Giornata mondiale sulla sindrome di Down

Parte la campagna di sensibilizzazione di CoorDown “How do you see me?”

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Oggi, 21 marzo, è la giornata mondiale dedicata alla Sindrome di Down. In questa occasione il CoorDown Onlus lancia una campagna di sensibilizzazione per diffondere una cultura della diversità.

SENZA BARRIERE – Spesso uno sguardo può fare la differenza. Può mettere a proprio agio la persona alla quale è indirizzato o ridurla ai margini, facendola sentire estranea o diversa. La piena inclusione delle persone con sindrome di Down passa anche da qui: dal modo di vedere gli altri, dai pregiudizi e dalle possibilità di vivere una vita piena che la società gli offre. In occasione della Giornata mondiale sulla sindrome di Down, il CoorDown Onlus – Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down – lancia la campagna di sensibilizzazione “How do you see me?“, alla lettera “Tu come mi vedi?”, volta a diffondere una cultura della diversità e a dimostrare come spesso le persone Down siano vittime di discriminazioni basate su preconcetti e aspettative stereotipate.

Al centro della campagna vi è l’omonimo cortometraggio che vede come protagonista AnnaRose Rubright, studentessa universitaria diciannovenne del New Jersey, affetta da Sindrome di Down.  AnneRose vive a casa con i suoi genitori, ha cinque sorelle più giovani, due cani e un gatto. Frequenta il “Rowan College at Burlington County”, lavora part-time al “Breakthru Physical Therapy and Fitness” nella sua città, pratica il nuoto e gioca a basket con Special Olympics NJ. La sua è una vita piena di significato, ricca di opportunità, di amicizie e di affetto ma anche di sfide e momenti di difficoltà, come rappresentato alla perfezione nel breve filmato realizzato da CoorDown.

Il ruolo di AnneRose è interpretato dall’attrice statunitense Olivia Wilde, nota per aver ottenuto varie parti in serie televisive quali Dottor House e Vinyl, e solo nell’ultima scena, cede il ruolo di protagonista alla ragazza. Il film mira a evidenziare come anche le persone Down possano vivere una vita comune, senza privazioni o limitazioni. Punta, inoltre, a sottolineare, con un magistrale escamotage scenico, come la percezione della diversità e il pregiudizio siano, in realtà, negli occhi di chi guarda. Così, il CoorDown con la campagna “How do you see me?”, realizzata in collaborazione con DSi – Down Syndrome International, Down Syndrome Australia, Down’s Syndrome Association (UK), Fondation Lejeune e Les Amis d’Eléonore, dimostra ancora una volta di saper realizzare una comunicazione efficace e vincente. Già in passato, infatti, CoorDown, con iniziative quali “Dear Future Mom” e “The Special Proposal” aveva raggiunto l’obiettivo di diffondere notizie e sensibilizzare le persone su questioni quali l’attesa di un figlio affetto da  trisomia 21 e il desiderio delle coppie con sindrome di Down di vivere in modo autonomo sotto lo stesso tetto.

Il video sarà presentato oggi alla Conferenza del World Down Syndrome Day dal titolo “My Friends, my community – The benefits of inclusive environments for today’s children and tomorrow’s adults “, che si terrà a New York nel quartier generale delle Nazioni Unite.  All’evento parteciperanno anche il presidente di CoorDown Onlus Italia Sergio Silvestre, che si è dichiarato soddisfatto degli obiettivi raggiunti: “Siamo orgogliosi di essere capofila anche quest’anno di un ambizioso progetto di comunicazione internazionale in collaborazione con altre associazioni e con lo straordinario supporto, per la quinta volta consecutiva, di Saatchi & Saatchi. Con questo film vogliamo contribuire a un cambiamento culturale: solo quando la disabilità sarà percepita come una delle sfaccettature della diversità si potrà davvero fare inclusione, riconoscendo l’unicità di ogni individuo. L’obiettivo è far volgere lo sguardo oltre gli stereotipi, costruire un nuovo immaginario collettivo e promuovere un’alfabetizzazione alla disabilità”.

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2 Commenti su Giornata mondiale sulla sindrome di Down

  1. Sono sempre molto felice quando i blog che seguo danno visibilità a questo tipo di iniziative.
    Mi piacerebbe segnalare, a tale proposito, la docufiction “Hotel 6 stelle” (http://www.hotel6stelle.rai.it/) che andò in onda su Rai 3 l’anno scorso: una delle poche iniziative veramente pregevoli e meritevoli promosse dalla TV italiana in generale, ottima per sensibilizzare su questo argomento.

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