giovedì, Novembre 26, 2020

archivebirra

Meglio una birra o un caffé?

Se re Artù partisse oggi alla ricerca del Sacro Graal, la coppa che assicurava la vita eterna, spererebbe di trovarci dentro una birra fresca piuttosto che un caffé espresso.

Birra, un gusto da dipendenza

CRONACA - Bionda, fresca, spumosa, e... amara! Spesso la birra al primissimo assaggio - della vita - non ha un gusto così piacevole eppure man mano che ci abituiamo a berla sentiamo l'esigenza di gustarla sempre di più. Talvolta troppo. Pare la cosa più ovvia (per un neuroscienziato) eppure nessuno ancora era andato a controllare se il gusto della birra vada a stimolare il rilascio di dopamina, specie nel corpo striato, un nucleo del cervello. Questo meccanismo infatti, è associato alle dipendenze negli esseri umani (come quelle dalle droghe per esempio, o da certi comportamenti molto pericolosi). L'aumento dei livelli di dopamina infatti avviene in concomitanza alla sensazione di ricompensa percepita da un individuo, un meccanismo che porta ad associare uno stato di benessere a un comportamento portando l'individuo a ripeterlo (il comportamento). Questo va bene con i comportamenti effettivamente benefici per il soggetto, per esempio quelli associati alla riproduzione, ma diventa nocivo per quei comportamenti che pur essendo dannosi (l'abuso di alcol e droghe, per esempio) provocano una forte sensazione di appagamento. Stranamente per quel che riguarda la birra, gli scienziati avevano dimostrato che anche solo vederla o sentirne l'odore scatena nel cervello quella cascata di eventi biochimici che porta all'innalzamento della dopamina, ma nessuno aveva controllato se il sapore provocasse la stessa reazione. Detto fatto, David Kareken e colleghi dell'Università dell'Indiana hanno colmato questa lacuna e hanno testato 49 soggetti con livelli differenti nell'assunzione abituale di birra, dai "social drinker" a persone fortemente dipendenti

Geek assetati

COSTUME - Gli anni Duemila non si presentano come certa fantascienza del secolo scorso immaginava: niente macchine volanti, niente jetpack, e niente robot tutto-fare. Ora però, almeno in parte, l'umanità è corsa ai ripari. Al Willow Garage, in California, degli ingegneri informatici hanno creato un robot in grado di portare (e servire) la birra desiderata direttamente presso la postazione di lavoro. Il tutto è iniziato da una situazione tipica di tutti gli uffici del mondo: come ogni venerdì, nel tardo pomeriggio, c'era sempre qualcuno che invocava una bottiglia di birra fresca, blaterando di quanto sarebbe bello pigiare un tasto e trovarla sulla propria scrivania mentre si stanno sbrigano le ultime faccende lavorative in vista del week-end. Un bel giorno qualcuno, particolarmente assetato o piuttosto stufo della solita tiritera, ha deciso di fare sul serio: una settimana di tempo per realizzare un cameriere robotizzato; dormire? Un'optional.

La rivincita delle bionde

Per descrivere gli effetti benefici sulla salute di un consumo moderato di vino (più o meno veri) si sono usati fiumi di inchiostro, ma ora anche la birra si prende la rivincita sul collega “nobile”: sembra infatti che abbia ottime conseguenze sulle nostre ossa