SALUTE

Zanzare modificate geneticamente per sconfiggere la malaria

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SALUTE – Modificare geneticamente le zanzare affinché producano spermatozoi che diano vita a progenie unicamente maschile. Potrebbe essere questo il nuovo approccio della scienza all’eradicazione della malaria, grazie all’elaborazione di un enzima che agisce direttamente sul DNA del cromosoma X. Solo per produrre una variante efficace di questo enzima sono stati necessari sei anni di ricerca.

Già dal 2000 le misure di prevenzione e controllo sono sensibilmente aumentate, riducendo il tasso di mortalità a livello globale del 42%. La malattia, tuttavia, rimane fonte di preoccupazione specialmente nelle regioni più vulnerabili dell’Africa subsahariana, dove le zanzare hanno sviluppato resistenza ai pesticidi e i farmaci impiegati per trattare la malaria non hanno più effetti sufficienti sui parassiti che la trasmettono (appartenenti al genere Plasmodium).

Un team di ricercatori dell’Imperial College London ha così sperimentato un nuovo procedimento genetico per modificare l’incidenza del sesso nella progenie dell’Anopheles gambiae, la principale specie che veicola i parassiti. In questo modo gli esemplari femmina, che mordono e trasmettono la malaria agli esseri umani, non nascerebbero più. Come spiegano gli scienziati su Nature Communications, nei primi test condotti in laboratorio questo metodo ha permesso di ottenere un’intera linea di zanzare la cui progenie era al 95% maschile. Le zanzare geneticamente modificate sono state unite a cinque popolazioni separate di zanzare wild-type. In quattro delle situazioni osservate, questo ha portato alla morte di tutti gli insetti nel giro di sei generazioni a causa dell’assenza di individui femmine. Se un provvedimento simile si potesse prendere anche in natura, si tratterebbe di una svolta per l’approccio alle politiche di controllo della malaria. 

Secondo i dati della World Health Organization, oltre 3,4 milioni di persone sono oggi a rischio di contrarre la malattia, e circa 627.000 muoiono ogni anno. “La malaria è una patologia debilitante e spesso fatale, dobbiamo trovare nuovi metodi per contrastarla. Pensiamo che questo approccio innovativo rappresenti un enorme passo in avanti. Per la prima volta siamo in grado di inibire la produzione di progenie femminile in laboratorio, e questo significa debellare la malattia”. La più promettente implicazione della scoperta è che si tratta di un provvedimento auto-sostentante, perché una volta modificate le zanzare i maschi generano progenie unicamente maschile e via dicendo. 

Crediti immagine: Edans, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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