mercoledì, Dicembre 19, 2018
AMBIENTE

Le orche e il mistero della menopausa

Il mistero della menopausa è a un passo dall’essere svelato, grazie allo studio delle Università di Exeter e Cambridge sulle orche (orcinus orca) pubblicato su Proceedings of the Royal Society.

AMBIENTE – Nonostante le differenze nella struttura sociale tra gli esseri umani e questi cetacei, la ricerca inglese ha dimostrato che in entrambe le specie le femmine, con l’avanzare della età, diventano sempre più legate geneticamente alle altre femmine del gruppo familiare in cui vivono. Noi questo gruppo lo chiamiamo famiglia, per le orche l’unità familiare è il pod. A causa di questa vicinanza genetica e sociale le femmine più anziane si impegnerebbero per la sopravvivenza delle femmine più giovani aiutandole a crescere la prole. Questa situazione crea un ruolo (quello che noi abbiamo imparato a chiamare nonna) dove il successo genetico del gruppo può dipendere da femmine che mettono a disposizione delle altre la loro esperienza e smettono di riprodursi per aiutare quelle più giovani ed inesperte. Questa, secondo gli autori dello studio, sarebbe una spiegazione plausibile del perché solo alcune specie di mammiferi hanno evoluto il meccanismo della menopausa, in cui le femmine smettono di riprodursi nonostante abbiano ancora davanti molti anni da vivere.

“È  sempre stato un rebus scientifico il fatto che solo gli umani e alcune specie di odontoceti hanno evoluto la menopausa, mentre nelle altre specie le femmine si riproducono fino agli ultimi anni della loro vita” afferma Michael Cant, dell’università di Exeter “le femmine della nostra specie e le orche  hanno dei comportamenti sociali molto differenti ma anche qualcosa in comune: le femmine invecchiando diventano sempre più legate geneticamente alla altre (prima le figlie, poi le “nipoti”). Ecco perché spendono parte della loro vita aiutando le altre femmine”.

Gli evoluzionisti ritengono che gli esseri umani si sono evoluti in gruppi in cui erano le femmine a lasciare “la famiglia” per trovare un compagno: questo comporta che iniziavano la loro vita riproduttiva ritrovandosi a contatto con altre femmine con le quali non condividevano un patrimonio genetico. Ma con il passare del tempo, non appena la loro progenie iniziava a riprodursi all’interno di quel gruppo, diventavano più “legate” geneticamente alle altre femmine; quindi avevano la scelta di smettere di riprodursi e aiutarle a crescere la progenie.  Questo, però, non spiegherebbe la menopausa nelle orche, in cui entrambi i sessi rimangono nel loro pod e solo occasionalmente si  riproducono con membri di altri gruppi. Lo studio rivela che questo sistema sociale ha gli stessi effetti del modello umano: le femmine diventano geneticamente sempre più vicine tra di loro.

Rufus Johnstone, coautore dello studio e ricercatore al dipartimento di zoologia dell’Università di Cambridge, ritiene che la ricerca non fornisce ancora una spiegazione unica del fenomeno della menopausa (che è molto complesso) ma da una base di partenza per far luce su un fenomeno biologico così particolare che riguarda poche specie.

1 Commento

  1. è una questione geneticamente molto interessante. Ci sono altri casi di mammiferi che in qualche modo si “sacrificano per la causa”.
    In una ottica dawkinsiana, per ottenere un comportamento del genere occorre un vantaggio genetico, in modo che si fissino le mutazioni che provocano la menopausa. Quale potrebbe essere questo vantaggio?
    Per esempio che se non hai più figli tuoi ma curi i nipoti, i tuoi geni a causa della tua esperienza hanno più probabilità di successo, mentre quelli di madri senza il conforto di femmine più anziane sono meno favoriti. Potrebbe essere una soluzione?

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