martedì, Dicembre 18, 2018
STRANIMONDI

A dieci anni dalla Crisi: 4 film per esplorare i temi di economia e finanza

Economia e finanza ci sembrano temi distanti, ma impattano la vita di tutti i giorni. Ecco perché il cinema può darci ottime chiavi di lettura, con un linguaggio tecnico ma non troppo.

STRANIMONDI – Ottobre 2018 è il Mese dell’educazione finanziaria. L’iniziativa è promossa dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, istituito nel 2017 dal Ministero dell’Economia e dal Ministero dell’Istruzione e prevede attività ed eventi al fine di aumentare la sensibilizzazione dei cittadini sui temi economico-finanziari.

Questi temi molto spesso sono avvertiti come distanti, veri e propri “stranimondi” troppo complicati ma che in realtà sono molto vicini e spesso impattano la vita di tutti i giorni. Lo dimostrano gli effetti concreti sulla vita quotidiana lasciati da una crisi, la Grande Recessione, nata nel mondo dell’alta finanza americana e propagatasi a macchia d’olio dagli USA all’Europa con un’onda lunga che ha coinvolto occupazione, risparmi, tagli ai servizi, liquidità e prestiti.

Per questo motivo anche la nostra rubrica partecipa al Mese dell’educazione finanziaria proponendo l’analisi di quattro film che possono essere ottime chiavi di lettura per affrontare il tema economico-finanziario e in particolare la storia, le cause e gli effetti della crisi del 2008.

La grande scommessa (The Big Short) di Adam McKay, 2015

Iniziamo con un titolo che è un compendio eccezionale per capire dall’interno i meccanismi che hanno portato esattamente 10 anni fa (15 settembre 2008) al crack di Lehman Brothers e alla Grande Recessione, la crisi finanziaria più grave dal tempo della Grande Depressione del 1929. Il film trae spunto dal libro omonimo del giornalista economico e saggista americano Michael Lewis.

Il libro è tradotto in italiano con il titolo Il grande scoperto: “short” in inglese si riferisce proprio alla vendita allo scoperto, che in gergo significa scommettere sul verificarsi di un evento negativo sul mercato. Libro e film narrano la storia di una serie di personaggi (Steve Eisman, Greg Lippmann, Micheal Burry, Charlie Ledley e Jaimie Mai) che hanno scommesso sul crollo del mercato immobiliare degli Stati Uniti quando questo settore sembrava invincibile e incrollabile. In realtà la bolla immobiliare era un Titanic guidato da un equipaggio inconsapevole (o corrotto) che non si era accorto (o aveva nascosto) l’urto contro l’iceberg.

I protagonisti del libro invece leggono sin dal 2005 le crepe di un intero sistema e, rimanendo nella metafora, comprano in tempi non sospetti l’equivalente di una bella fornitura di scialuppe che frutterà loro moltissimi soldi al momento dell’esplodere della crisi nel settembre 2008. Il saggio è scritto con una prosa incalzante e con poche concessioni alla didattica, mentre il film si prende qua e là qualche momento di spiegazione ulteriore, sebbene con un tono e uno stile perfettamente coerenti all’interno della narrazione.

Il cast del film è di prim’ordine (Christian Bale, Steve Carrell, Brad Pitt, Ryan Gosling), il montaggio risulta estremamente snello e molto efficace, la regia distilla con intelligenza sarcasmo e momenti riflessivi.

The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, 2013

Apparentemente non è un film sulla crisi economica del 2008. È invece incentrato sulla figura di Jordan Belfort, il lupo di Wall Street, interpretato da Leonardo DiCaprio. La storia del broker americano è tratta dall’autobiografia di Belfort. Scorsese costruisce un film molto lungo (quasi tre ore) ma infarcito di scene memorabili. Alcuni esempi? Ne scegliamo tre.

Lo straordinario dialogo iniziale tra Belfort e il suo mentore Mark Hanna, un Matthew McConaughey in forma strepitosa, la seconda è il monologo di Belfort ai suoi dipendenti, la terza è la scena che descrive l’ “illuminazione” del socio del protagonista, Donnie Azoff (Jonah Hill) che, completamente stordito da una potente droga, intuisce un redditizio investimento sulle scarpe di Steve Madden.

Il film è uno spaccato molto americano su un mondo molto americano: Hollywood che parla di Wall Street è l’America che parla dell’America all’ennesima potenza. Il racconto di Scorsese però riesce a non scadere nell’autoreferenzialità con un linguaggio ironico e tagliente che mette alla berlina senza compiacimento i vizi capitali dell’alta finanza. Su tutti un’avidità senza pari, che porta i personaggi a scelte che vanno ben oltre la ragionevolezza e anche ben oltre la legge.

