CRONACA

Il genio ambidestro di Hendrix

Il genio musicale di Jimi Hendrix potrebbe dipendere dal fatto che era ambidestro?

NOTIZIE – Chissà se questa ricerca finirà per vincere l’Ig-nobel del 2010. L’argomento è davvero singolare: da cosa dipendeva lo straordinario talento musicale di Jimi Hendrix, compianto genio del rock? Secondo Stephen Christman, dell’Università di Toledo (in Ohio, negli Stati Uniti) la sua versatilità, sia nel suonare la chitarra ma anche nel comporre e nello scrivere i testi delle sue canzoni era legata al fatto di essere un “destro-misto”, come lo scienziato ha chiamato la particolare tendenza ambidestra del musicista. Hendrix suonava la sua chitarra (per destri) al contrario, si pettinava, lanciava gli oggetti e teneva la sigaretta con la sinistra, ma faceva tutto il resto con la destra.

Christman ha condotto un’analisi (necessariamente speculativa visto che Hendrix è morto ben prima dell’avvento delle tecniche di visualizzazione cerebrale) sulla musica e sui testi del celebre musicista. I risultati di quest’analisi sono pubblicati sulla rivista Laterality.

Christman è anche autore di uno studio precedente in cui dimostrava che multi musicisti che suonano strumenti a corda sono ambidestri. Altri studi poi hanno associato questo tratto a individui particolarmente creativi.

Secondo Christman Hendrix mentre suonava era in grado di usare la destra per tenere schiacciate le corde e la sinistra per pizzicarle mentre manipolava il pick-up, e i controlli del tono, del volume e del tremolo. Tutto questo creava il sound caratteristico della sua musica. Il segreto secondo lo scienziato è la capacità di integrare funzioni diverse, e cioè quelle dell’emisfero sinistro (legato al linguaggio e maggiormente portato per le funzioni analitiche e seriali) a quelle del destro legato invecece a capacità matematiche, globali e parallele.

Christman nota che tutto dipende anche dalle caratteristiche dello strumento che si suona. Per esempio fra i pianisti d’alto livello il numero di ambidestri è molto ridotto, mentre è più comune trovare persone marcatamente destre o sinistre. Questo, spiega lo psicologo, perché i pianisti hanno bisogno di tenere più separata l’azione delle due mani che devono spesso suonare contemporaneamente due linee melodiche diverse.

Lo psicologo fa delle osservazioni anche sui testi di Hendrix. Il linguaggio e il ritmo, spiega lo scienziato, sono processati dall’emisfero sinistro mentre la melodia e l’armonia dal destro. Per questo Hendrix e gli altri musicisti ambidestri avrebbero più facilità nell’integrare testo e musica mentre compongono.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

2 Commenti

  1. In realtà il tentativo di trovare le radici della “creatività” nella specificità degli emisferi cerebrali non è per nulla nuova, anzi. Putroppo una ricerca di questo tipo, evidentemente retrospettiva, non convince molto.

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