CRONACA

Tra il credere e l’essere

Ma credere di essere di sinistra è sufficiente per esserlo? una ricerca inglese dimostra che la questione è più complessa

NOTIZIE – Questo potrebbe almeno in parte spiegare gli stravaganti comportamenti della sinistra italiana, che talvolta assume posizioni più conservatrici della sua controparte politica (più di qualcuno si ricorderà il regista Nanni Moretti che qualche anno fa nel film Aprile supplicava Massimo D’Alema di dire “qualcosa di sinistra”). Secondo la ricerca di James Rockey del dipartimento di economia dell’Università di Leicester gli individui con un alto tasso di scolarizzazione fanno assunzioni erronee per quanto riguarda il loro orientamento politico. In particolare si considerano più a sinistra di quanto invece dimostrino i loro reali comportamenti e opinioni su questioni specifiche. Il risultato sarebbe che persone dall’atteggiamento piuttosto conservatore finirebbero per votare a sinistra.

Lo studio per ora è stato pubblicato solo online sulle pagine di economia dell’Università di Leicester, quindi è d’obbligo seguire gli sviluppi futuri di questa ricerca e vedere magari se verrà pubblicata in qualche rivista peer-review di rilevanza internazionale. Intanto però ci offre alcuni interessanti spunti che vale la pena di approfondire.

Rockey ha usato i dati della World Values Survey, tenendo conto delle opinioni di ben 136.000 individui, in 32 nazioni per un periodo di 20 anni. Lo scienziato ha confrontato i giudizi sulla posizione ideologica (in una scala da 1 a 10) con le opinioni riguardo a questioni specifiche (per esempio su come il denaro pubblico dovrebbe esser utilizzato).

“Gli individui con alta scolarità tendono a considerarsi di sinistra ma in realtà credono in cose che se comparate con il resto delle popolazione risultano essere piuttosto di destra,” ha commentato Rockey. In compenso altri risultati confermano – e su questo non sembra esserci veramente dubbio –  che le persone più ricche tendono a essere di destra (ed esserne coscienti).

La spiegazione di Rockey per questo fenomeno è dettata dal buon senso: da giovani le persone molto istruite sarebbero dei sostenitori genuini delle idee di sinistra, ma man mano che crescono, pur non rassegnandosi, tenderebbero ad assumere comportamenti conservatori. In effetti, altri studi, in area più strettamente cognitiva hanno dimostrato che con l’avanzare dell’età si tende a diventare ideologicamente meno tolleranti. Solo che probabilmente non ci si arrende all’evidenza.

“La conclusione generale del lavoro è che le persone decidono, o non sono capaci, di non valutare correttamente la propria posizione ideologica. Questa è una prova ulteriore non solo che gli elettori sono lungi da essere ben informati ma che non sanno nemmeno posizonarsi correttamente nello spettro politico.”

Come dargli torto?

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

5 Commenti

  1. La vera sinistra credo sia sempre stata la classe operaia, ma e’ pur sempre vero che le rivoluzioni sono state fatte dai borghesi.
    In secondo luogo, finche’ e’ l’elettore ad essere confuso poco male…noi abbiamo tutta un’opposizione confusa, sul ruolo e sugli ideali… sigh

  2. Sarebbe interessante allora sapere se persone con inore scolarità hanno un comportamento opposto, oppure, cosa che credo più probabile, si tratta semplicemente del fatto che tutti “invecchiando” tendono a diventare più “conservatori” ed è per questo che l’Italia (paese demograficamente vecchio) e un paese con una forte maggioranza di “conservatori” anche nella sinistra; i giovani hanno maggiore capacità innovativa; esistono studi che collocano il momento di maggiore “creatività” prima dei 30 anni… la sinistra italiana dovrebbe tenere conto di questo e rinnovare il suo gruppo dirigenziale, se vuole una maggiore capacità di dire “cose di sinistra”.

  3. Cara Sgorbissa,
    quando si è più giovani si è anche più ingenui, magari più cristallini ma più facilmente manovrabili. Da adulti si diventa più smaliziati e più realisti. A nessuno sfugge che sia la sinistra che la destra si tengono ben stretti i loro ingiusti privilegi ( pensione appena eletti,macchine blu con autista, stipenedi a go go e rimborsi da super stipendi, portaborse ad personam ). Poi tutti si stracciono le vesti per scaricare la crisi sulle tasche altrui. Hola chiara impressione che fare politica è un mestiere redditizio e sui privilegi la sinistra precede la destra. E poi che programmi ha la sinistra ?
    Che Dio ce la mandi buona.
    Francesco

  4. Mi sorprende tale articolo politico inserito in un notiziario che si definisce scientifico. Considerato però che esiste in Italia la tentazione maldestra di credere che le idee, l’intelligenza, il progresso e il futuro appartengono alla cultura progressista di sinistra la cosa si spiega da sola. Non si ha però il coraggio e l’onestà mentale di dire come stanno le cose, come la storia crudelmente ci insegna. La sinistra porta avanti una serie di valori disarticolati dalla realtà e perciò utopici.
    Dove la sinistra è stata al potere ha cercato di distruggere i sani valori della famiglia e della morale tentando come al solito di limitare la libertà religiosa. Sotto sotto si nasconde la dittatura.
    Non per niente la sinistra è per il divorzio, il matrimonio fra gay, la droga libera anche a quintali, i quartieri del sesso, l’uccisione degli embrioni umani, la morte dei malati terminali o eutanasia.
    E si fanno chiamare progressisti ! Non sarà mica un caso che la Spagna, dopo il governo socialista che vuole addirittura il ” progetto grande scimmia ” rischia di andare fuori dall’Europa?

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