Belfort e soci fanno un continuo, inesausto e frenetico uso di droghe sintetiche. Una capacità di giudizio fuori controllo e una sfrenata ricerca di denaro senza alcun limite: vi ricorda nulla? Sebbene incentrato su vicende differenti, il film rivela dei tratti del mondo della finanza profondamente connessi alla crisi del 2008. Quella crisi, infatti, fu essa stessa un distillato dei vizi strutturali del sistema Wall Street, che Scorsese racconta con grande efficacia.

Inside Job di Charles Ferguson, 2010

Inside Job è un documentario del 2010 che al momento dell’uscita fu un vero e proprio cult. Il film è costruito su schemi che richiamano lo stile dei docufilm-inchiesta di Michael Moore e nella versione originaria è narrato dalla voce di Matt Damon. Il film ha il merito di tradurre in modo molto chiaro alcuni passaggi di alta finanza che spesso sono oscuri persino agli esperti, aiutando lo spettatore a non perdersi troppo mentre ascolta di CDO, CDS, ABS, “cartolarizzazione”, “derivati”, eccetera.

Il documentario uscì negli USA nel 2010, ovvero a due anni dallo scoppio della crisi e a metà del primo mandato di Barack Obama alla Casa Bianca. Ebbe un impatto dirompente, poiché non si limitava a indagare le cause sistemiche e i vizi del sistema ma metteva anche a nudo la scarsa capacità della politica di porre un freno ai colossi di Wall Street.

Too big to fail di Curtis Hanson, 2011

I limiti della politica statunitense, che a posteriori si dimostra clamorosamente miope nel valutare e (non) risolvere la crisi di Lehman Brothers, sono aspetti centrali nel film in Too big to fail (“troppo grande per fallire”), film per la televisione prodotto da HBO e tratto dall’omonimo libro di Andrew Ross Sorkin.

I protagonisti del film sono Ben Bernanke (Paul Giamatti) e Henry Paulson (William Hurt), rispettivamente capo della Federal Reserve e Segretario del Tesoro dell’amministrazione Bush Jr. nel 2008. Il film racconta i drammatici eventi che portarono dapprima a salvare la banca Bearn Sterns nella primavera 2008 fino alla decisione opposta nel lasciar fallire Lehman Brothers.

Una decisione che doveva togliere alibi a Wall Street, dare un segnale di forza dello Stato contro la finanza, facendo passare il concetto che nessuno è troppo grande per fallire. La storia dimostrò il contrario. Dopo il tracollo di Lehman gli USA fecero una clamorosa marcia indietro attuando una opposta strategia nel caso di AIG, il colosso assicurativo americano a un passo dal fallimento poche settimane dopo Lehman. AIG, a differenza di Lehamn, fu salvata dal Governo con un pesante piano di salvataggio pubblico.

Per approfondire

Seguire questi film può non essere semplicissimo. Nonostante gli sforzi di autori e registi per rendere tutto il più scorrevole possibile c’è un continuo riferimento a termini e strategie economico-finanziarie che, se non comprese, possono in parte limitare la fruizione della pellicola.

Per approfondire i temi finanziari rimandiamo al sito quellocheconta.gov.it, sito ufficiale dell’iniziativa del Mese dell’educazione finanziaria. Sul sito della Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) ci sono risorse utili per avvicinarsi ai termini e ai concetti della finanza, oltre a giochi e iniziative per capire come investire in modo responsabile e consapevole. Strumenti molto utili possono essere anche i podcast delle puntate di Focus Economia, del giornalista economico e vicedirettore di Radio24 Sebastiano Barisoni.

In particolare, nella settimana che ha preceduto il decimo anniversario del crack di Lehman – cioè le puntate di inizio settembre 2018 – Barisoni ha ripercorso i temi e le tappe della crisi, avvalendosi anche di interviste a numerosi esperti per spiegare in modo chiaro le cause, le conseguenze e l’eredità della Grande Recessione.

Segnaliamo anche i podcast di E la crisi bussò, di Alessandro Barbera, nei quali vengono approfondite le principali crisi economiche della storia. I podcast sono reperibili su a pagamento su Audible, ma una selezione – fra cui la puntata dedicata alla crisi dei mutui subprime – sono disponibili anche gratis su iTunes.

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Enrico Bergianti
Giornalista pubblicista. Scrive di scienza, sport e serie televisive. Adora l'estate e la bicicletta

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