WHAAAT?

Il cervello umano, inguaribile ottimizzatore

Corriamo, andiamo in palestra, saliamo le scale: mentre noi cerchiamo di consumare calorie, il nostro cervello fa di tutto per risparmiare energia

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WHAAAT? Il venerdì casual della scienza – Tutte le volte che scegliamo un pasto ipocalorico, che sudiamo sette camicie (letteralmente) in palestra o pensiamo “Da oggi in poi niente più ascensore, faccio le scale”, un elemento ci sfugge: il nostro sistema nervoso sta lavorando contro di noi, facendo del suo meglio per farci spendere quanta meno energia possibile. Anche in assenza di distrazioni esterne a influire su quanto consumiamo.

In pratica siamo progettati per la pigrizia, o perlomeno per salvare quanta più energia possibile. È quanto scoperto da Jessica C. Selinger, Shawn M. O’Connor, Jeremy D. Wong e J. Maxwell Donelan, i quattro ricercatori che sull’ultimo numero di Current Biology hanno pubblicato uno studio sul costo energetico di una camminata, applicabile – secondo loro – alla maggior parte dei movimenti che compiamo durante le nostre giornate. Una corsa per prendere l’autobus che sta partendo, un passo veloce per raggiungere un conoscente visto per strada, un saltello su per le scale dell’ufficio.

“Abbiamo scoperto che le persone cambiano rapidamente il modo in cui camminano – comprese le caratteristiche dell’andatura che hanno preso forma nel corso di migliaia di passi durante la loro vita – in modo da risparmiare le energie”, spiega Donelan, leader dello studio. “Il che è assolutamente in linea con il fatto che tutti noi preferiamo fare le cose con il minimo sforzo possibile, un po’ come quando scegliamo il percorso più breve, o decidiamo di sederci invece di rimanere in piedi”.

Queste scelte vi sono familiari? Già. “Ora abbiamo fornito delle basi psicologiche a sostegno di questa pigrizia”, continua Donelan, “dimostrando che  anche quando facciamo movimenti molto conosciuti come la camminata, il nostro sistema nervoso monitora il consumo di energia e ottimizza continuamente il modo in cui ci spostiamo. Una gara costante per poter, passo dopo passo, muoverci nel modo più energeticamente ‘economico’ possibile”.

La magra consolazione emerge dal commento di Jessica Selinger, co-autrice della pubblicazione: “Devi essere intelligente per riuscire a essere così pigro!”. Ma in che senso? “Percepire e ottimizzare il consumo di energia così rapidamente e in modo tanto accurato è una caratteristica straordinaria di una parte del nostro sistema nervoso”, perciò non è da dare per scontata. Anche perché il nostro modo di spostarci, considerato l’enorme numero di strade che possiamo prendere per andare da un luogo all’altro, è il risultato di un processo evolutivo ma anche conseguenza dell’apprendimento che mettiamo in atto ogni giorno.

Per studiare la camminata e far sì che i partecipanti allo studio si muovessero in modo diverso (e meno “economico”) rispetto al solito, i ricercatori hanno fornito loro degli esoscheletri robotici, chiedendo di spostarsi da un punto A a un punto B. Fino a che punto il nostro corpo può adattarsi, rispondendo a input fisiologici in tempo reale? Si sono chiesti i ricercatori. E dentro un esoscheletro robotico, siamo abbastanza sicuri che qualsiasi lezione imparata su come si cammina sia diventata improvvisamente inutile. “Qualsiasi strategia elaborata nel corso dell’evoluzione era per loro obsoleta, come essere in un nuovo mondo”, commenta Selinger.

L’esperimento ha confermato quello che si aspettavano i ricercatori: siamo in grado di adattare la frequenza dei passi e il modo di spostarci per rispondere a un nuovo “optimum energetico”, e ci riusciamo nel giro di pochissimo. Minuti. Un lavoro che il nostro cervello si impegna a fare persino se il risparmio è trascurabile, per esempio meno del 5% di energia. Come fa il nostro corpo a misurare con tanta precisione il costo energetico di ogni tipo di movimento? La domanda è ancora senza risposta, ma decisamente al centro delle prossime ricerche della squadra di Donelan. “Come facciamo a scoprire così rapidamente qual è la combinazione migliore?”, anticipa. Speriamo di scoprirlo presto.

@Eleonoraseeing

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Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: MilitaryHealth, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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