CRONACA

Un cervello da video game

Le persone più abili nei videogiochi hanno una struttura cerebrale più sviluppata della media

NOTIZIE – C’è chi è naturalmente più portato a eccellere con la Playstation,e questo talento potrebbe dipendere dalla struttura del suo cervello, dicono Arthur Kramer, psicologo dell’Università dell’illinois, di Urbana-Champaign, e Kirk Erickson, dell’Università di Pittsburgh, in Pennsylvania. Nell’articolo pubblicato sulla rivista Cerebral Cortex, i due neuroscienziati dimostrano che le persone più abili a giocare a Space fortress hanno il nucleo striato, una struttura del cervello posta al di sotto della corteccia, più grande delle persone che invece hanno prestazioni mediocri.

Space fortress è un gioco dalla storia singolare. Non è certo uno dei best-seller e assomiglia di più a una versione avanzata di Space invaders lo storico (e basico) gioco anni ’80. Space fortress negli anni è stato spesso usato da ricercatori per studiare la memoria, il controllo motorio e la capacità di apprendimento. Gli eserciti americano e israeliano lo hanno anche usato come test per i cadetti. Studi recenti poi hanno dimostrato che le persone nel giocarlo usano massicciamente il nucleo striato, un’area implicata nella ricezione degli stimoli esterni e nella risposta motoria.

Kramer e Erickson hanno reclutato 40 studenti (maschi e femmine) di età compresa fra 18 e 28 anni  e hanno insegnato loro le regole base del gioco. Il volume dello striato di ogni individuo veniva misurato con una risonanza magnetica. Alla fine dello studio gli studenti avevano giocato per trecento volte una sessione da tre minuti del gioco. Come ci si aspettava per alcuni soggetti il gioco era più semplice che per altri, e proprio questi erano quelli ad avere un nucleo striato di volume maggiore degli altri.

Due scienziati ritengono che questa struttura cerebrale sia fondamentale per quei compiti che richiedono apprendimento e capacità di multitasking. La questione successiva, che i due intendono investigare con ulteriori esperimenti, è se la pratica possa far crescere il volume del nucleo striato.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

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