martedì, Gennaio 19, 2021

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Universo 3D

NOTIZIE - I puntini rossi sono le galassie più lontane da noi, quelli viola quelle più vicine. Usando i dati di molti telescopi sparsi in entrambi gli emisferi gli astronomi hanno creato la mappia più completa ad ora disponibile dell'Universo, in tre dimensioni. 45.000 galassie fino alla distanza di 380 milioni di anni luce, questi i numeri della 2MASS Redshift Survey, che copre il 95% del cielo attorno a noi (il restante 5% è quello sul piano della nostra galassia, la Via Lattea, che con l'intensità delle luce delle stelle e l'opacità delle polveri comsmiche oscura la visione delle galassie retrostanti.

Cosa vedrà WEBB

NOTIZIE - Il telescopio spaziale Webb è un progetto NASA dalla lunga gestazione. Chiamato precedentemente Next Generation Space Telescope, ha preso il nome di Webb nel 2002 (James Webb è stato il secondo direttore della NASA). Si tratta di un telescopio spaziale nell’infrarosso, che si prevede di lanciare in orbita nel giugno 2014. Gli scienziati hanno grosse aspettative su questo telescopio che dovrebbe osservare gli oggetti più distanti dell’universo, impossibili da raggiungere con gli strumenti a Terra o anche con il telescopio orbitante Hubble, di cui Webb dovrà diventare il successore.

Come si fa a vedere la quinta dimensione?

NOTIZIE - Non sono una fisica (e si vede, dirà qualcuno). Per capire certi concetti ho bisogno di metafore. Quella che ho sempre usato per farmi un’immagine mentale di dimensioni al di là delle quattro canoniche l’ho riubata al libro del reverendo Edwin Abbott Abbott (il romanzo non è nuovissimo, in effetti, del XIX secolo): Flatlandia. Nalla storia gli abitanti di un mondo bidimensionale (dei poligoni) quando incontrano una sfera possono vederla solo come cerchio, ma alcune anomalie del suo comportamento, o meglio della sua apparenza (il fatto di allargarsi e restringersi quando si muove nella terza dimensione, invisibile ai poligoni), fanno loro intuire che c’è qualcosa che sfugge. Anche gli scienziati usano delle “anomalie” per comprendere se il nostro Universo sia in realtà composto da più dimensioni di quelle che possiamo osservare con i nostri limitati sensi. Un lavoro di recente pubblicato su Physical Review D propone un nuovo test che misura come la gravità di oggetti celesti massivi (un buco nero per esempio) piega la luce proveniente da stelle distanti (fenomeno noto col nome di “lente gravitazionale”). Secondo gli autori dello studio questo test potrebbe fornire la prova dell’esistenza di dimensioni ulteriori.

Buon viaggio Planck!

Grande emozione per il lancio del razzo ESA Ariane 5 che porterà i satelliti Plank e Herschel in orbita intorno alla Terra. Al progetto Planck partecipano anche la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste e l'osservatorio Astronomico - INAF di Trieste
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