Il futuro dell’acqua è nell’aria

L'organizzazione non-profit X Prize Foundation premierà il progetto più innovativo per ricavare l'acqua dall'aria

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Circa 780 milioni di persone al mondo hanno problemi di accesso all’acqua potabile. Crediti immagine: Department of Foreign Affairs and Trade

AMBIENTE – Siamo a corto d’acqua. Sembra un’affermazione paradossale dato che siamo abituati a vederla ovunque attorno a noi: il 71% della superficie della Terra ne è ricoperto. Tuttavia solo il 3% dell’acqua del nostro pianeta è potabile. Da questa piccola percentuale dobbiamo sottrarre tutta l’acqua racchiusa nei ghiacciai che è, di fatto, inaccessibile.

Le grandi falde acquifere sotterranee rappresentano la nostra fonte primaria di accesso all’acqua. Le principali falde al mondo sono 37 e secondo uno studio pubblicato sulla rivista Water Resourcers Research ed effettuato utilizzando i dati satellitari della NASA, 21 di esse non godono di buona salute, anzi. Già nel 2015 più della metà dei più grandi bacini acquiferi sotterranei ha superato abbondantemente il limite di sostenibilità: preleviamo molta più acqua di quanto la natura possa fornirci.

Se si considerano questi dati non sorprende il fatto che circa 780 milioni di persone al mondo abbiano seri problemi di accessibilità all’acqua e siano esposte ai rischi di malattie che sono la diretta conseguenza di questa situazione. Le previsioni per gli anni futuri non sono rincuoranti. Si stima che nel 2025 un miliardo e 800 milioni di persone vivranno in aree in cui la scarsità d’acqua sarà assoluta e che due terzi dell’intera popolazione mondiale dovrà fronteggiare un regime di consumi molto al di sotto di quelli a cui siamo abituati oggi. Al momento non esiste una soluzione a questo problema. La desalinizzazione o il trattamento delle acque reflue sono una realtà ma, al contempo, non rappresentano un metodo adeguato e sostenibile per affrontare l’ennesima sfida lanciata dall’essere umano nei confronti del suo stesso pianeta.

L’opportunità arriva dall’alto, dall’atmosfera terrestre per la precisione, e la X Prize Foundation, l’organizzazione non-profit creata per incentivare innovazioni tecnologiche rivoluzionarie, l’ha raccolta lanciando il Water Abundance X PRIZE.

L’aria che ci circonda, infatti, contiene circa 12 900 chilometri cubi d’acqua. Una quantità gigantesca che sarebbe in grado, da sola, di soddisfare il fabbisogno annuale di ogni persona. Il premio consiste in un milione e 750 mila dollari di incentivo a chiunque sia in grado di presentare un progetto per ricavare l’acqua dall’aria.

Come già successo con l’Ansari X Prize – 10 milioni di dollari per chi riuscisse a lanciare per due volte in due settimane un veicolo spaziale riutilizzabile con equipaggio umano – l’obiettivo è quello di superare sfide estremamente complesse, travalicando confini e settori disciplinari. Il vincitore o la vincitrice dovrà consegnare il progetto per un dispositivo capace di estrarre dall’atmosfera un minimo di 2000 litri d’acqua al giorno, utilizzando al 100% energie rinnovabili e con un costo finale al dettaglio di non più di due centesimi di dollaro per litro d’acqua.

Per raccogliere la sfida e contribuire a cambiare radicalmente le sorti del consumo d’acqua del Pianeta Terra è possibile iscriversi qua.

@gianlucaliva

Leggi anche: Desalinizzare l’acqua? Proviamo con un (nuovo) nano-materiale

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.

Informazioni su Gianluca Liva (24 Articles)
MA in Storia Contemporanea - Radio24 - TW: @livagianluca

2 Commenti su Il futuro dell’acqua è nell’aria

  1. Ruggero Revelli // 11 novembre 2016 alle 8:56 // Rispondi

    E se il vapore d’acqua fosse il primo gas serra, non previsto però da IPCC ?

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