CRONACA

La suina non è morta (ma forse non ci interessa più)

Anche quest’anno l’influenza suina c’è. Ma (quasi) nessuno ne parla

NOTIZIE – L’anno scorso in questo periodo eravamo in pieno delirio “influenza suina”. I media ci tartassavano, le scuole erano in subbuglio (ricordo una circolare del nido di mia figlia che chiedeva espressamente di firmare una lettere in cui i genitori si impegnavano a tenere a casa i figli al primo starnuto…) ma anche il Governo ci metteva del suo, spendendo milioni di euro per un vaccino rimasto sostanzialmente inutilizzato. E quest’anno? Il silenzio è assoluto, eppure…

… proprio ieri la Health Protection Agency (HPA) britannica ha diffuso il dato:  nel Regno Unito da ottobre sono morte 27 persone di influenza, di cui 24 di suina (le altre tre di un altro ceppo). Si tratta di nove bambini e 18 adulti.

Non si tratta di dati allarmanti: almeno metà delle persone decedute si trovava in un cosiddetto gruppo “a rischio”, e John Watson, a capo del dipartimento sulle malattie respiratorie dell’HPA ha dichiarato che tutto è in linea con quello che ci sia aspetta in questo periodo dell’anno (a parte forse una maggiore severità dei disturbi nelle persone nei gruppi non a rischio). Quello che vorrei sottolineare è il solito comportamento schizofrenico dei media. L’anno scorso era “caccia al morto”, quest’anno non va più di moda. E il rischio pandemia?

Personalmente trovo molto più sensato l’atteggiamento attuale (rispetto al delirio dell’anno scorso), Mi chiedo però quale sarà la grande paura che i media tireranno fuori quest’anno.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

5 Commenti

  1. L’operazione “suina” come tutte le altre operazioni precedenti hanno diversi scopi. L’anno scorso l’obbiettivo era solo di svuotare le scorte mondiali di alcuni farmaci da parte di due o tre multinazionali che infatti hanno chiuso in attivo nonostante la crisi del settore. Altri obbiettivi in passato sono stati quelli di creare panico a livello mondiale, se dici che in asia c’è una malattia mortale forse non ci vai in vacanza laggiù e si crea così un danno economico a quella regione. Un’altro obbiettivo molto più oscuro e ancora non chiarito è che ognivolta che scatta un allarme del genere si mobolitano i militari, mi ricordo che l’anno scorso in Ucraina era già pronta la legge marziale, in america quella di Obama, molte infermiere hanno perso il posto perchè si rifiutavano di fare il vaccino(se un’infermiera si fa licenziare per non fare il vaccino forse un tantino di strano in questa faccenda comincia ad emergere no?). Una cosa sembra assodata, ognivolta che scoppia la “pandemia” i media, i quali ricevono soldi dalle aziende (non è complottismo basta leggere i dati economici), ingigantiscono la cosa all’ennesima potenza finchè non ricevono un contr’ordine per cui da un giorno all’altro tutto ritorna nel “normale”. Il problema però siamo noi, accendiamo la tv(che col digitale terrestre è solo una sequenza di repliche) e ci beviamo i tg che sono di proprietà di privati o controllati dal governo, che in italia poi è la stessa cosa.

  2. Ci si dimentica sempre di dire che almeno alcune di quelle 27 morti sarebbero state evitabili con il vaccino. Non so se i dati possano essere definiti allarmanti o meno ma di sicuro continuano a delineare un panorama generale assai povero in tema di cultura scientifica.
    Quanto ai media, nessuno disdegna i loro favori, neanche tra le medicine non convenzionali.

  3. Influenza H1N1: il vaccino 2009 sicuro ed efficace in chi soffre di asma…

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