CRONACAULISSE

Pianta più piccola evolve prima

800px-Burmannia_bicolor_near_Iwokrama_field_station_Guyana_DSCN0407CRONACA – Nell’ambito dell’evoluzione, le dimensioni contano. La regola non è universalmente valida, ma sembra avere un peso importante all’interno del regno delle piante. Le specie di dimensioni minori evolvono più rapidamente di quelle più grandi, a un tasso fino a cinque volte maggiore. È la sorprendente scoperta di un team internazionale di biologi guidato da Robert Lanfear dell’Australian National University.

Lo studio, apparso sulle pagine di Nature Communications, mette in relazione l’altezza delle piante con la loro velocità evolutiva. I ricercatori hanno svolto un lavoro meticoloso, calcolando la lunghezza media di 140 diverse famiglie, provenienti da tutto il mondo, con un range che va da 5 cm (le Burmanniaceae) a 45 m di altezza (le Tetramelaceae). Comparando l’altezza media delle famiglie con il loro tasso evolutivo (calcolato misurando le variazioni del DNA nel corso del tempo), hanno scoperto che le piante più corte evolvono ben cinque volte più rapidamente di quelle più lunghe.

Gli evoluzionisti sono consapevoli ormai da diverso tempo che alcune specie evolvono con una rapidità maggiore di altre, ma i principi e le cause di queste differenze sono sostanzialmente sconosciuti.

Lanfear e colleghi hanno provato a dare una verosimile spiegazione dei diversi tassi evolutivi nelle piante. Le piante corte evolverebbero più rapidamente grazie all’accumulo di errori che si verificano con grande frequenza nella replicazione del DNA durante la divisione cellulare nei germogli in crescita. A differenza degli animali, che non trasmettono alla prole gli errori di replicazione del DNA che avvengono durante la mitosi delle cellule somatiche, nelle piante qualsiasi mutazione genetica può essere potenzialmente trasmessa per via riproduttiva se le cellule coinvolte vanno a formare in seguito i fiori o altri organi riproduttivi. “I cambiamenti genetici che avvengono durante la divisione cellulare nei germogli delle piante possono potenzialmente essere trasmessi alle future generazioni”, spiega Robert Lanfear, a capo del progetto di ricerca.

Questa semplice differenza fa sì che nelle piante agisca costantemente un formidabile motore evolutivo. Tale motore evolutivo è più performante nelle piante corte, in cui la crescita è più rapida e dunque la frequenza delle divisioni cellulari e degli errori replicativi è maggiore rispetto alle piante di più grandi dimensioni.

Crediti immagine: Vincent Merckx, Wikimedia Commons

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