Fu un fungo il primo colonizzatore della terraferma

Il ruolo dei funghi nell'erosione delle rocce è stato fondamentale per aprire la strada all'invasione della terraferma da parte delle piante.

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È stato identificato il più antico fossile di un organismo vissuto sulla terraferma: risale a 440 milioni di anni fa. Crediti immagine: Martin R. Smith

SCOPERTE – Non aveva zampe, né occhi, né testa, ma fu il primo organismo a colonizzare la terraferma.Semplicemente perché era un fungo, il Tortotubus protuberans. A scoprirlo è stato Martin Smith dell’Università di Cambridge, il cui studio è stato pubblicato sul Botanical Journal of the Linnean Society.

Vissuto tra il Siluriano e il Devoniano, cioè circa 440 milioni di anni fa, il fungo era stato inizialmente scambiato per Ornatifilum lornensis a causa della somiglianza tra i suoi filamentosi stadi giovanili e quest’ultimo.

Come tutti gli altri funghi evolutisi di lì a poco, svolse un ruolo chiave nella storia della vita sulla Terra: aggredendo le rocce, le corrose sino a trasformarle in terreno, elemento necessario per lo sviluppo di organismi più complessi (piante in primis). Decomponendo batteri e alghe azzurre, questi funghi primordiali diedero avvio al cosiddetto ciclo dell’azoto.

“Nel periodo in cui esisteva questo organismo, la vita era quasi del tutto limitata agli oceani: sulla terraferma non si era già sviluppato nulla di più complesso che semplici piante simili a muschi e licheni” sottolinea Smith, ora di stanza alla Durham University.

Il Tortotubus vantava una morfologia e un modello di crescita molto simile a quella dei “funghi superiori” (quelli raggruppati nel sottoregno Dikarya), oltre che la formazione di un micelio differenziato. La struttura era tubulare, in cui le ramificazioni successive si ripiegavano sul filamento primario finendo per avvolgerlo: una soluzione che consente alle colonie degli esemplari attuali di distribuire in modo uniforme i nutrienti.

Uno studio reso possibile da una serie di microfossili estratti in Svezia e Scozia, tutti più piccoli della sezione di un capello umano. Noti già dagli anni Ottanta, solo ora sappiamo che rappresentano una forma giovanile di Tortotubus e non un’altra specie: si tratta di un micelio, cioè dei filamenti simili a radici che i funghi usano per estrarre le sostanze nutritive dal terreno.

“Ma prima che ci fossero piante da fiore o alberi (o gli animali che dipendono da essi) – aggiunge Smith – dovevano affermarsi i processi di putrefazione e formazione del suolo”. I quali avvennero grazie a questi antichissimi funghi, che oggi permettono di colmare una consistente lacuna della storia della vita sul nostro pianeta.

Leggi anche: L’arte preistorica siciliana e l’evoluzione umana

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

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