sabato, Settembre 25, 2021
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Forensis – la scienza del crimine: impronte di morsi

Dai processi alle streghe di Salem a oggi: le impronte di morsi sono ancora utilizzate in ambito forense, ma sono affidabili? Sicuramente lo è l'odontologia forense, che studia i denti per il riconoscimento dei cadaveri non identificati.

Il primo caso in cui furono utilizzate le impronte di morsi per condannare un presunto criminale è stato durante la caccia alle streghe di Salem, nel 1692. Il malcapitato fu infatti ritenuto colpevole di orrendi delitti solo sulla base di una presunta corrispondenza della sua dentatura con quella trovata sui corpi di povere vittime. Eppure con i modesti metodi dell’epoca era molto difficile poter provare una cosa del genere. Da allora, tuttavia, non sono mancate molte altre condanne di innocenti sulla base dei morsi lasciati sui corpi delle vittime. Nonostante ci siano molti studi in merito – ed esistano molte tecniche per la rilevazione dei morsi dei presunti assassini – non si tratta di una tecnica forense affidabile.

Ciò che è invece completamente affidabile (ed è una scienza riconosciuta) è l’odontologia forense, che si occupa di risalire all’identitĂ  dei cadaveri senza nome tramite lo studio dei loro denti. Questa scienza è, insieme all’antropologia forense, fondamentale per risalire in modo piuttosto certo all’identitĂ  della vittima tramite lo studio degli interventi ortodontici presenti e il confronto con eventuali radiografie o impronte dentali in possesso dei dentisti che le hanno eseguite. Quando si ha il sospetto che un corpo ritrovato appartenga a una certa persona, si possono infatti confrontare i denti del cadavere con le informazioni in possesso del dentista che ha avuto quella persona in cura quando era in vita. Non solo: quando il cadavere non presenta interventi ortodontici e non si può quindi effettuare questo tipo di confronto, la dentatura, se accuratamente analizzata, può dare molte informazioni su etĂ , sesso e fenotipo della persona il cui cadavere è stato ritrovato, contemporaneamente all’analisi antropometrica delle altre ossa. Per saperne di piĂą, godetevi la nuova puntata del nostro podcast Forensis!


La Sigla è Forging Stormbreaker di The Whole Other (Youtube Audio Library)

Musiche (Youtube Audio Library):

Medieval Astrology – Underbelly & Ty Mayer

A Call Is Upon Us – The 126ers

No.4 Piano Journey – Esther Abrami

Things Are Going Southampton – Verified Picasso

The Emperor’s New Nikes – DJ Williams

Cages – Density & Time

Fonti: Washington Post, Innocence Project, Forensic Odontology: The New Dimension in Dental Analysis, Forensic bitemark identification: weak foundations, exaggerated claims, Crimini e farfalle, Cristina Cattaneo e Monica Maldarella, Raffaello Cortina Editore, 2006.


Crediti immagini: youllneverknow via Pixabay

Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia. 

1 Comment

  1. Le scienze forensi sono innanzitutto scienze. Diventano ‘forensi’ quando i rilievi e le informazioni raccolte possono essere un ausilio nelle indagini giudiziarie. Apprezzabile lo sforzo della giornalista F. Zanni di promuovere in modo divulgativo le scienze forensi. Tuttavia, si corre il rischio di fare confusione inviando messaggi pericolosamente non tecnicamente corretti che potrebbero anche essere oggetto di strumentalizzazione nelle aule giudiziarie. Sento quindi il dovere di fare alcune precisazioni nella mia qualitĂ  di odontoiatra forense e di ricercatore di medicina legale.
    L’analisi forense di un morso umano di un adulto è una tecnica affidabile che appartiene all’odontologia forense. Ciò che viene impropriamente – ma sono certo ingenuamente – definito come “poco affidabile” dal Giornalista è semplicemente il limite di qualsiasi analisi fondata sullo studio di tracce lasciate sulla vittima o sulla scena del crimine.
    I riferimenti storici e gli errori giudiziari del sistema common law americano presentati nel podcast, concorrono a creare ulteriore confusione sulla utilitĂ  di questa analisi forense. Non ho difficoltĂ  ad ammettere la sussistenza di alcuni limiti oggettivi, come anche la necessitĂ  di una piĂą elevata qualificazione tecnico-forense prima di iscriversi spontaneamente nell’albo dei Periti di un Tribunale.
    Resto disponibile ad un dibattito sulla prova giudiziaria e sulla prova scientifica, che dovrebbe coinvolgere magistrati, avvocati, medici legali e odontoiatri forensi.
    Auguro buon lavoro alla dr.ssa Zanni.

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Francesca Zanni
Ho frequentato un corso di Giornalismo Culturale e tre corsi di scrittura creativa dopo una laurea in Storia Culture e CiviltĂ  Orientali e una in Cooperazione Internazionale. Ho avuto esperienze di lavoro differenti nella ricerca sociale e nella progettazione europea e attualmente mi occupo di editoria. Gattara, lettrice accanita e bingewatcher di serie TV.
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