giovedì, Luglio 29, 2021

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La visione ultravioletta dei granchi

AMBIENTE - Comodamente seduto su un anemone, il granchio, rimasto immobile fino a quel momento, allunga con sicurezza una chela, afferra del plancton e se lo porta alla bocca. Una scena non particolarmente interessante se non fosse per un dettaglio: siamo circa 500 metri sotto il livello del mare e il mondo qui è quasi completamente al buio. A queste profondità, dove la luce del sole non arriva, la vista dei granchi sarebbe particolarmente sensibile nel blu e nell’ultravioletto, lunghezze d’onda alle quali è possibile apprezzare il fenomeno della bioluminescenza. In questo modo, vedendo un colore più che una forma, i granchi sarebbero dunque in grado di riconoscere gli organismi che si muovono intorno a lui e di discriminare ciò che è cibo commestibile da ciò che non lo è. “È come se associassero un colore a ogni tipo di cibo”, dice Sönke Johnsen, biologo della Duke University, tra gli autori dell’articolo pubblicato online su Journal of Experimental Biology in cui vengono riportati questi risultati. “Il corallo tossico, infatti, produce una bioluminescenza blu-verde mentre il plancton, di cui si cibano, appare blu”.

Reazione a catena

AMBIENTE - A meno che non siate tra coloro che si sono costruiti carriera e popolarità sul negazionismo a proposito dei cambiamenti climatici, è probabile che molte delle conseguenze (sia ipotizzate che verificate) di questi ultimi vi siano abbastanza note, almeno nei loro principi generali, ma tra queste ce n'è una che, malgrado mal si presti a effettistiche drammatizzazioni hollywoodiane e venga tratta più di rado dai media, non è meno significativa delle altre (alle quali, peraltro, è ovviamente legata), nonché una delle più direttamente osservabili: gli areali, che in ecologia definiscono lo spazio occupa una specie, stanno cambiando. Si contraggono, si ampliano, si spostano, e ogni variazione si ripercuote su interi ecosistemi. E allora? Potrebbero dire i cinici. Allora ci sono milioni di granchi reali (famiglia Lithodidae) che stanno risalendo la scarpata continentale dell'Antartide, minacciando di spazzare via diverse specie di molluschi che racchiudono quegli inestimabili tesori biochimici che sono i composti antitumorali: più interessati adesso?