca che oggi viene pubblicata sulle pagine della rivista Nature vi contraddice, spiegando cosa succede ai neuroni dopo molte ore di veglia.

Neuroni alla festa, neuroni allo stadio

NOTIZIE -Immaginate delle persone a una festa che cercano di parlare e far sentire la propria voce forte e chiara a qualcun altro che sta ascoltando. Oppure immaginate una folla in uno stadio che incita all’unisono la propria squadra. Queste due modalità di comunicazione, secondo Nathan Urban e colleghi della Carnegie Mellon University sono i modi in cui i neuroni cerebrali comunicano normalmente. Il codice base della comunicazione neurone si fonda su dei brevi impulsi elettrici che vengono spediti da un neurone all’altro come una specie di codice Morse. Ma, si chiedeva Urban, come fa un neurone a farsi sentire a distanza nel rumore di fondo dell’intensa attività elettrica della corteccia cerebrale?

Due in uno

NOTIZIE - Lo stesso neurone può usare due diversi modi per comunicare con gli altri neuroni. L’osservazione è importante sia per comprendere meglio la biochimica del cervello che i meccanismi difettosi che portano a malattie neurodegenerative come il parkinsn e l’alzehimer. I neuroni vengono spesso identificati in base al neurotrasmettitore che usano nelle sinapsi per comunicare con il neurone successivo. Il segnale nervoso (il codice con dell’informazione nel cervello) è di natura elettrica e si propaga lungo i nervi (gli assoni, delle propaggini che si allungano dal corpo del neurone) fino a che non incontra una sinapsi e cioè il punto di contatto fra un neurone e un altro neurone). In questo piccolo spazio vuoto il codice nervoso diventa chimico: l’informazione elettrica viene tradotta con dei messaggeri chimici – neurotrasmettitori – e traghettata al nuovo neurone che ritraduce il segnale in elettrico e così via. Esistono diverse classi di neurotrasmettitori con caratteristiche diverse e spesso i euroni vengono identificati in base a quello che usano.

Nuove luci sul C.elegans

CRONACA - Due articoli pubblicati a gennaio sulla rivista Nature Methods hanno presentato una nuova tecnica per studiare le interazioni...
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