AMBIENTEULISSE

L’Africa è seduta sull’acqua

AMBIENTE – L’immagine della donna (o del bambino) che trasporta taniche di acqua al villaggio è quasi un cliché dell’Africa. “C’è carenza d’acqua”. Eppure di acqua potrebbe essercene: a quanto pare sotto il continente africano ci sono dei veri e propri serbatoi idrici, di dimensioni enormi: sottoterra si troverebbe una quantità di acqua potabile cento volte superiore rispetto a quella in superficie.

Un team di scienziati della British Geological Survey and University College London (UCL) ha appena pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters una dettagliata analisi del sottosuolo africano. Lo studio ha combinato i dati di altre 283 ricerche idrogeologiche, riuscendo così a disegnare una mappa con un livello di dettaglio mai raggiunto prima. Hanno identificato precisamente le aree del continente che celano queste enormi riserve idriche, soprattutto in Libia, Algeria e Ciad.

Il Sahara si è infatti trasformato in deserto durante in migliaia di anni, ma l’acqua non è semplicemente scomparsa: si trova sottoterra.

In un continente dove oltre trecento milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile pulita, e con una popolazione in costante crescita, una notizia del genere potrebbe portare notevoli cambiamenti.

In realtà non è proprio così, purtroppo. Gli scienziati sono infatti molto cauti, e frenano eventuali iniziative di scavo. Delle massicce trivellazioni, infatti, potrebbero procurare dei danni. Bisogna prima di tutto capire la condizione dell’acqua racchiusa nel sottosuolo.

Secondo i ricercatori, in questo momento le pompe a mano sono ancora la tecnologia più idonea, ma intanto si potrebbe iniziare a realizzare pozzi in zone migliori.

Crediti immagine: jon gos (Flickr)

2 Commenti

  1. La notizia dell’esistenza di grandi riserve d’acqua nel sottosuolo sahariano è conosciuta da decenni.
    Il grande piano di estrazione dalle zone interne della Libia per addurre l’acqua alle zone costiere più abitate è in corso da molti anni e , almeno prima delel recenti vicende belliche, una parte dei lavori era già stata completata.

    Ancora più significativa, per me, è stata una visita al Museo di Archeologia di Tripoli , proprio sulla piazza Verde. Vi si ammirano gigantesche pietrificazioni di alberi, costituenti solo una minima parte di quella che doveva forse essere la maggiore foresta dell’epoca ( 1 milione di anni fa).

    Certo che i nostri progenitori ne hanno emessi di GHG da quel periodo, pur essendo quattro…scimmie(?) e non usando certo combustibili fossili!

    Scienziati (si fa per dire…) IPCC, che ne dite?

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