martedì, Ottobre 20, 2020

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OggiScienza TV – La scienza e gli scienziati nel processo de L’Aquila

OGGISCIENZA TV - Processo de L'Aquila. La sentenza a sei anni di carcere a 7 dei partecipanti alla riunione della Commissione Grandi rischi del 31 marzo 2009 fa molto discutere. Ieri, a meno di dieci giorni dalla pubblicazione delle motivazioni della sentenza, lo stesso pm Fabio Picuti chiede l'archiviazione dell'inchiesta a carico dell'ex capo della Protezione Civile e di Daniela Stati (ex Assessore regionale abruzzese alla Protezione Civile). Guido Bertolaso e Stati erano indagati per omicidio colposo e lesioni in un filone di indagini parallelo a quello del processo ai sismologi. Dato che le motivazioni della sentenza del giudice Marco Billi sono basate in buona parte sul fatto che i partecipanti si sarebbero prestati a un'operazione mediatica architettata proprio da Bertolaso, ci si chiede allora dove stia (almeno) la coerenza. OggiScienza ha seguito il processo e commentato la sentenza. Le questioni aperte da questa vicenda sono moltissime, oggi ne approfondiamo alcune con Giulio Selvaggi, sismologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, all’epoca del terremoto direttore del Centro Nazionale Terremoti, e oggi uno degli imputati di questo processo.

Il cervello risponde alla slealtà: ma non sotto tranquillanti

SALUTE - Nello studio, pubblicato sulla rivista online di libero accesso PLoS Biology, il senso di giustizia dei partecipanti è stato messo alla prova in un gioco di onestà monetaria a due giocatori, e l’attività dei cervelli dei giocatori è stata misurata simultaneamente usando l’imaging a risonanza magnetica funzionale (fMRI). Quando un giocatore dava suggerimenti sleali su come dividersi i soldi, era spesso punito dal suo partner, benché ciò avesse un costo anche per il partner stesso. Questa reazione alla scorrettezza poteva essere ridotta operando, attraverso dei farmaci, su una specifica regione del cervello, l’amigdala. Lo studio è basato su un comportamento umano universale, e cioè reagire con un’aggressione istantanea quando un’altra persona si comporta slealmente o in un modo che non è nel maggiore interesse del gruppo. I ricercatori hanno coinvolto 35 partecipanti in un gioco in cui un giocatore suggerisce a un altro come condividere con lui una determinata somma; l’altro giocatore può accettare il suggerimento e prendere i soldi, oppure rifiutarlo, e in questo caso nessuno dei due riceve nulla

Pausa pregiudiziale

CRONACA NERA - Shai Danziger e Liora Avnaim-Pesso dell'università Ben Gurion, nel Negev, e Jonathan Levav della Columbia University, a New York, hanno osservato per 50 giorni nell'arco di 10 mesi otto magistrati che esaminavano 1.112 richieste fatte da detenuti per ottenere la libertà provvisoria, gli arresti domiciliari o altre condizioni di detenzione. Hanno poi distribuito cronologicamente le decisioni prese in tre sessioni quotidiane, separate da una pausa-ristoro e da un'altra per il pranzo. La percentuale delle decisioni favorevoli ai detenuti calava dal 65% a zero per risalire al 65% subito dopo ogni intervallo e calare di nuovo. L'esito non cambiava nel caso dei recidivi potenziali e dei condannati che non seguivano un programma di riabilitazione, né variava con l'etnia e il sesso, le ore passate in aula a deliberare, la difficoltà dei singoli casi. L'unico fattore era il numero di casi che ogni giudice prendeva in considerazione durante la sessione: aumentavano di pari passo con la sua severità.