Vocalizzi

CRONACA – Una ricerca su Science rivela come un elefante emette infrasuoni sotto i 20 Hertz  per telecomunicare  e una nostra rivela come uno dei ricercatori emette canzoni attorno ai 200 Hertz.

Da tempo il biologo evoluzionista William Tecumseh Sherman (nomi ricevuti in onore del trisavolo generale) Fitch IV studia le vocalizzazioni di pinnipedi e non per verificare le ipotesi sull’origine della musica e del linguaggio umano avanzate da Jean-Jacques Rousseau e riprese da Darwin.

I pachidermi, si sa, comunicano a decine di chilometri di distanza con un rombo profondo, inudibile all’orecchio umano ma che le loro sventole colgono perfettamente. Il mistero stava nel meccanismo di produzione. Aria fatta vibrare dalla corda vocale della laringe, come nel caso nostro, ma su note molto più basse? O veloci contrazioni muscolari come i gatti che fanno le fusa?

Vibrazioni, rispondono Tecumseh e sei colleghi dopo esperimenti in cui hanno arieggiato la trachea di un elefante (defunto prima dell’asportazione), debitamente filmati. I principi della fisica, scrivono, consentono di generalizzare il meccanismo a un’ampia gamma di frequenze e di mammiferi di svariate dimensioni.

Per esempio al mammifero – nonché ultimo autore e coordinatore della ricerca – la cui ampia gamma va da un adattamento del Canto per il giorno di Santa Cecilia alla parodia di un predicatore creazionista.

Immagine: Simon Vouet, Wikipedia

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