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Diabete e disturbi del comportamento, il ruolo dell’insulina

Le cause dei disturbi cognitivi possono essere genetiche e ambientali, ma se a esserne colpito è un paziente di diabete l'attenzione va spostata sull'insulina

6347508912_ff7ec41f1a_zSALUTE – Il legame tra il diabete e alcuni disturbi cognitivi e comportamentali che possono verificarsi in associazione alla malattia sembra essere mediato dall’alterazione del funzionamento dell’insulina, suggerisce una ricerca pubblicata su PNAS. Lo studio rivela il possibile meccanismo molecolare alla base di questa relazione, finora non spiegata.

Il diabete colpisce circa il 9% della popolazione adulta nel mondo e il 4,9% in Italia, con una diffusione in crescita a causa dell’innalzamento d’età e dell’aumento dei fattori di rischio, come obesità e malnutrizione. Oltre alle complicazioni legate al sistema cardiocircolatorio e al funzionamento dei reni, per i pazienti affetti da diabete di tipo I e II esiste un maggior rischio di sviluppare depressione, problemi cognitivi legati all’invecchiamento, Alzheimer e Parkinson. D’altra parte, l’Alzheimer sembra coinvolgere un malfunzionamento dell’insulina, e alcuni studi clinici sperimentali hanno mostrato che la somministrazione intranasale di questo ormone può ridurre i deficit cognitivi nei pazienti colpiti da Alzheimer.

Gli autori della ricerca, guidata da ricercatori della Harvard Medical School, sono partiti da queste osservazioni per indagare in che modo l’azione dell’insulina possa svolgere un ruolo nei due tipi di disturbi. L’hanno fatto studiando uno specifico recettore per questo ormone che si trova nel cervello; alterando l’espressione del recettore in alcuni topi, hanno osservato che la sua assenza induceva negli animali alterazioni nel comportamento, assimilabili a quelli che negli esseri umani classifichiamo come sintomi d’ansia e di depressione. Le cellule del cervello di questi topi in cui era stato alterato il meccanismo d’azione dell’insulina mostravano inoltre una disfunzione a livello dei mitocondri, gli organelli responsabili della produzione energetica cellulare. Il blocco dell’azione dell’ormone, hanno osservato i ricercatori, diminuiva negli animali studiati la disponibilità di dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto nel normale funzionamento del cervello.

Certamente, sostengono gli autori dello studio, il meccanismo identificato non è l’unico fattore coinvolto nell’insorgenza dei disturbi cognitivi e comportamentali, a cui concorrono diverse cause genetiche e ambientali. Almeno per i pazienti diabetici però l’alterato funzionamento dell’insulina può in parte spiegare l’alta incidenza di problemi di depressione e deficit cognitivi, e la scoperta può suggerire nuove vie terapeutiche per il trattamento di questi disturbi.

@ValentinaDaelli

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Crediti immagine: Oskar Annermarken, Flickr

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