mercoledì, Dicembre 19, 2018
ULISSE

Stessi geni, individualità distinte

wood-mouse-8175_640CRONACA – Immaginiamo due individui geneticamente uguali, come gemelli monozigoti, cresciuti nello stesso ambiente. Sappiamo che, malgrado le somiglianze, saranno in qualche modo differenti, ognuno con un insieme di pensieri, gusti, capacità, inclinazioni caratteristici della loro unicità. Ma è possibile misurare un indicatore biologico di queste differenze che emergono anche quando si condividono geni e ambiente?

Ci ha provato una ricerca pubblicata su Science da un gruppo di ricerca tedesco, che ha messo a punto un modello animale per individuare quali siano i possibili meccanismi coinvolti nello sviluppo di queste diversità.

Oggetto dello studio è stato un gruppo di 40 topi geneticamente identici, cresciuti in un ambiente arricchito, costituito da speciali gabbie dotate di giochi, scivoli e scalette spesso usate in questo tipo di ricerche per stimolare attività ed esplorazione. Gli spostamenti individuali degli animali nell’ambiente sono stati registrati tramite piccoli dispositivi elettronici per l’identificazione a radiofrequenza.
Al termine del periodo di studio, i ricercatori hanno misurato la neurogenesi, cioè lo sviluppo di nuove cellule nervose, in una particolare regione del cervello, l’ippocampo, e hanno osservato una correlazione tra il numero di nuovi neuroni e il livello di esplorazione nell’ambiente dei singoli individui. I topi che si spostavano di più all’interno delle gabbie presentavano una maggiore neurogenesi, che può essere considerata una forma di plasticità neuronale. La condivisione del patrimonio genetico e dello stesso ambiente non ha impedito agli animali osservati di sviluppare comportamenti di esplorazione differenti, accompagnati da diversi livelli di plasticità cerebrale.

La maggior parte dei neuroni che compone il sistema nervoso si sviluppa prima della nascita. Quasi tutti i mammiferi, però, presentano due piccole aree del cervello, l’ippocampo e il bulbo olfattivo, dove la produzione di cellule nervose da progenitori staminali continua anche durante la vita adulta. Il ruolo svolto dalla neurogenesi nel cervello adulto non è ancora del tutto chiarito, ma si pensa che lo sviluppo di nuovi neuroni sia importante per l’apprendimento e la memoria. Alcuni studi suggeriscono che l’alterazione del processo di neurogenesi possa essere coinvolta in alcuni disturbi neurologici o psichiatrici.

Se la ricerca pubblicata mostra che lo sviluppo di nuovi neuroni in età adulta può essere legato alle diverse esperienze individuali, resta da comprendere quali siano le ragioni che inducono gli animali, a partire da un comune patrimonio genetico e da un ambiente condiviso, a mettere in atto comportamenti differenti.

Crediti immagine: Hans Braxmeier, Pixabay

2 Commenti

  1. Mi piace il caso , aleatorio , che sì frappone tra aspettative migliori ed imperfezione miserrima , come un giudice inconfutabile , un nuovo Dio ma naturale.

  2. Di pancia sento di dire che ogni essere,uomo o animale che sia,è unico ed irripetibile indipendentemente dalle circostanze in cui il medesimo nasce, agisce o meglio vive.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: