Tutto quello che avreste voluto sapere sull’uomo di Neanderthal

Lucio Milani (del gruppo di ricerca dell’Università di Firenze) e Laura Longo (Museo di Storia Naturale di Verona) prelevano i nuovi campioni dalla mandibola femminile di Neandertal per proseguire le indagini.Un congresso internazionale di archeologia a Riva del Garda svela nuovi segreti sull’Uomo di Neanderthal


È possibile che uno degli ultimi luoghi colonizzati dai Neanderthal in Europa si trovi in provincia di Verona. Secondo i ricercatori che hanno partecipato al progetto “Fossili umani veronesi” infatti Il Riparo di Mezzena, nei monti Lessini sopra la città di Avesa, è forse il luogo che ha visto questa specie estinguersi in favore degli Homo sapiens, giunti qui successivamente.
“Niente di cruento,” afferma Laura Longo, responsabile del progetto. “I dati estrapolati dagli studi in corso sui fossili umani in quest’area sembrano condurre coerentemente verso l’ipotesi – in discussione – che tra i 36.000 e  i 33.000 anni fa sui Monti Lessini si sia consumata la fine dei neandertaliani.”

Durante il periodo interpleniglaciale Wurmiano alcune colonie di Homo neanderthalensis si sono rifugiate nell’area a ridosso della città di Verona  attratti dalla disponibilità di grotte e ripari e dall’abbondanza di selce e selvaggina. Lo stesso tipo di attrattive hanno però spinto anche i sapiens nella stessa zona. La competizione fra le due specie avrebbe finito per sfavorire i neanderthal. Questi dati sono stati presentati in questi giorni al simposio intitolato “Updating the reasoning on the middle to upper palaeolithic biological and cultural shift in Eurasia” tenutosi a Riva del Garda fra il 15 e il 20 settembre con la partecipazione di 700 ricercatori internazionali facenti capo all’European Association of Archaeologists.

Durante la conferenza oltre ai risultati degli studi di Longo sono state presentate tutte le altre novità nel campo della ricerca sull’uomo di Neanderthal. Per esempio grazie ai dati sul DNA sembra ormai assodato che la nostra specie e quella dei Neanderthal non siano imparentate e che le ipotesi di ibridazione fra le due specie non siano plausibili. Secondo i dati esposti a Riva del Garda inoltre i neanderthal sarebbero sopravvissuti molto più a lungo di quanto si credeva in precedenza. I risultati delle analisi sugli ispotopi presenti nei fossili – importanti per comprendere la dieta di questi uomini del passato -, confrontate con i dati anatomici – la mandibola della femmina ritrovata nel sito veronese presenta notevoli deformazioni – dimostrano anche che questi ominidi nell’ultimo periodo della loro permanenza in questa zona hanno vissuto in condizioni estremamente difficili.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

5 Commenti

  1. […] Tutto quello che avreste voluto sapere sull’uomo di Neanderthal « Oggi Scienza oggiscienza.wordpress.com/2009/09/28/tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-sulluomo-di-neanderthal – view page – cached tags: acheologia, Homo neanderthalensis, Neanderthal, paleoracheologia by Federica Sgorbissa — From the page […]

  2. Come, non erano i nostri antenati? Cosa dirá Darwin nell’anno a lui dedicato, se sorgono questi dubbi sul suo..evoluzionismo?

    1. Spero tu stia scherzando, con questo commento, o forse intendi che, se i neanderthal non sono nostri antenati, i sapiens siano stati creati da un Dio?

  3. Con tutti i cambiamenti della Terra nel tempo, siamo proprio sicuri di utilizzare gli strumenti adeguati alla datazione oppure ne dovremo sapere di più di come si comportava l’elemento che a noi serve per la datazione E se non fosse idoneo per la misura dell’epoca cui noi pensiamo si riferisca il reperto in oggetto?
    Cambiamenti magnetici potrebbero interferire?

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