Il “caro plagiario” fa carriera

Sei mesi dopo la scoperta del suo "odioso crimine", il dietologo Carmine Finelli continua a rubare i lavori altrui.

Risultati immagini per peer reviewIL PARCO DELLE BUFALE – Nel mondo della ricerca bio-medica la banda Tarantino-Finelli è diventata celebre per gli scippi quando nel dicembre scorso Annals of Internal Medicine pubblicò la lettera a un “Dear plagiarist“. Era indirizzata da un ricercatore americano a Carmine Finelli, il revisore che ne avevo bocciato un articolo per poi pubblicarlo altrove con la propria firma e quella di alcuni colleghi.

Quella refurtiva è stata ritrattata e la stessa cosa è accaduta la settimana scorsa alla pubblicazione di uno scippo multiplo che Finelli, Saverio Gioia e Nicolina La Sala avevano comprato dall’editore Hindawi. Lungimirante, Finelli aveva già tappato i buchi del proprio curriculum con un editoriale e il capitolo di un libro, entrambi per editori predoni.

L’editoriale commenta un esperimento clinico con la dieta mediterranea, uscito su The Lancet Diabetes & Endocrinology. Consiste in frasi di Wikipedia mescolate a caso con altre prese nei sunti degli articoli citati in nota. (La custode del Parco lascia ai lettori il piacere di risalire da soli alla fonte originale delle autocitazioni…)

Il capitolo 6 di Anti-Obesity Drug Discovery and Development, vol. 3, “Unravelling Potential Anorexigen Effects of Nesfatin-1: How Homeostatic Mechanisms Help Balance Excess Calories è sempre un montaggio di testi altrui, ovviamente, ma ha la particolarità di essere giunto al terzo riciclaggio.

Nel 2014, era uscito su EXCLI Journal come “Nesfatin-1: role as possible new anti-obesity treatment” con le firme di Carmine Finelli, Giuseppe Martelli, Rocco Rossano, Maria Carmela Padula, Nicolina La Sala, Luigi Sommella e Giovanni Tarantino. Pochi mesi dopo gli stessi autori meno Giovanni Tarantino ne acquistavano la riproduzione sul Journal of Obesity & Weight Loss Therapy del truffatore OMICS.

Nel libro tuttavia, Finelli ha aggiunto plagi quasi inediti oltre a quelli documentati su PubPeer, uno sforzo che sembra apprezzato dai suoi superiori. Si dichiara infatti del

Department of Emergency and Internal Medicine Ospedale S. Maria della Pietà-ASL Napoli 3 Sud, Nola (Napoli), Italy

e non della modesta Azienda Sanitaria di Chiaromonte, in provincia di Potenza, dove risulta tuttora dirigente medico. Dal 1. agosto 2016 usufruiva

dell’aspettativa non retribuita per mesi otto, per aver ricevuto incarico di lavoro a tempo pieno e determinato dalla ASL Napoli 3

Complimenti al “Dear plagiarist“, a chi gli ha rinnovato l’incarico in una sede più prestigiosa, al Ministero della Salute, a quello per la Ricerca e ai contribuenti che lo retribuiscono perché discrediti del suo meglio la maggioranza dei ricercatori onesti.

Leggi anche Revisione con scippo V: la pista napoletana

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

4 Commenti su Il “caro plagiario” fa carriera

  1. Chiedo scusa per la banalità delle mie domande: ma quando tu parli di “comprato” e “acquistato la riproduzione” cosa significa? E ritrattato sta per ritirato?
    E chi è “scippato” perché non si rivolge alle autorità per avere giustizia?
    Forse in campo scientifico sarebbe necessaria una somma commissione che giudichi il comportamento di autori, editori e riviste e faccia denuncia se necessario alle autorità pubbliche.

  2. Silvio Silvetti,

    “comprato” e “acquistato” significa che gli autori hanno pagato l’editore di una rivista per pubblicare un testo. In questo caso, l’editore viola le leggi sul copyright perché il testo è stato sottratto illegalmente (scippato) ad altri autori ed editori.

    “ritrattato” significa che il direttore e l’editore della rivista, anche senza il consenso degli autori, eliminano l’articolo o scrivono che non è valido. Normalmente “ritirato” (withdrawn) si dice quando gli autori si accorgono di errori e intendono ripubblicarlo una volta corretto.

    sarebbe necessaria una somma commissione.

    ogni università, centro di ricerca, ente di cura, ordine professionale ne ha una, ma in Italia fanno finta di niente finché non ci sono vittime. In questo caso le vittime siamo noi contribuenti.

    denuncia se necessario alle autorità pubbliche

    gli editori truffaldini stanno in paesi nei quali le autorità pubbliche fanno finta di niente. Un anno fa la Federal Trade Commission degli Stati Uniti ha intentato un processo per frode a OMICS perché ha una sede in Nevada (in realtà una casella postale da un attorney specializzato nell’ospitare “Corporations” dubbie). Ma l’azienda, per così dire, sta tranquilla in India ed è più attiva che mai – in tutto il mondo, Italia compresa.

  3. p.s. buone domande, grazie! Ne scrivo da tanto tempo (inutilmente, mi sa) che do parecchie cose per scontate.

  4. Sì, è stata la mia stessa impressione; ma i suoi scritti non sono inutili, e sono lieto di leggerla.

1 Trackback / Pingback

  1. Cross blogging - Ocasapiens - Blog - Repubblica.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: