sabato, 29 Febbraio, 2020
AMBIENTE

Quanto inquinano gli alberi di Natale?

Inquina meno l’albero di Natale sintetico o quello vero? Un po' di numeri per fare le proprie scelte in modo più consapevole

La neve, gli addobbi, i regali, il cibo: il Natale è un momento di gioia condivisa in famiglia, di spensieratezza e di riposo. Il suo simbolo è sicuramente l’albero decorato: un sempreverde, solitamente un abete, addobbato con luci e palline colorate, che esposto l’8 dicembre e rimosso il 6 gennaio segna l’inizio e la fine del periodo di festa. La tradizione dell’albero di Natale è molto antica: già i Celti e i Vichinghi lo utilizzavano come simbolo di forza e di vita. Essendo infatti buio per la maggior parte del tempo in questo periodo dell’anno nelle zone più a nord dell’Europa, il sempreverde che sopravviveva alla mancanza di luce era un buon auspicio per le comunità durante questi periodi difficili. Il cristianesimo lo assunse poi come simbolo di vita e del Natale, probabilmente a seguito di un mescolamento dei riti con la tradizione pagana, sebbene inizialmente ne avesse contrastato l’usanza.

Fu a nord del Reno, però, che l’abete decorato divenne comune prima nelle piazze poi nelle case di tutti a partire dal XVII secolo. In Italia la tradizione si è affermata più recentemente: nel nostro paese, infatti, si è iniziato a esporre e decorare gli alberi di Natale solo nel ‘900. Ma se l’albero e il suo addobbo sono diventati, insieme al presepe, simboli di questo periodo, è sicuramente giunto il momento di fare più attenzione all’ambiente e di domandarsi quanto la nostra scelta sia sostenibile.

Già qualche anno fa avevamo affrontato la questione dandovi consigli pratici, ma vediamo nel dettaglio quali sono i dati sull’inquinamento legati a questa tradizione natalizia ormai parte fondamentale delle feste di tutti noi.

Alberi veri o alberi di plastica?

Secondo un’indagine di Coldiretti circa l’88% delle famiglie italiane non rinuncia all’albero di Natale, e circa il 55% utilizza quelli sintetici.

Sebbene possa sembrare controintuitivo, in realtà ha impatto ambientale minore l’utilizzo di alberi veri rispetto a quelli finti, soprattutto se si tengono in vaso in giardino per riutilizzarli negli anni a venire. Questo perché anche se sradicare un albero non è sicuramente buono per l’ambiente, produrre degli alberi finti, solitamente di plastica, inquina molto di più che piantare alberi per poi venderli allo scopo di decorarli. Soprattutto perché spesso l’albero sintetico che compriamo è stato prodotto in ottica usa e getta e non è pensato per durare mentre invece, anche se lo si toglie dalla terra, l’albero vero continua ad assimilare CO2 e produrre ossigeno. Afferma infatti Campagnamica: “l’acquisto di un abete vero, a differenza di quanto spesso si crede, è molto più ecologico rispetto agli alberi in plastica che, essendo importati, comportano il consumo di petrolio e liberano gas ad effetto serra per la loro realizzazione e il trasporto”.

Secondo Coldiretti, gli alberi finti inquinano fino a 10 volte di più di quelli veri ed è stato rilevato che ogni anno in Italia vengono venduti circa 5 milioni di alberi di Natale in plastica e circa 3,5 milioni di alberi veri.

L’azienda Reno de Medici, che ha effettuato nel 2010 uno studio sull’impatto ambientale degli alberi di Natale, propone infine una terza alternativa: alberi di Natale di cartone riciclato, che fanno risparmiare la metà di immissioni di CO2 rispetto a quelli di plastica.

L’albero sintetico

Nello stesso anno anche PE Americas ha effettuato uno studio sull’inquinamento degli alberi di Natale. Se in generale la produzione di un albero di Natale sintetico è più inquinante della produzione di un albero vero, possiamo notare dai grafici come però comprare e smaltire un albero vero ogni anno sia poco sostenibile sul lungo periodo. Infatti, se un albero di Natale sintetico viene usato un solo anno e poi dismesso, inquinerà sicuramente di più dell’utilizzo di un albero vero per un anno. Ma se consideriamo di comprare ogni anno un albero vero e poi smaltirlo, sul lungo periodo (10 anni) sarebbe più sensato riutilizzare lo stesso albero di Natale finto per più di 10 anni. L’alternativa più sostenibile in assoluto è l’utilizzo dello stesso abete vero per più anni, ma non tutti hanno la possibilità e lo spazio di ospitare un abete vero.

L’abete vero

Secondo la Coldiretti, se si opta per l’albero vero, ovvero la scelta più ecosostenibile, è meglio scegliere alberi italiani, “che non sono stati trasportati per lunghe distanze con mezzi inquinanti”.

Sempre secondo lo studio di Coldiretti, la spesa media per un albero vero è di 42€, ma i prezzi più comuni variano tra i 10 e i 60€, con picchi fino ai 200€ per gli alberi più grandi. Circa il 90% degli alberi acquistati in Italia proviene da coltivazioni vivaistiche mentre il restante 10% dalle foreste, che vengono periodicamente sfoltite. Le zone italiane dove vengono prodotti maggiormente gli alberi che diventeranno le nostre decorazioni natalizie è la Toscana, nello specifico le provincie di Arezzo e Pistoia, oltre al Veneto.

Terminato il periodo natalizio, è bene non ripiantare nelle forese gli alberi che abbiamo addobbato , in quanto ciò potrebbe causare inquinamento ecologico o genetico. Secondo PFEC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), infatti, “collocarli in boschi significa creare potenziali problemi ecologici (l’abete non fa parte dei boschi naturali di pianura/collina) e di inquinamento genetico (non possiamo conoscere il patrimonio o le malattie dell’albero)”. Se possibile, è consigliato collocarli in un vaso (l’albero infatti è vivo) in balcone o in giardino, per riutilizzarli l’anno successivo. In caso ciò non fosse possibile, è necessario consultarsi con il vivaio in cui si è acquistato l’albero per lo smaltimento corretto.

Non solo alberi

Natale non è chiaramente solo albero addobbato. Cibi, regali, luminarie: secondo un’indagine di Campagnamica circa l’88% degli italiani non getta il cibo avanzato ma lo consuma in un secondo momento. Il 7% invece dichiara che non avanza nulla, il 2% lo regala in beneficienza e solo l’1%, ammette di gettare nei rifiuti il cibo avanzato. In merito ai regali, invece, un italiano su 4 ricicla i regali indesiderati vendendoli su internet (29%) o proponendoli come regalo per altri (30%). Le luminarie e le luci per illuminare l’albero casalingo inquinano molto se si tratta di luci a LED. Secondo uno studio di architetturaecosostenibile.it, è meglio “preferire quelle a LED a quelle ad incandescenza. Le prime, accese per un mese 5 ore al giorno, consumano 472 kWh, le seconde solo 3. Sono 350 kg di CO2 contro 2,5”.

Qui l’elenco eventi Campagna Amica dove acquistare alberi di Natale sostenibili


Leggi anche: Alberi e renne, esempi di un riscaldamento climatico sempre più aggressivo

Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Fotografia: Pixabay

Francesca Zanni
Ho frequentato un corso di Giornalismo Culturale e tre corsi di scrittura creativa dopo una laurea in Storia Culture e Civiltà Orientali e una in Cooperazione Internazionale. Ho avuto esperienze di lavoro differenti nella ricerca sociale e nella progettazione europea e attualmente mi occupo di editoria. Gattara, lettrice accanita e bingewatcher di serie TV.

1 Commento

  1. Io non ho il giardino (cit.), quindi se comprassi un albero vero dovrei buttarlo via ogni anno. Invece l’albero finto che ho l’ho comprato 15 anni fa e durerà ancora parecchio. Quella che va cambiata è la testa delle persone. Discorso simile dovreste fare per i giocattoli da spiaggia, che tante famiglie comprano in loco e poi gettano per ricomprarli l’anno successivo – solo per non doverseli portare appresso e riporre in cantina.

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