Un fossile riscrive la storia della conquista della terraferma

Aveva le branchie come un pesce ma cacciava come un coccodrillo. E poteva anche camminare. È a causa di questo nuovo, strano animale, che si potrebbe riscrivere la storia evolutiva che spiega il passaggio dei nostri antenati dalle acque alla terraferma.

La sua anatomia suggerisce che era un predatore di agguato che si appostava appena sopra il fondale, scattando verso tutti i pesci più piccoli che gli nuotavano troppo vicino, come fanno oggi alcune rane pescatrici. Crediti immagine: Brian Choo

SCOPERTE – Scoperto nel 2002 in una cava della regione di Ningxia, nella Cina settentrionale, il fossile di Hongyu chowi è stato descritto soltanto oggi da Min Zhu dell’Istituto di Paleontologia dei Vertebrati e Paleoantropologia dell’Università di Pechino e dal collega svedese Per Ahlberg dell’ateneo di Uppsala. Lo studio è stato pubblicato su Nature Ecology & Evolution.

Lungo circa un metro e mezzo, visse tra i 370 e i 360 milioni di anni fa e appartiene a una nuova specie di pesce a pinne lobate, un gruppo che proprio nel suddetto periodo iniziò a trasformarsi in animali terrestri a quattro zampe, da cui si originarono rettili, anfibi e mammiferi.

Fossili come quello (celebre) di Ichthyostega hanno rivelato molte delle tappe di questo grande evento evolutivo. L’albero delle specie coinvolte è rimasto stabile sin dalla fine del XX secolo, anche quando nuove specie sono venute alla luce, come le recenti Tungsenia e Tiktaalik.

Ma quando i ricercatori hanno provato a inserire Hongyu nel quadro, ecco che esso non vi si adattava facilmente. Pur avendo molti tratti degli animali terrestri, ne era legato solo alla lontana.

Questo perché, sotto alcuni aspetti, il nuovo arrivato sembra un pesce predatore dei rizodonti, che si sarebbero distaccati dai pesci a pinne lobate ben prima che tale gruppo desse origine ai tetrapodi terrestri.

Il dottor Ahlberg sottolinea però quanto Hongyu vanti degli aspetti sorprendentemente simili a quelli visti nei tetrapodi più antichi e nei loro parenti pescatori più vicini, il gruppo estinto degli elpistostegidi. Questi avevano sia un cinto scapolare che una regione di supporto per gli opercoli delle branchie.

A detta dei ricercatori, può essere giusta solo una delle due seguenti ipotesi. La prima è che Hongyu sia una sorta di rizodonte che abbia evoluto in maniera indipendente spalle e coperture branchiali tipici di un tetrapode. La seconda è che i rizodonti sarebbero legati ai tetrapodi e agli elpistostegidi più strettamente di quanto abbiamo pensato finora. Però ciò implicherebbe anche un certo grado di evoluzione indipendente di tratti simili, in quanto i rizodonti verrebbero ricollocati tra due gruppi che hanno molte caratteristiche in comune, le quali si sarebbero evolute indipendentemente.

Hongyu chowi è interessante anche per il suo stile di vita insolito”, afferma Ahlberg. “La sua anatomia suggerisce che era un predatore di agguato che si appostava appena sopra il fondale, scattando verso tutti i pesci più piccoli che gli nuotavano troppo vicino, come fanno oggi alcune rane pescatrici. Hongyu è uno dei primi esempi di questo stile di vita.”

La ricerca quindi confermerebbe un vecchio sospetto: quello che vi fosse un’evoluzione ‘parallela’ tra i rizodonti, gli elpistostegidi e i primi tetrapodi.

Leggi anche: L’evoluzione è negli occhi di chi guarda (o nella lingua di chi assaggia)

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

4 Commenti su Un fossile riscrive la storia della conquista della terraferma

  1. Il titolo dell’articolo non corrisponde al titolo originale del paper: “A Devonian tetrapod-like fish reveals substantial parallelism in stem tetrapod evolution” (traduzione: un pesce tetrapodomorfo del devoniano rivela importanti parallelismi nell’evoluzione dei primi tetrapodi). Infatti, questo fossile NON riscrive nessuna storia, ma semplicemente aggiunge informazioni su quella che è probablimente una meravigliosa storia evolutiva di tentativi di vari gruppi di pesci a pinne lobate di interagire piu o meno con la terraferma o comunque di usare le proprie pinne per funzioni diversi dal nuoto (muoversi tra le mangrovie, cacciare a pelo dell’acqua, etc). L’articolo è importante perchè contribuisce ad avere nuove informazioni su questi gruppi di pesci a pinne lobate che sono sulla linea di tetrapodi, ma, come sapevamo già, ci conferma che il passaggio non è stato graduale e semplice come si narra, ma fatto di tentativi, evoluzioni parallele, estinzioni, convergenze morfologiche, etc (cosa, per altro, comune a molti altri “grandi passaggi evolutivi”). Quindi, per favore, non scrivere che riscrive la storia, perchè non lo fa, e a ben vedere non è neanche particolarmente collegato alla terraferma.

  2. Che quello strano animale sia un “antenato” non c’è nessun dubbio, ma che sia un “nostro” antenato lo può credere soltanto l’estensore del titolo di cui sopra.

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