AmazonCam, la citizen science svela la fauna dell’Amazzonia

Più di 100 fototrappole tra fiumi, paludi e foreste impenetrabili: è il progetto di citizen science AmazonCam, che studia i misteriosi ed elusivi abitanti della foresta amazzonica

Un cane dalle orecchie corte immortalato dalle fototrappole con il suo cucciolo in bocca. Fotografia di Wired Amazon/ AmazonCam Project/ San Diego Zoo Global

SPECIALE GIUGNO – Il cane dalle orecchie corte, anche detto volpe dalle orecchie corte, è uno dei più elusivi abitanti della foresta pluviale amazzonica. Difficile da individuare, colorazione mimetica, furtivo e diffidente di fronte a qualsiasi apparecchio emetta strane luci o sul quale possa sentire le tracce di un odore umano. Per questo motivo quando Daniel Couceiro se ne è trovata di fronte una con un cucciolo in bocca, immortalata da una fototrappola nella foresta peruviana, è rimasto sbalordito.

Couceiro è un ecologo e biologo di Rainforest Expeditions, una compagnia di ecoturismo che promuove il turismo sostenibile e rispettoso nelle foreste pluviali, casa di innumerevoli specie vegetali, uccelli, rettili, anfibi e di mammiferi carismatici come giaguari, pecari, scimmie ragno, formichieri, puma, tapiri e margay. Una casa minacciata dalla deforestazione e da tutte le attività umane, della quale sappiamo ancora poco proprio per la sua natura impenetrabile e, per gli occhi umani, addirittura ostile.

A ogni nuova specie descritta in questi ambienti così impenetrabili, gli scienziati dicono sempre la stessa cosa: la abbiamo appena scoperta ma è probabile che sia già minacciata. La stessa volpe dalle orecchie corte, Atelocynus microtis, è classificata come quasi minacciata sulla Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. A metterla in pericolo è la distruzione e frammentazione del suo habitat, ma anche la presenza di cani domestici che trasmettono loro patologie come la parvovirosi (causa di mortalità anche tra i lupi italiani, che vengono contagiati anch’essi dai cani vaganti nei parchi naturali).

Conoscere meglio gli abitanti della foresta amazzonica e poter stimare la popolazione dei più elusivi è tra gli obiettivi di Couceiro, che l’ha messo in pratica con un progetto di citizen science. Si tratta di AmazonCam Tambopata, una rete di oltre 100 fototrappole a controllo remoto che copre circa 80 chilometri quadrati di foresta, da Refugio Amazonas fino al centro di ricerca Tambopata. Le fotocamere si attivano con i cambiamenti di temperatura e con il movimento, che si tratti dei passi felpati di un giaguaro o della maestosa passeggiata di un formichiere gigante.

Nel 2016 Couceiro si è avventurato tra paludi, fiumi e fronde, nel fitto della vegetazione, per assicurare una alla volta le fototrappole della rete. A luglio il sistema è entrato in funzione e da allora ha regalato agli occhi degli scienziati – ma non solo! – una quantità di immagini incredibile.

Fotografia di Wired Amazon/ AmazonCam Project/ San Diego Zoo Global

Diciamo non solo perché è qui che entra in gioco la citizen science. Le fotografie vengono caricate da Couceiro e dai suoi collaboratori su una piattaforma dedicata, Zooniverse, dove chiunque può registrarsi e dare una mano nell’identificazione delle specie finite nell’obiettivo. A coordinare il progetto di AmazonCam è il biologo conservazionista Mark Bowler, del San Diego Zoo Global.

È proprio una di queste fototrappole ad aver scattato la prima foto di un cane dalle orecchie corte con i suoi cuccioli, diffusa ad aprile. Nella serie di fotografie si vede il canide arrivare camminando dritto verso la fotocamera, per poi farvi ritorno, circa un’ora dopo, con il piccolo stretto in bocca.

Di come questo canide, i grandi felini e le altre specie sfruttino il territorio della foresta, di quanto sia grande l’areale di un individuo ma anche dello status di conservazione di molte popolazioni, siamo pressoché all’oscuro. Se i dati storici raccontano una situazione, monitorare gli animali in diversi punti della foresta potrebbe dare risultati molto diversi sul loro status. Tra i protagonisti dell’attività di ricerca legata ad AmazonCam c’è il giaguaro, che è allo stesso tempo specie bandiera di questi ambienti e uno dei felini più misteriosi proprio per la difficoltà di studiarlo nel suo habitat.

Oltre a dare accesso a immagini che fanno viaggiare fino alla foresta amazzonica (stando comodamente seduti nel proprio studio con un caffè), AmazonCam premia i suoi citizen scientist con dei crediti, i Travel Credits, che possono essere usati per una permanenza nei lodge del progetto nella cosiddetta Science Season. E l’esperienza di citizen scientist fa un passo in più: si partecipa alla gestione delle fototrappole e si lavora fianco a fianco con i biologi del progetto.

Perché la bellezza della “scienza dei cittadini” è questa: da una parte la ricerca ha bisogno dell’aiuto di molti più occhi, mani e cervelli di quanti effettivamente ce ne siano sul campo, per raccogliere dati affidabili e duraturi. Dall’altra partecipare ci fa sentire di poter fare la differenza, ci avvicina a temi di cui sentiamo parlare così spesso che diventano quasi concetti astratti e lontani da noi ( “l’ambiente”, “il buco nell’ozono”, “la foresta pluviale”). Ma non lo sono, perché da questi polmoni verdi, dal destino dei loro abitanti e da tutti gli ecosistemi del pianeta dipendiamo tutti noi.

@Eleonoraseeing

Leggi anche: Le foreste pluviali e la grande bellezza della natura

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Informazioni su Eleonora Degano ()
Giornalista scientifica freelance e traduttrice editoriale specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; dal 2013 collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e il magazine OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro, «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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