Come rendere sostenibile l’organizzazione di eventi

Se ne parla a Cascina Triulza, EXPO, l'11 settembre alle 18.30. Il punto di partenza è il progetto ZEN, che ha dato vita a una serie di buone pratiche per abbassare l'impatto di convegni, fiere e incontri su larga scala

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APPROFONDIMENTO – Se lavorate nell’ambito della comunicazione, vi sarà capitato almeno una volta di fermarvi e guardare la pila di cartelle stampa, materiale, cataloghi e libri accumulati durante gli incontri. Come dopo un concerto o un grande evento difficilmente non vi siete accorti della mole di rifiuti prodotti, spazzatura e avanzi di cibo ma in primis le bottigliette di plastica ormai vuote che contenevano le bevande. E ancora, emissioni (e relativi costi): esorbitanti consumi per il condizionamento dell’aria durante l’estate, per il riscaldamento durante l’inverno, la luce per illuminare gli ambienti. O forse non ci avete mai pensato?

Un evento pubblico e le migliaia di persone che vi partecipano, tra stand e allestimenti, ha un impatto ambientale piuttosto significativo. Un aspetto che gli organizzatori non possono più permettersi di sottovalutare, per la loro (si spera) convinzione nell’efficacia delle buone pratiche, per il rispetto nei confronti dell’ambiente e -ultimo ma non per importanza- per l’impressione che gli sprechi e una cattiva gestione possono fare a chi sceglierà di partecipare all’evento. Per chi si occupa di temi ambientali il discorso è ancora più stringente: che figura fai con visitatori e pubblico se, come si suol dire, predichi bene ma razzoli male?

Eppure come è possibile con qualche accorgimento, spesso basilare, ridurre il nostro impatto ambientale nella vita di tutti i giorni, non è impossibile riuscirci su più larga scala. Anzi, la direzione intrapresa sembrerebbe essere quella giusta. Alla domanda “è davvero possibile (ed economicamente compatibile) costruire un evento a basso impatto?” si inizierà a dare risposta l’11 settembre a “Eventi e sostenibilità: esperienze a confronto”, un seminario organizzato da Sviluppumbria e Regione Umbria all’EXPO di Milano. L’appuntamento è alla Cascina Triulza alle 18e30.

Attraverso il progetto ZEN (Zero Impact Cultural Heritage Event Network) dodici organizzazioni europee che vanno dall’Italia alla Lettonia, dalla Romania alla Spagna, dall’Olanda alla Slovenia con rappresentanti di agenzie pubbliche, istituzioni accademiche ed enti locali hanno indagato l’impatto ambientale dei grandi eventi pubblici, tra casi di studio europei e internazionali. Il punto di partenza dell’incontro milanese sraà proprio questo. Dalla mobilità all’immagine degli artisti coinvolti, dalla sensibilità dei partecipanti ai fornitori, dal progetto ZEN è scaturito anche un piccolo manuale di buone pratiche. Lo potete scaricare gratuitamente qui.

La sensibilità ambientale dei partecipanti, d’altro canto, sembra andare nella direzione giusta: fornire i contenitori per la raccolta differenziata sui luoghi degli eventi è un’iniziativa ben recepita dai visitatori, che facilmente porteranno a casa con sé non solo i contenuti dell’incontro, anche le buone pratiche dalle quali si sono trovati circondati. Altre idee potrebbero essere includere nel costo del biglietto uno sconto per raggiungerlo con i mezzi pubblici senza dover spostare l’automobile, oppure aumentarlo leggermente per sostenere le spese affrontate per un minor impatto ambientale (rendendo trasparente il motivo dell’aumento a chi lo acquista).

Fa ben sperare che in Italia stia aumentando l’attenzione per questi temi, specialmente quando si parla di grandi eventi, turismo e territorio. L’Umbria, capofila di “Eventi e sostenibilità: esperienze a confronto” ci crede in modo particolare, come vi raccontavamo qualche tempo fa con il progetto Umbria Green Card per un turismo a basse emissioni.

@Eleonoraseeing

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Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Will Folsom, Flickr

Informazioni su Eleonora Degano ()
Giornalista pubblicista, traduttrice e science writer. Collabora con varie realtà come National Geographic Italia, OggiScienza, IN3D dove scrive soprattutto di etologia e cognizione animale e si occupa di copywriting scientifico. Nel 2016 ha vinto il Premio Giornalistico Riccardo Tomassetti - Premio Speciale in Virologia e nel 2017 il premio giornalistico "SID- Diabete Ricerca" promosso dalla Società Italiana di Diabetologia

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